Lavori Aler a Gratosoglio sud: intervista a Livio Manera

Quella degli interventi per rendere più vivibile il quartiere Gratosoglio è una storia infinta. Lo sa bene Livio Manera, coordinatore del Comitato di quartiere, che conuna tenacia che ha dell’incredibile,vi si dedica dagli anni ‘60,

Quella degli interventi per rendere più vivibile il quartiere Gratosoglio è una storia infinta. Lo sa bene Livio Manera, coordinatore del Comitato di quartiere, che conuna tenacia che ha dell’incredibile,vi si dedica dagli anni ‘60, lottando contro l’inefficienza di Aler. Una sorta di battaglia contro i mulini a vento, che ha portato a casa anche risultati importanti, come fu il Contratto di quartiere, che nel 2007 diede il via alla manutenzione straordinaria della parte Nord di Gratosoglio. Rimane ora da sistemare tutta la parte sud del quartiere, che da sola conta 27 edifici, di cui soltanto uno è stato sistemato. Una situazione che anno dopo anno è divenuta insostenibile, a causa delle infiltrazioni d’acqua dai tetti e dalle facciate, che interessano praticamente tutte le costruzioni. In particolare 11 edifici sono in una situazione drammatica. Centinaia di inquilini, che a ogni scroscio d’acqua, si vedono piovere in casa. Una situazione che ora, però, dovrebbe essere a una svolta. Lo chiediamo a Manera.

In due anni abbiamo assistito a tre annunci di inizio lavori, questa è la volta buona?

«Lo speriamo, naturalmente ci crederemo solo quando vedremo smontato l’ultimo ponteggio e il lavoro concluso a regola d’arte. Per adesso abbiamo le rassicurazioni di Aler e Regione Lombardia e una gara d’appalto espletata, che individua 8 aziende per i lavori. Vedremo se tra aprile e maggio inizieranno i lavori sui primi 4 edifici. Poi però c’è tutto il resto da fare».

In che senso?

«Oltre ai 10 edifici su cui è stata programmata la manutenzione straordinaria, non dimentichiamoci che ne esistono altri 16, per i quali al momento non sappiamo se ci sono o meno risorse. E su questi edifici quando interveniamo? E sull’arredo urbano, le strade interne, l’illuminazione? Regione e Aler hanno detto che i lavori una volta conclusi quelli sui primi dieci edifici, ma noi, al momento non sappiamo se ci sono risorse, né quali sono i progetti».

È sempre solo una questione di soldi?

«I soldi sono sempre pochi, ma quello che manca veramente è la volontà, e la capacità politica. Qualche anno fa si parlava di 15milioni di euro per sistemare tutta la parte Sud del quartiere, ma erano solo sulla carta, perché si basavano su ipotesi di vendita degli alloggi alquanto ottimistiche e su pochi stanziamenti reali. Poi nel 2012, all’incontro con l’allora assessore alla Casa della Regione Domenico Zambetti, ora in carcere, le risorse sono scese a 8milioni, da ricavare dai risparmi del contratto di quartiere per Gratosoglio Nord. Ora si iniziano i lavori con 2milioni e 600mila euro, in attesa che la differenza di quasi 5milioni e mezzo di risparmi, cifra che a occhio non sembra sufficiente, vengano scongelati ».

E gli abitanti di Gratosoglio, come sopportano questa situazione?

«Sono disperati e sfiduciati: un’altra falsa partenza sarebbe fatale, anche perché rimane molto, moltissimo da fare.
Il quartiere rischia di scivolare velocemente verso il degrado. La crisi economica poi e i recenti aumenti, hanno ulteriormente peggiorato la situazione, aumentando la morosità incolpevole».

Qual è la percentuale di morosità al Gratosoglio?

«In questi anni è molto aumentata. Prima della crisi di questi anni i dati dicevano che era sotto il 10%. Ora è cresciuta parecchio, probabilmente si arriva al 30%, anche grazie alla legge regionale 27/2009, che ha fatto aumentare gli affitti per poter pagare le manutenzioni, che però si sono viste con il contagocce. Per fare un esempio, io il mese scorso ho ricevuto un bollettino da pagare di 70 euro, relativo alle spese amministrative del 2012. È stata una sorpresa e non so se ne arriveranno altri,
perché Aler non avvisa. Come può fare chi ha i soldi contati? Il Sunia ci ha detto di ritardare il pagamento degli affitti, come forma di protesta verso questa pratica di inviare bollettini di questo tipo. Vedremo se questa forma di protesta sortirà effetti».

È da oltre 40 anni che sei in prima linea, come fai a non scoraggiarti?

«In queste cose bisogna crederci, impegnarsi in prima persona, anche se si è scoraggiati dalle tante promesse non mantenute. Bisogna battersi finché non viene rimesso a posto tutto il quartiere. Ora che i soldi sono pochi, tanto più sarà l’impegno di tutti i cittadini del  quartiere, quanto più saranno le risorse che saranno destinate a Gratosoglio.
Senza la partecipazione e la voglia di vedere riconosciuti i propri diritti, il rischio che venga fatto poco o niente è molto alto. Insomma bisogna darsi da fare, lamentarsi e basta, non serve».

Stefano Ferri

IL PIANO DEI LAVORI

I lotti interessati dai lavori di manutenzione straordinaria, che dovrebbero partire tra aprile e maggio, sono: fabbricato 1, via Baroni, dal civico 218 al 226; fabbricato 2, via Baroni, dal 212 al 216; fabbricato 7, via Baroni, dal 246 al 250; fabbricato 11, via Saponaro, dal 37 al 43.

I lotti interessati dai lavori previsti per ottobre sono: fabbricato 6, via Baroni, dal 240 al 244; fabbricato 9, via Baroni, dal 99 al 103; fabbricato 15, via Baroni dal 174 al 180, fabbricato 18, via Baroni, dal 156 al 164; fabbricato 19, via Baroni, dal 150 al 154; fabbricato 26, via Baroni, dal 53 al 57.

I lavori comprendono l’isolamento e la coibentazione dei tetti, come avvenuto negli interventi su Gratosoglio Nord, e sui giunti delle facciate. L’ipotesi di rifare integralmente il cappotto degli edifici è stata abbandonata per mancanza di risorse. Sugli altri interventi, che oltre alla manutenzione straordinaria dei rimanenti 16 edifici, riguardano il verde e le strade, al momento Regione Lombardia e Aler non danno risposte. In aprile, invece, dovrebbero par tire i lavori di manutenzione alla strada in fondo al quartiere di proprietà del Comune.

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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