Intervista a Marco Granelli, assessore alla Mobilità e Lavori pubblici: «Bici, monopattini e auto insieme sulle strade di Milano»

Lo sforzo di Palazzo Marino per cambiare la mobilità cittadina e prepararla a una nuova stagione sta dando i primi frutti. L’emergenza Covid ha impresso un’accelerazione fortissima e, sfruttando le recenti nuove norme che hanno

Lo sforzo di Palazzo Marino per cambiare la mobilità cittadina e prepararla a una nuova stagione sta dando i primi frutti. L’emergenza Covid ha impresso un’accelerazione fortissima e, sfruttando le recenti nuove norme che hanno cambiato il Codice della strada a favore della mobilità “dolce”, Milano sta cambiando volto. In pochi mesi sono stati realizzati itinerari ciclabili per 35 chilometri ed entro l’anno diverranno 50, portando a 200 i chilometri cittadini di corsie per le due ruote: già un decimo delle strade cittadine.

Secondo le prime rilevazioni i milanesi sembrano apprezzare le novità. Sulla recentissima ciclabile di corso Buenos Aires, i tecnici del Comune hanno regi- strato 5mila passaggi di bici, moto e monopattini durante le giornate di brutto tempo e 7mila con il bel tempo. Ovvero circa il 40% dei passaggi. La scommessa è proprio questa: alzare il più possibile la percentuale di mobilità dolce e lasciare l’auto a chi ne ha realmente bisogno, senza affollare i mezzi pubblici, che potranno, tra l’altro, per legge, accogliere solo l’80% dei passeggeri.

La sfida per una mobilità cittadina in cui tutti i mezzi hanno pieno diritto a stare sulle strade pubbliche, si giocherà comunque su più piani. Determinanti saranno il rispetto del Codice della strada da parte di automobilisti, ciclisti e monopattinisti; la generosità con cui i milanesi, quando potranno, eviteranno di prendere l’auto; come la città sarà in grado di organizzare gli ingressi e le uscite da scuole e lavoro per evitare che tutti si affollino sulle strade nelle ore di punta; quanti, magari a giorni alterni, continueranno a fare smart working. E naturalmente in che misura gli itinerari ciclabili saranno sicuri e coerenti con i flussi di traffico.

Per conoscere come sta cambiando e cambierà la mobilità del sud Milano abbiamo incontrato l’assessore alla Mobilità e Lavori pubblici Marco Granelli, ovvero colui che ha sulle proprie spalle il fardello di questa piccola rivoluzione.

Assessore, il 9 settembre ha presentato in Municipio 5 l’intervento sull’Asse Sud Cermenate Antonini, ce lo può inquadrare nel piano della mobilità cittadina?

«L’Asse Sud corre da Ovest a Est, una sorta di circonvallazione a cui stiamo lavorando, che prevede un percorso ciclabile che da piazza Frattini, dove verrà realizzata la nuova fermata della M4, arrivi fino a piazza Corvetto e Chiaravalle. Per realizzarla sfrutteremo al massimo le novità del Codice della Strada, che prevedono, tra le altre cose, non solo piste in struttura, molto più onerose e lunghe da realizzare, ma corsie ciclabili, anche in contromano, strade urbane ciclabili con limite a 30 all’ora (per leggere la presentazione fatta dall’assessore in Municipo 5)».

Qual è esattamente il percorso?

«Dunque da piazza Frattini si prende via Bellini, si attraversa Giambellino, si imbocca il cavalcavia Don Milani, poi via Santa Rita da Cascia, piazza Miani, i controviali di viale Famagosta, il cavalcavia Schiavoni, i controviali di viale Giovanni da Cermenate, via Antonini, via Solaroli, via Quaranta, via Marco d’Agrate, piazza Angilberto, che sarà interessata da lavori di riqualificazione entro i primi mesi dell’anno prossimo. Dalla piazza per i ciclisti ci saranno due opportunità: o andare verso Chiaravalle percorrendo via S Dionigi, o verso Corvetto percorrendo piazza Ferrara, via Polesine e Corvetto».

Tempi di realizzazione?

«Contiamo di portare a termine l’intero asse in tre fasi, completando il tratto da piazza Frattini a via Antonini entro quest’anno, mentre quello da Antonini a Corvetto entro la primavera dell’anno prossimo. Al contempo siamo al lavoro sulle radiali in entrata e in uscita dalla città, che intersecano l’Asse Sud».

Quali sono le radiali e le direttrici che intersecano l’Asse Sud?

«All’altezza di piazza Frattini, lungo la via Vespri Siciliani, passerà il radiale che da piazza Tirana arriva fino a via Solari. Poi, all’altezza del cavalcavia Don Milani, c’è il radiale lungo l’Alzaia Naviglio Grande, dove poseremo entro l’anno delle moderazioni del traffico di fronte alle tre canottieri. All’altezza del cavalcavia Schiavoni c’è l’intersezione con la pista lungo l’Alzaia Naviglio Pavese, che collega la Darsena con il percorso sovraregionale della VenTo. Qui è iniziata la realizzazione di una pista bidirezionale in struttura, che entro l’inizio dell’anno prossimo arriverà fino a via Fra Cristoforo. Il tratto seguente fino ad Assago vedrà l’inizio dei lavori nel 2021, senza piste in struttura ma corsie ciclabili e strade urbane ciclabili. Infine all’incrocio tra Cermenate, Antonini e Bazzi, l’Asse Sud si interseca con la Connessione Sud Centro, ovvero il radiale che da Gratosoglio arriva fino a Molino delle Armi, collegandosi con la pista della circonvallazione interna».

Qual è esattamente il percorso della radiale Gratosoglio – Molino delle Armi?

«Si tratta della Connessione sud che porteremo a termine entro l’estate del 2021, che ha alcuni aspetti an- cora da approfondire. In linea di massima, sempre con corsie ciclabili e strade urbane ciclabili e collegando tratti di piste in struttura, da Molino delle Armi l’itinerario percorre via Vettabbia, via Calatafimi, attraversa viale Beatrice d‘Este, imbocca la pista di via Col Moschin, va verso via Giambologna, attraversa viale Tibaldi, prende via Aicardo/Boeri, attraversa viale Cermenate e da qui percorre via Lusitania, Treccani degli Alfieri, Dudovich, infine via Dei Missaglia. Stiamo verificando come creare un itinerario ciclabile nell’ultimo tratto della via, che dalla fine del quartiere Le Terrazze arrivi fino al Ronchetto delle Rane e al capolinea del tram 3. Possibile che transiti per un tratto lungo via Saponaro. Contiamo di risolvere questo problema e presentare il progetto in Municipio a breve».

Come giornale avevamo raccolto la richiesta di Municipio e cittadini di una radiale che da Opera lungo via Ripamonti arrivasse in centro, la state valutando?

«Questo itinerario è ancora in fase di studio. Dobbiamo decidere se dal capolinea del 24 proseguire con la pista lungo via Antegnati e arrivare fino a via Antonini, tenuto conto che via Ferrari è una strada sulla quale una pista ciclabile può essere realizzata solo in struttura e quindi con tempi più lunghi.
In alternativa, potremmo passare dal Vigentino, che diverrà zona a 30 km all’ora, connetterci con via Broni, attraversare viale Ortles e imboccare la pista esistente che corre lungo le vie Condino, Adamello, e Lorenzini. Qui l’itinerario intersecherà l’asse che da via Castelbarco, connette, da una parte, l’area Bocconi-Ravizza e dall’altra viale Bazzi e verso est le piste esistenti che percorrono via Spadolini, attraversano Ripamonti, arrivano in Lorenzini, Brembo fino a corso Lodi».

L’intervista all’assessore continua su altri temi…

Lavori pubblici, viabilità e metrò

Via Ripamonti. Dopo i lavori sulla linea del tram sono previsti altri interventi?

«Dobbiamo completare la riqualificazione dell’armamento tramviario (rotaie e fondo strada completo – NdR) all’incrocio con via Toscana e altri tratti. Abbiamo i progetti definitivi e ora stiamo per programmare gli interventi, anche prevedendo la posa di tappeti verdi. Si tratta di interventi molto onerosi, 500 metri costano oltre 2 milioni di euro, per i quali utilizzeremo fondi del Comune, ministeriali e, se riusciamo, del Recovery Fund».

Centro Civico di via Boifava. Finiti i lavori che succede?

«I lavori iniziati a fine agosto termine- ranno nel gennaio del 2021, subito dopo riapriremo il Cam e Anagrafe, poi potrà partire il progetto di raccolta fondi di Fondazione Cariplo per la trasformazione dell’intero immobile in un hub culturale».

Distributore via Dei Missaglia. Smantella tutto Q8 o si va al Consiglio di Stato?

«Sono in corso le ultimissime verifiche per lo spostamento dell’impianto in via Venosta, in Barona. Sull’area di via Dei Missaglia ci sono attualmente due opzioni: il ripristino dell’area a verde, com’era prima, con rimozione dei serbatoi compresa, o con il posizionamento di alcune colonnine per il rifornimento delle auto elettriche. Quest’ultimo è un progetto che ci deve essere ancora presentato e che valuteremo da tutti i punti di vista, compreso quello dei servizi alla mobilità elettrica».

Chiaravalle. La viabilità è in crisi.

«Il recente crollo della cascina su via San Bernardo ha interrotto la viabilità sulla strada verso San Donato. Ho fatto fare una verifica tecnica sulla statica dell’immobile per capire come poter riaprire al più presto la strada. Su Chiaravalle abbiamo anche in programma un intervento tattico sulla piazza e contiamo per uno dei prossimi fine settimana di iniziare con la chiusura al traffico di attraversamento sulla via Vaiano Valle. L’iniziativa di trasformazione in strada a traffico limitato della via nei week end durerà fino al 31 ottobre, per poi riprendere il 1° aprile prossimo. Per il momento l’accesso nei fine settimana sarà impedito con transenne e segnaletica, più avanti metteremo pilomat e telecamere».

Ricicleria. Dove è ubicata, cosa prevede, quando inizieranno i lavori?

«La ricicleria e il centro del riuso del Municipio 5 sorgeranno nell’area tra via Pantelleria e via Campazzino (qui la presentazione del progetto). Abbiamo avuto dei ritardi perché la bonifica dell’area è stata più impegnativa e onerosa di quanto avevano previsto. In ogni caso entro l’anno dovremmo riuscire a fare la gara di appalto. L’accesso alla ricicleria sarà da via Ferrari, all’altezza del distributore, ci sarà una corsia di ingresso, per fare in modo che i mezzi non si incolonnino su via Ferrari».

Metro. Prima del Covid si parlava di M6 per il sud Milano…

«Entro la fine dell’anno dovremmo avere uno studio preliminare di MM per una linea a servizio, tra l’altro, dell’area Ripamonti – Vigentino. A questo punto inizieremo a ragionare, sul percorso e sui fondi».

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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