Intervista ad Aldo Ugliano sul Gratosoglio

Gratosoglio, in particolare la parte Sud, è un quartiere che vive indubbiamente una situazione difficile, principalmente per responsabilità di Aler, proprietaria di quasi la totalità degli edifici. A parte il contratto di quartiere per la

Gratosoglio, in particolare la parte Sud, è un quartiere che vive indubbiamente una situazione difficile, principalmente per responsabilità di Aler, proprietaria di quasi la totalità degli edifici. A parte il contratto di quartiere per la zona Nord, il resto dei palazzi versa in una condizione di estremo degrado, a causa di manutenzioni che non arrivano, alloggi vuoti od occupati abusivamente. A questa situazione si aggiungono i problemi legati agli effetti della crisi economica, alla sicurezza, alla presenza della Casa Gialla che ospita i senza tetto. A questa china preoccupante tentano di opporsi le moltissime associazioni sociali e sportive presenti sul territorio (a pag. 5, parliamo di una bellissima esperienza di banco alimentare) le parrocchie, i centri di aggregazione pubblici e il Consiglio di Zona, nel suo ruolo di coordinamento e stimolo verso Palazzo Marino. Per fare il punto su quanto sta accadendo in quartiere e sui progetti in corso abbiamo incontrato il presidente del Consiglio di Zona Aldo Ugliano.

Manutenzione degli edifici Aler, ancora non si vede alcun intervento.
«So che sono uscite le ditte per i ponteggi per fare dei sopralluoghi, siamo in attesa che li montino entro la fine di maggio, come è stato assicurato, e poi inizino i lavori. A oggi (29 maggio NdR.), però, non si vece ancora niente».

Ad aggravare la situazione di degrado sono saltati il 30 per cento dei lampioni.
«Eh già, bisogna ringraziare Livio Manera, coordinatore del Comitato di Quartiere, che ha fatto una rilevazione puntuale di tutti i lampioni non funzionanti di Gratosoglio, scoprendo che 88 circa un terzo del totale, sono rotti. Una situazione insostenibile, che genera una percezione di insicurezza tra i cittadini, che è inaccettabile. Come è inaccettabile che il piazzale dove si affacciano tutte le attività sociali del quartiere – il Cam, il centro di aggregazione giovanile, la parrocchia e l’oratorio – a causa dell’incendio sviluppatosi circa due mesi fa sotto la piazza, nel corsello box, sia ancora al buio. Ho interpellato l’Aler ma anche in questo caso la risposta è stata la solita: non ci sono soldi. Mi sono rivolto quindi ai consiglieri regionali Onorio Rosati e Lucia Castellano, per chiedere un intervento dell’assessore. Vedremo».

Alloggi sfitti e sicurezza, a che punto è la battaglia intrapresa nei mesi scorsi?
«Dopo la lettera in cui l’assessore regionale alla Casa Paola Bulbarelli rispondeva alla interrogazione dei consiglieri Onorio Rosati e Lucia Castellano, in cui chiedevano interventi sulle case Aler e, tra l’altro, soluzioni per gli 180 alloggi vuoti di Gratosoglio, l’assessore ha risposto che per questi alloggi sono stati già stanziati delle risorse. Ho proposto quindi a Comune e Aler di utilizzare l’articolo 6 della legge regionale 27/2009, con assegnazioni volte a stabilizzare il mix sociale, attraverso l’individuazione di categorie specifiche a cui assegnare gli alloggi e so che sono al lavoro per creare un bando adeguato a soddisfare queste esigenze. I lavori di sistemazione di questi alloggi, ha assicurato l’assessore Bulbarelli, si concluderanno entro dicembre di quest’anno».

Veniamo alle strade interne al quartiere, qualcosa è stato fatto ma molto rimane ancora da fare.
«Sono state sistemate nelle settimane scorse le strade di proprietà del Comune, passate a Palazzo Marino tempo fa. Abbiamo sollecitato di trovare il modo per intervenire anche sulle strade di proprietà di Aler e abbiamo riscontrato una certa disponibilità da parte dell’assessore ai Lavori Pubblici Maria Carmela Rozza, sulla base dell’ipotesi che il Comune fa le strade e poi si mette d’accordo con Aler per avere indietro i soldi. Riguardo la questione dei campi giochi e i parchetti di Gratosoglio, trascurati da Aler perché sosteneva che erano del Comune e dal Comune perché non li prendeva in carico, la situazione dovrebbe sbloccarsi a breve. Sono in calendario i primi interventi su un’area giochi via Baroni; sarà realizzata un’area cani sul pratone e all’altezza di via dei Missaglia 17. Il resto delle aree giochi del quartiere abbiamo chiesto che siano sistemate con i risparmi dalla mancata realizzazione del parcheggio interrato di piazza Abbiategrasso, di cui stiamo discutendo con il Comune». Perché la Fondazione S. Francesco non è intervenuta sulla Casa Gialla, per accogliere i senza tetto durante il giorno? «Purtroppo il previsto spazio di accoglienza progettato non è stato possibile realizzarlo dove era previsto, a causa di una tubazione della Snam posta nel sottosuolo. L’opera S. Francesco che gestisce la Casa Gialla che ha preparato un nuovo progetto per la realizzazione di uno spazio di accoglienza e socialità all’interno del recinto, che sarà pronto entro ottobre».

Intanto cosa è stato fatto per evitare i bivacchi intorno alla Casa Gialla?
«Abbiamo fatto posizionare nel parco giochi di fronte alla Casa Gialla, dove bivaccavano queste persone dei cartelli che vietano l’ingresso agli adulti, abbiamo tolto il wifi che li attirava, ed è stata intensificata la sorveglianza. Nelle settimane scorse poi li ho incontrati, insieme ai vigili urbani e al presidente della Commissione Sicurezza Raffaele Magnotta, per spiegare i motivi del disagio dei cittadini di Gratosoglio, sottolineando che i cittadini e le istituzioni, pur comprendendo la loro difficile situazione, non sono più disposti a tollerare comportamenti come quelli di prima . A quanto mi dicono, al momento, queste iniziative hanno funzionato e il parco è tornato vivibile, tanto è vero che sono quattro settimane che non! ricevo più proteste».

Chi non trova posto nella Casa Gialla però si sistema dove può.
«Anche in questo caso abbiano segnalato all’Aler problema delle persone che dormono sotto i tetti, negli androni, nei box e dove capita, ma ci hanno risposto ancora una volta, che non hanno soldi da utilizzare. Ho incontrato diversi inquilini dei palazzi più interessati dal fenomeno e ho detto a loro che, a mio parere, l’unica soluzione è unirsi in autogestione e d’accordo con Aler e Comune, realizzare una cancellata intorno agli edifici, per poi scalare le spese sull’affitto. Vista la situazione economica disastrosa di Aler, non credo ci siano altre soluzioni».

Avete inaugurato la casa delle associazioni, mancano gli arredi.
«L’incontro pubblico di presentazione della nuova Casa delle Associazioni di via Saponaro 20 si terrà giovedì prossimo (il 29 maggio NdR). Purtroppo siamo senza arredi, perché la legge di Stabilità del 2012 non permette al Comune di acquistarli fino alla fine di quest’anno. Sono andato personalmente da tre aziende che producono mobili, per avere il loro aiuto, ma senza successo. L’incontro di giovedì è l’inizio del processo per definire il soggetto che con l’Amministrazione governerà la Casa delle Associazioni. Insomma, pur con tutti i problemi che abbiamo detto c’è una grande volontà da parte del CdZ e della Giunta di arrivare a soluzioni. Ricordo che nella sola via Saponaro, c’è il centro Carraro dove sono prossimi degli interventi importanti (vedi pag. 12), un Cam molto attivo, poi c’è il centro di aggregazione giovanile, la parrocchie e gli oratorii, poco più in là un centro anziani e ora parte la Casa delle Associazioni. Insomma ci stiamo dando molto da fare, Aler permettendo, che ricordo è proprietaria dell’intero quartiere e che, come ho detto, è praticamente in banca rotta».

Stefano Ferri

 

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

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