INTERVISTA – Il bilancio di Natale Carapellese, presidente del Municipio5, 
a quasi un anno dal suo insediamento

Alla guida del Municipio 5 da fine ottobre ‘22, a quasi un anno dall’inizio del mandato, Natale Carapellese affronta i principali problemi riguardanti l’urbanistica, i lavori pubblici e più in generale il territorio. Ne emerge

Alla guida del Municipio 5 da fine ottobre ‘22, a quasi un anno dall’inizio del mandato, Natale Carapellese affronta i principali problemi riguardanti l’urbanistica, i lavori pubblici e più in generale il territorio. Ne emerge un quadro complesso, risultati ottenuti e ostacoli da superare, percorsi amministrativi da intraprendere, su cui il Municipio è impegnato, soprattutto nei confronti di Comune e Regione, come sostenitore delle esigenze dei cittadini e promotore di soluzioni.

Partiamo dall’annuncio del sindaco Sala dello stanziamento del governo per lo studio di fattibilità della M6, il cui tracciato dovrebbe correre sul Municipio 5.

«La richiesta di una linea di metropolitana che attraversasse il nostro municipio, in particolare l’area Ripamonti e Vigentino è uno dei punti qualificanti del programma con cui siamo stati eletti. Per questo abbiamo accolto con grande soddisfazione l’annuncio del sindaco Sala delle risorse stanziate dal governo Draghi per lo studio di fattibilità sui possibili tracciati della M6. Siamo ancora alle valutazioni preliminari, ma credo che lo studio di fattibilità partirà a breve. Faremo in modo che il confronto sul progetto risulti partecipato e discusso con il territorio, nel convincimento però che vada scelta la soluzione migliore dal punto di vista dell’analisi costi/benefici, per rispondere alla domanda di mobilità sempre più articolata, che richiede un’offerta di trasporto intermodale e interconnessa. Il nostro Municipio è in grande sviluppo, soprattutto nella parte orientale. Proseguono, per esempio, i lavori dell’Ifom di via Adamello, come nella parte di Simbiosys che dà verso via Quaranta, dove sorgerà un bel parco. Arriveranno nuove aziende e abitazioni che aumenteranno le esigenze di mobilità dei cittadini, oltre naturalmente ai progetti di riqualificazione dello Scalo Ferroviario Romana».

Come procedono i lavori allo Scalo Ferroviario Romana?

«La bonifica è a buon punto e la priorità è la costruzione del villaggio olimpico entro il 2026. Tutti gli altri interventi verranno dopo, compresa la realizzazione del parco che ricoprirà il 50 per cento dell’area e cambierà il volto di quella parte di città. Come Municipio siamo riusciti a ottenere delle modifiche sulla disposizione degli edifici, mentre ci stiamo battendo per avere delle quote di edilizia agevolata per famiglie e giovani coppie e un centro culturale negli spazi dei vecchi magazzini, all’angolo tra via Ripamonti e via Lorenzini. Intorno allo Scalo poi continuano i progetti e le opere pubbliche e private di recupero e rigenerazione».

Lo Scalo Ferroviario Romana a bonifica in corso.

Si riferisce alla riqualificazione di piazza Trento e via Crema?

«Il progetto di riqualificazione di piazza Trento e via Crema è ormai definito. Rimane in parte in sospeso il tema dei parcheggi. Considerati i tempi di realizzazione previsti, collegati ai progetti di riqualificazione Scalo Romana, stiamo lavorando per individuare soluzioni integrative, sia per i parcheggi che per le soluzioni di arredo urbano. Sempre nell’area, lo studentato che si trova nell’ex Consorzio agrario di via Ripamonti 35 è quasi finito. Ci auguriamo che al tempo stesso si possa velocizzare l’iter che riguarda la riqualificazione dell’ex provveditorato che si trova davanti, per il quale la proprietà sta lavorando a dei progetti che ci saranno presentati, così da poter dire la nostra. Intanto, lo Smart City Lab di via Ripamonti 88 dopo una lunga gestazione è ormai completato ed entro il 2022 sarà inaugurato. Come Municipio intendiamo organizzare delle iniziative, coerenti con la vocazione tecnologica, di sviluppo e lavoro che caratterizza questo spazio».

A poca distanza da quest’area in pieno sviluppo ci sono i borghi di Vaiano Valle e Chiaravalle, con i loro atavici problemi…

«Iniziamo a dire che uno di principali problemi, il campo rom abusivo di via Vaiano Valle, che da 25 anni si trovava lì, è stato risolto. La sua chiusura a inizio settembre è avvenuta con un’operazione estremamente positiva, la prima del genere in Italia, grazie all’aiuto del ministero dell’Interno, alla collaborazione tra tutte le Forze dell’ordine, gli assessorati del Comune, il Municipio e i volontari. Insieme siamo riusciti a rispettare la tabella di marcia che ci eravamo dati a maggio, non solo chiudendo il campo, ma ricollocando tutte le famiglie, alle quali è stato offerto un percorso di inserimento in nuove realtà abitative, disposte su tutto il territorio cittadino».

Le Forze dell’ordine il giorno della chiusura del campo rom di via Vaiano Valle.

Permangono perplessità sulla viabilità e sull’abbandono dei rifiuti.

«I terreni occupati dal campo sono stati riconsegnati alla proprietà, che provvederà alla bonifica. Nel frattempo le Forze dell’ordine presiederanno l’area per alcune settimane. Abbiamo chiesto al Comune di posizionare delle telecamere per sanzionare gli scarichi abusivi. Sono fiducioso che con i guard-rail messi sulle vie Vaiano Valle e Sant’Arialdo possano diminuire, fino a scomparire. Riguardo la viabilità abbiamo chiesto un incontro agli assessori Tancredi, Conte e Grandi, per sistematizzare quanto si sta già muovendo in quell’area in termini di investimenti, per avere il quadro dei passi già programmati e di quelli da definire in modo condiviso».

A Chiaravalle continua a non esserci la fibra e le connessioni sono problematiche, una condizione molto penalizzante per gli abitanti del borgo. Possibile che non si possa fare niente?

«A luglio si è tenuta un’assemblea pubblica a Chiaravalle, con la presenza anche della delegata del sindaco Layla Pavone. I bandi del Pnrr che finanziano fibra e 5G sono stati tutti assegnati. Lavoreremo con il Comune, per far valere il diritto alla connessione e ridurre il digital divide, anche a Chiaravalle e avere la garanzia che, nei tempi del Pnrr, o con la fibra o con il 5G, si infrastrutturi anche il borgo. Con questo obiettivo ho chiesto che si parli di Chiaravalle anche alla Digital week che si terrà in autunno e ho invitato alcune associazioni del territorio a partecipare, in modo da tenere sempre alta l’attenzione. Allo stesso tempo teniamo aperti tutti i canali con gli operatori telefonici in particolare Fastweb, che ha sede proprio sul nostro territorio, per verificare altre possibili soluzioni».

L’incontro pubblico a Chiaravalle sul tema della fibra e delle connessioni telefoniche.

Spostiamoci ancora di poche centinaia di metri in linea d’aria: interventi in via Monti Sabini e vie limitrofe, a che punto siamo?

«Progressivamente i vari pezzi si stanno componendo, con lo sforzo di una riconduzione a un disegno unitario di trasformazione. Antegnati 5Square, sta vedendo il completamento dell’insediamento dei residenti e noi stiamo spingendo perché gli interventi di urbanizzazione secondaria si completino quanto prima. Il PII Monti Sabini, nelle sue linee guida per il bando, è stato oggetto dei lavori del consiglio di Municipio degli ultimi mesi, con anche un’assemblea pubblica tenutasi a luglio scorso e a fine settembre deliberiamo le nostre richieste e osservazioni. Su via Amidani stiamo ragionando sugli interventi legati agli oneri e, fra poco, dovrebbero iniziare anche i lavori del Cam Verro, ma visto lo storico, il condizionale è d’obbligo».

I rendering dei progetti (da sinistra) di Femia, Scandurra e Boeri per la Torre dei Moro dei via Antonini.

Torre dei Moro di via Antonini, sarà sistemata?

«Sulla questione della Torre dei Moro di via Antonini abbiamo fatto un’assemblea lo scorso 29 agosto, a un anno giusto dall’incendio. Sono intervenuti gli architetti Boeri, Femia e Scandurra che hanno presentato i rendering delle loro idee di ricostruzione agli abitanti, agli assessori Tancredi e Scavuzzo del Comune e all’assessore Rizzi della Regione. Ipotesi che potranno diventare realtà solo dopo che l’assicurazione e i periti avranno definito quanto rimborsare per l’incendio e, allo stesso tempo, saranno individuati degli strumenti normativi per consentire al Pubblico di intervenire nella ricostruzione. L’obiettivo dichiarato da tutti è avere la torre abitata entro tre anni».

Cascina Campazzino, qui siamo punto a capo.

«Fondazione Fratelli di San Francesco a fine luglio ha rifiutato l’assegnazione della Cascina dopo aver vinto il bando di gara. Per noi è stata una buona notizia, visto che il progetto presentato di una Cittadella della carità nel parco non ci convinceva. Ora dopo tre gare a vuoto, potremmo chiedere al Comune di procedere con un affidamento diretto, ma preferiamo avviare un percorso di consultazione con soggetti pubblici e privati che potrebbero essere interessati alla Campazzino, e con cittadini e associazioni, per raccogliere i progetti condivisi, da mettere poi a gara. Fermo restando che ogni soluzione dovrà essere coerente con le finalità del Parco Agricolo Ticinello e con quanto vi è intorno. Il mio sogno sarebbe collocare una scuola legata all’agricoltura o un progetto che faccia riferimento ai temi della sostenibilità ambientale. A questo scopo stiamo cercando di capire se nella storia della Campazzino c’è un terreno agricolo di pertinenza per recuperarlo e renderlo disponibile. Se così fosse, come pare dalle prime carte, trovare una soluzione per la Campazzino sarebbe più semplice».

La Cascina Campazzino.

Prima dell’estate è stato reso noto il nuovo bando di Reinventing cities, che nel Municipio 5 interesserà le case MM di via Dini 14.

«Si tratta di un’opportunità di riqualificazione importante, che dobbiamo riuscire a cogliere. A questo scopo abbiamo subito indetto una prima assemblea molto partecipata nel cortile di via Dini e contiamo di farne un’altra con l’assessore alla Casa Pierfrancesco Maran. Le ipotesi su cui ci siamo confrontati al momento sono due, considerato che su 150 alloggi esistenti 50 sono sfitti e lo rimarranno. La prima consiste nella riqualificazione dell’esistente con gli inquilini dentro; la seconda nella costruzione nell’area di una nuova stecca, che consentirebbe di trasferire gli inquilini e di procedere alla riqualificazione completa del vecchio immobile. I tecnici stanno analizzando le due ipotesi, per decidere quale delle due inserire nel bando, che dovrebbe aprirsi entro la fine di quest’anno».

I palazzi MM di via Dini 14.

Centro civico di via Boifava. C’era il progetto di Fondazione Cariplo ma tutto langue.

«Purtroppo su questo tema non ho novità. Ho provato a sollecitare ma non riusciamo ad avere notizie sul bando per gli ultimi lavori, che l’assessorato aveva annunciato di scorporare dalla progettazione, in modo da procedere più velocemente ed evitare che la gara andasse deserta. Così come non sono al corrente se Fondazione Cariplo si sta muovendo, per quanto riguarda la costruzione dell’hub cultuale di cui si era parlato prima del Covid».

Gratosoglio, si era parlato di fondi europei per la riqualificazione, che fine hanno fatto?

«In attesa che parta il progetto Pinqua e arrivino i 52 milioni previsti per la riqualificazione di Gratosoglio sud legati al Pnrr, nelle prossime settimane faremo una commissione tematica, al Cam di Gratosoglio, per raccontare il progetto, che dovrà realizzarsi entro il 2026. Come Municipio inoltre, insieme al Comitato di quartiere, associazioni ed esperti, stiamo valutando come integrare il teleriscaldamento, utilizzando pompe di calore e acqua di falda e in questo modo abbassare i costi. Detto questo la situazione del quartiere permane problematica. Ci sono continui disservizi, che ci vengono segnalati quasi giornalmente, come ascensori che non funzionano e famiglie con disabili che non possono uscire di casa, citofoni rotti, cantine occupate e altro ancora. Noi chiediamo continuamente ad Aler che ha la responsabilità di intervenire, di farlo».

Rifiuti a Gratosoglio (foto di fine luglio 2022 – da Facebook/social street Gratosoglio Basmetto e dintorni).

Persiste il problema dei rifiuti, che pare senza soluzione.

«Il protocollo d’intesa firmato nel marzo scorso ha consentito di coinvolgere tutti i soggetti interessati, in ragione di questo la situazione è migliorata ma certamente non risolta. In questi sei mesi sono state posate le telecamere e fatte le prime multe nei confronti di chi abbandona abusivamente i rifiuti e sono state individuate nella primavera scorsa le aree dove realizzare nuovi sei centri raccolta per il conferimento. Purtroppo questi non sono stati ancora realizzati, nonostante le sollecitazioni. Così come non è stata ancora risolta la cattiva abitudine di diverse squadre di addetti dei palazzi di conferire i rifiuti nei giorni sbagliati. A questo proposito è necessaria una campagna di sensibilizzazione da parte di Aler, nella quale come Municipio siamo disponibili a far la nostra parte, da accompagnare con interventi più decisi con chi sbaglia».

Centro Carraro, è verosimile che apra almeno a febbraio?

«Al Centro Carraro purtroppo i lavori a luglio non sono proseguiti. Come Municipio stiamo chiedendo con forza un sopralluogo di una commissione congiunta Comune e Municipio per prendere atto del ritardo e intervenire, perché il rischio è che per l’ennesima volta non vengano rispettati i tempi e a febbraio non si possa aprire la parte sistemata. Nel frattempo c’è la nota positiva che la riqualificazione completa dell’impianto, palazzetto incluso, è stata inserita nelle opere da finanziare con il Pnrr. Riguardo la gestione del centro, il Comune ha incaricato Milano Sport di fare un bando ponte, che attribuisca la struttura da febbraio 2023 fino al completamento della riqualificazione. Come Municipio ci pronunceremo su questo bando di gara, chiedendo che siano tutelate le associazioni del territorio e l’accesso agli impianti dei cittadini, in particolare delle fasce più deboli: anziani e bambini. A questo proposito mi auguro che le associazioni che tanto hanno fatto in questi anni possano unirsi e partecipare alla gara».

Piste ciclabili, un paio di anni fa l’assessore Granelli presentò un piano molto ambizioso, che però va a rilento.

«La VenTo, la ciclovia sull’Alzaia Naviglio Pavese, dalla Darsena al quartiere Binda, sarà completata entro l’anno, una lunga gesta- zione dovuta anche ai problemi di approvvigionamento del settore e alla necessità emersa durante i lavori di sostituire tratti del sistema fognario. Per le altre piste ciclabili previste, quella da Gratosoglio alla Bocconi e da Antonini a Cermenate stiamo sollecitando il Comune e a breve avremo un incontro con l’assessore Censi. Incontro nel quale chiederemo in particolare di accelerare la realizzazione della pista che da sud va verso il centro, in modo da consentire ai cittadini di raggiungere in sicurezza la nuova fermata del passante ferroviario di Tibaldi, la cui inaugurazione è prevista per fine anno».

Il rendering della stazione Tibaldi del passante ferroviario, ormai prossima all’inaugurazione.

 

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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