Intervista all’assessore Granelli su conferimento rifiuti, discariche abusive, lavori linea 24 e distributore via dei Missaglia

«A ottobre saranno posizionate le fototrappole per sanzionare chi abbandona i rifiuti, ma tutti facciano la loro parte. Quasi ultimati i lavori sulla linea 24. Possibile un accordo sul distributore Q8 di via dei Missaglia».

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Marco Granelli, assessore ai Lavori pubblici  Mobilità con delega ai rapporti con i municipi, nei mesi estivi ha affrontato diverse problematiche che riguardano il Municipio 5 e, più in generale, il sud Milano. Abbandoni di rifiuti, lavori sulla linea del tram 24, distributore di via dei Missaglia fermo per un ricorso al Tar sono state tra le principali questioni. Per sapere qual è la situazione dopo la pausa estiva, lo abbiamo incontrato.

L’estate che sta per passare sembra essere stata quella dei rifiuti: aumentano gli abbandoni?
«Non ho dati che indichino un aumento degli abbandoni. Certo esistono zone critiche su cui interviene Amsa, sia all’interno dei centri urbani che nelle aree agricole cittadine. In tutti i casi stiamo cercando di trovare soluzioni definitive, che non si limitino a tamponare le emergenze».

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Aree agricole, corsi d’acqua e quartieri: non tutta la spazzatura ha la stessa origine.
«Nei quartieri gli abbandoni sono prevalentemente fatti da persone che vi abitano, perché incivili o perché non hanno gli spazi adeguati per il conferimento. Mentre su alcune vie particolari, come Vaiano Valle e Selvanesco, limitrofe alle aree agricole, i responsabili sono prevalentemente titolari di piccole attività border line, che invece di seguire le procedure di legge scaricano abusivamente».

Come fare per combattere queste situazioni?
«Per quanto riguarda le strade limitrofe alle aree agricole, alle attività di controllo abituali aggiungeremo l’uso delle telecamere. Dopo i Municipi 4 e 6 estenderemo la presenza delle “fototrappole”, anche al Municipio 5. La Polizia Locale sta facendo i rilievi per individuare i posti in cui posizionarle e in ottobre procederemo con le prime istallazioni».

Come funzionano le fototrappole?
«Si tratta di dispositivi nascosti, mobili, che registrano con immagini gli scarichi abusivi, consentendo l’individuazione dei responsabili e il loro sanzionamento e, nel caso, anche il sequestro del mezzo. Dove sono state posizionate hanno consentito di sanzionare, duramente diverse persone. Contiamo in questo modo di far passare anche il messaggio che chi abbandona rifiuti compie un reato grave e può essere preso, anche quando pensa di non essere visto».

E nei quartieri, come agire per fermare la spazzatura?
«Se ci sono problemi nel conferimento, come accumuli o errori nella raccolta, chiediamo il coinvolgimento dei residenti e delle proprietà. Per esempio a Gratosoglio sud, dove negli edifici di proprietà di Aler mancano spazi adeguati per il conferimento, abbiamo chiesto una presa in carico di responsabilità nell’organizzazione, creazione e controllo degli spazi di raccolta della spazzatura. Aler ha posizionato ad agosto dei cassonetti in più, per fare fronte alla prima emergenza, ma non ha ancora presentato in Comune un progetto per creare nuovi spazi per la raccolta, come invece fanno i condomini in casi come questo.
Anche per quanto riguarda il contratto di pulizia delle aree fatto da Aler con Amsa non si tratta di un contratto strutturato, ma è “a chiamata”. Il rischio in questi casi è che si lavori solo sull’emergenza e che i rifiuti rimangano troppi giorni per strada. Inoltre è necessario che venga attuato un controllo più stringente sui tempi e modalità di esposizione dei sacchi da parte degli addetti».

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Quest’estate i cittadini hanno denunciato l’accumulo di rifiuti all’incrocio tra il Naviglio Pavese e il Lambro meridionale.
«In questo caso c’è un problema di accesso all’area con mezzi idonei alla pulizia. Come Comune abbiamo scritto a tutti gli enti coinvolti. L’Alzaia è di proprietà del Demanio regionale, che l’ha data in gestione al Consorzio Villoresi e il Villoresi al Comune, dicendo espressamente che la gestione straordinaria è di competenza della proprietà e che i mezzi sopra le 6 tonnellate non possono transitare. Il Comune per questo ha chiesto alle proprietà di definire nuove modalità d’ingresso dei mezzi, anche in deroga, senza le quali il traffico è interdetto. Anche per fare fronte ad eventuali piene».

Cambiamo discorso: i lavori sulla linea 24 a che punto sono?
«Nel tratto che va da viale Toscana al capolinea Vigentino sono praticamente ultimati, mentre dal mese di ottobre i lavori riguarderanno il tratto di via Ripamonti all’interno della circonvallazione. Stiamo anche scrivendo i provvedimenti per togliere la sosta vietata sul tratto della via dove non serve più. Per l’estate prossima sono programmati lavori di rifacimento dell’armamento tramviario (rotaie e fondo strada completo – NdR), all’incrocio tra via Ripamonti e viale Toscana. Stiamo inoltre progettando gli stessi lavori sul resto dell’intera via».

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Il Municipio contesta la collocazione delle fermate e la sicurezza delle banchine, ritenute troppo grandi.
«Obiettivo della nuova collocazione delle fermate è rendere la linea più veloce e in grado di trasportare più persone. Per fare questo sono state soppresse tre coppie di fermate, ritenute troppo vicine tra loro, e spostate altre, mantenendo comunque sempre una distanza inferiore ai 400 m. La scelta di ubicazione delle fermate è stata fatta per coordinare al meglio il transito dei tram con gli incroci e attuare il preferenziamento semaforico, ovvero la possibilità di dare il più possibile il “verde” ai tram in transito.
Le banchine sono state realizzate secondo norme prescritte a livello nazionale, per dimensioni, altezze e conformazione, munendole di barriere pedonale e pensiline, in modo da favorire l’attesa dei mezzi. Così che la salita e discesa dai tram, in particolare per le categorie più deboli, come anziani, bambini, genitori con carrozzine, disabili. Quando rifaremo l’armamento tramviario delle via, dopo un anno di servizio del 24 sulla nuova linea, valuteremo se la collocazione delle fermate è funzionale e adatta alle esigenze degli utenti tutti».

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Ultima domanda: è stato inaugurato il Park Abbiategrasso, ma lo scheletro del distributore è ancora lì: dovremo aspettare lan sentenza del Tar per sapere che fine farà?
«Durante i contatti avuti nei mesi scorsi con Q8, abbiamo fatto diverse proposte di collocazioni alternative del distributore. L’azienda ha mostrato interesse per due di queste e, su queste ipotesi, ha fatto delle osservazioni al Pgt che andrà in approvazione a fine mese. Appena il Consiglio approverà il Pgt, incontreremo l’azienda per concretizzare una di queste ipotesi e procedere alla definizione della nuova collocazione degli impianti».

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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