Intervista ad Ada Lucia De Cesaris (Italia Viva): «A Milano sosterremo le istanze del riformismo. Ora Ius Culturae e stop aumenti Iva»

Dopo il successo del 27 settembre per la presentazione a Milano di Italia Viva, l'ex vicesindaca De Cesaris delinea i prossimi passi della nuova formazione e i rapporti con la Giunta Sala e il Pd

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A pochi giorni dalla presentazione milanese di Italia Viva, avvenuta il 27 settembre all’Umanitaria, si respira soddisfazione tra gli organizzatori. La sala degli Affreschi, nonostante l’assenza del leader Matteo Renzi, si è riempita di gente.  Presenti, oltre gli aderenti ai comitati di Azione Civile, di Meritare l’Italia e degli ormai ex elettori del Pd, tante persone, richiamate, attraverso il tam tam dei social, dalla novità politica di una formazione che si presenta come riformista e innovativa.

Sul palco si sono succeduti gli interventi di tante persone. Ognuno di 3 minuti, stile Leopalda. Tra essi i parlamentari milanesi Lisa Noia, Eugenio Comincini, Matteo Colaninno, Mattia Mor, il vicepresidente della Camera dei Deputati Ettore Rosato, Ivan Scalfarotto, attuale sottosegretario al ministero degli Affari esteri del governo Conte II e l’ex senatore milanese Roberto Cociancich. A condurre la serata Ada Lucia De Cesaris, avvocata, membro del Consiglio di amministrazione di Arexpo, ex assessore all’Urbanistica e vicesindaco della Giunta Pisapia, certamente uno dei volti più noti della nascente formazione, nonché dei più autorevoli in città.

A lei, che in questi mesi ha lavorato alla formazione dei Comitati Azione Civile a Milano e in Lombardia, ci siamo rivolti per conoscere le impressioni e i prossimi passi della nuova formazione politica a Milano.

 Come è andata la prima uscita pubblica di Italia Viva?
«È andata molto bene, oltre le nostre aspettative. Avevamo prenotato uno spazio, ma abbiamo capito subito che non sarebbe bastato e ci siamo spostati all’Umanitaria, molto più grande, e l’abbiamo riempita. Molte persone sono rimaste anche fuori. Insomma un ottimo livello di partecipazione e interesse». 

A chi vi accusa di essere nati da un’operazione di Palazzo e a Milano, città del riformismo e fino a pochi mesi fa molto vicina a Renzi, vi fa notare che non avete rappresentanti nelle istituzioni locali, cosa rispondete?
«Non siamo un’operazione di Palazzo, siamo in realtà un movimento che nasce dal basso, dai cittadini. A Milano c’era un Partito democratico a maggioranza riformista. La precedente dirigenza a un certo punto, senza neanche un dibattito politico e un confronto con i propri iscritti, ha deciso di virare verso altre strade. A questo punto per chi ha a cuore il riformismo, che poi è quello che chiede una città come Milano, si è aperto uno spazio per la nostra proposta, che per noi non è spazio contro ma uno spazio per».

Quali sono le istanze riformiste che intendete sostenere?
«Lavoreremo sui temi del lavoro e dell’impresa, dell’ambiente e dello sviluppo, della collaborazione produttiva tra pubblico e privato. Temi che ora nel panorama politico non trovano una risposta».

Il vostro rapporto con la Giunta Sala quale sarà?
«La sosterremo, sta lavorando bene, ma a mio parere manca anch’essa di un vero riferimento politico, perché i recenti mutamenti non sono in linea con quello che è il programma dell’Amministrazione Sala».

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 Avete delle iniziative che nelle prossime settimane porterete avanti a livello locale?
«Noi per ora abbiamo lavorato su tutto il territorio per spiegare cos’è lo Ius Culturae, raccogliendo  tantissime firme, perché il nostro primo obiettivo è fare in modo che le persone superino le paure, conoscano e si informino. Non esistono le emergenze che qualcuno vuole costruire, ma dobbiamo guidare i fenomeni, come è quello dell’immigrazione. L’altra cosa su cui ci batteremo è contro ogni ipotesi di aumento dell’Iva. Andando avanti con il tempo ci occuperemo di problemi più territoriali, prendendo delle posizioni, quando sarà necessario, o facendo delle proposte».

Come vi ponete nei confronti del Pd milanese?
«La segretaria metropolitana guidata da Silvia Roggiani è aperta al confronto, non ha mai fatto dichiarazioni, né tantomeno avuto comportamenti di chiusura nei confronti di Italia Viva. Ripeto, noi nasciamo per occupare uno spazio che la politica di Centrosinistra per decisione di alcuni ha ritenuto di abbandonare, non per essere contro».

Da un punto di vista organizzativo come si strutturerà a Milano Italia Viva?
«Siamo ancora in fase di costruzione. Le modalità le decideremo alla Leopolda e nei mesi successivi. Abbiamo deciso di far prevalere il confronto e la discussione sui contenuti. Poi ci occuperemo anche dell’organizzazione, per adesso bastano i coordinatori dei Comitati di Azione Civile che si sono impegnati nei territori in questi mesi. Intanto l’invito è a partecipare stasera alle 18,30, al bar Bistrò “Tutto bene, grazie” di corso Magenta 31,  all’incontro “Non l’8 solo a marzo” sui temi delle pari opportunità. Ci saremo io e Alessia Cappello, coordinatrice dei Comitati Azione Civile Milano. E speriamo molte persone».

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di dargli un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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