Una Biciofficina alla Casa dell’Accoglienza Enzo Jannacci

Il 5 aprile scorso la storica Casa dell’Accoglienza di viale Ortles 69, che offre ospitalità e supporto temporaneo a persone in difficoltà, è stata intitolata a Enzo Jannacci. In occasione dell’evento è stata organizzata una

, Una Biciofficina alla Casa dell’Accoglienza Enzo Jannacci

SAMSUNG CAMERA PICTURESIl 5 aprile scorso la storica Casa dell’Accoglienza di viale Ortles 69, che offre ospitalità e supporto temporaneo a persone in difficoltà, è stata intitolata a Enzo Jannacci. In occasione dell’evento è stata organizzata una grande festa, ricca di attività per bambini e aperta alla cittadinanza, che ha visto la partecipazione di più di 3mila persone, tra artisti, cittadini e ospiti della struttura. La festa, intitolata “Se me lo Dicevi prima” e organizzata dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Milano con il contributo della direzione artistica di Smemoranda, è stata un’occasione importante per raccontare e mostrare che la Casa di Accoglienza è diventata e diventerà sempre di più: un luogo aperto e integrato nella città e nel quartiere e non più un dormitorio chiuso in sé stesso. «Rompere la barriera di pregiudizi che separa la Casa e Milano è uno dei nostri obiettivi e le iniziative come quella del 5 aprile sono l’occasione per dare prova che questo posto non è assolutamente un ghetto che raccoglie emarginati da guardare con diffidenza – racconta il Direttore Cesare Prina – ma è anzi un luogo che accoglie persone e storie diverse ed un crocevia di scambi importanti per tutti». La struttura, che in 7 padiglioni da 3 piani nel 2013 ha ospitato 1.485 persone, si è molto evoluta dal 2010 in avanti, abbandonando il vecchio modello di dormitorio pubblico per divenire spazio polifunzionale e luogo di scambi e contatti con l’esterno. In questi anni sono stati allestiti laboratori artigianali e artistici, corsi di italiano per gli stranieri (che sono circa il 65% degli ospiti), progetti di formazione professionale e uno sportello di orientamento al lavoro, per cercare di rendere autonomi gli ospiti e creare le condizioni per prepararli reinserimento nel mondo professionale. A proposito invece delle iniziative volte all’obiettivo di rendere la struttura sempre più integrata nel tessuto cittadino, la kermesse del 5 aprile non è stata la prima. Negli anni scorsi la Casa ha visto svolgersi al suo interno anche concerti e tornei sportivi aperti a tutti, che gli organizzatori promettono di riproporre nei prossimi mesi. Insomma un luogo nuovo, un nome nuovo e un’immagine nuova, quella di una Casa che dà sostegno a chi ne ha più bisogno e che è testimonianza di una Milano che pur collocandosi in periferia è socialmente centrale, sia per gli ospiti che per tutta la cittadinanza.

E gli ospiti? Riparano le biciclette a tutti!

IMG_5159La festa del 5 aprile ha visto anche la presentazione di Ciclofficina, il nuovo progetto dell’Associazione culturale Miraggio, che ha preso il via il 10 marzo scorso all’interno della Casa dell’Accoglienza Enzo Jannacci. Miraggio è nata nel 2006 e si occupa di promuovere la bicicletta come strumento di mobilità sostenibile attraverso diversi progetti sociali ed educativi e vari corsi di formazione che ruotano attorno al mezzo a due ruote. La sua prima esperienza associativa nasce con la creazione della “Ciclobarona”, un’officina di riparazione di biciclette ma soprattutto un luogo dove si è sviluppata un’attività di educazione e reinserimento sociale e professionale per persone in condizioni di svantaggio, all’interno del “Villaggio Barona”, ormai storica esperienza di housing sociale nell’omonimo quartiere. La collaborazione tra l’associazione Miraggio e la Casa dell’accoglienza è iniziata in occasione del Salone del Mobile nell’aprile del 2013, dove in questi spazi era stata presentata la Mostra” Ottotubi”, realizzata insieme all’officina “La Stazione delle Biciclette”. Un’esposizione di 7 telai artigianali di alta gamma, alcuni dei quali sono poi stati regalati all’Associazione dai telaisti che li avevano creati. Il buon risultato della mostra e la vendita dei telai ha incoraggiato e permesso la creazione di Ciclofficina, allestita in uno spazio che la Casa ha concesso in uso gratuito per 3 anni all’Associazione Miraggio. Sono così stati organizzati corsi di formazione gratuiti per ora a 12 degli ospiti della Casa, che hanno appreso le basi per la riparazione, la manutenzione e anche la costruzione delle biciclette, che sono il loro principale mezzo di spostamento in città. Ciclofficina ha anche un accesso indipendente dall’esterno, così che diventi punto di riferimento e servizio per gli abitanti del quartiere, che qui si possono recare per far sistemare la propria bicicletta, procurarsene una “ricostruita da zero” o disfarsi di quella vecchia e inutilizzata, i cui pezzi servono per la sistemazione e messa a nuovo di altre biciclette. Un circuito utile e virtuoso tra volontari, ospiti e utenza della zona, che, secondo il presidente di Miraggio Annibale Osti, «crea le condizioni per la formazione e l’autopromozione delle persone, dando a persone in difficoltà le basi di un mestiere e la fiducia nelle proprie possibilità, per aiutarle a reinserirsi nel circuito sociale». Il progetto Ciclofficoina si basa dunque sul volontariato dei soci dell’Associazione Miraggio, sui 12 operatori e sui proventi delle offerte che fanno i cittadini che qui si rivolgono e che servono a coprire i costi dell’attività, ovvero comprare i pezzi di ricambio per aggiustare e anche ricostruire le biciclette. «Un’attività che tra i suoi punti di forza e di pregio ha proprio quella di far sì che si creino luoghi su cui la gente possa contare per aggiustare il proprio mezzo a costi bassi, combattendo il mercato dell’usato rubato – dice Annibale Osti – perché legalità è una delle parole chiave del nostro progetto».

Martina Zigiotti

Dove portare le bici

La Ciclofficina della Casa dell’Accoglienza Jannacci di viale Ortles 69 (ingresso autonomo in Via Calabiana) è aperta e operativa: lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 9 alle 12. Martedì e giovedì, dalle ore 14 alle 17. Email: assmiraggio@gmail.com

 

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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