Invita a cena un turista e fagli visitare la città

«Lavorando con La Cordata, abbiamo sempre pensato di mantenere questa chiave come nucleo centrale: accogliere. Parlavamo di persone fragili, di turismo e di Expo, allora ci è venuto naturale pensare al turista a Milano durante

piacereMilano«Lavorando con La Cordata, abbiamo sempre pensato di mantenere questa chiave come nucleo centrale: accogliere. Parlavamo di persone fragili, di turismo e di Expo, allora ci è venuto naturale pensare al turista a Milano durante i sei mesi dell’ Esposizione Universale, come una persona che avesse bisogno di aiuto per scoprire la città. Da lì, il passo è stato breve». Con queste parole la dott.ssa Marcella Volpe – ideatrice del progetto – ci spiega come è nata l’idea di “Piacere Milano” (www.piaceremilano.it), la piattaforma gratuita che mette in connessione chi sarà in città durante i sei mesi di Expo e i milanesi che la abitano. Questo non significa che potranno iscriversi solo coloro che avranno in mano un biglietto per la partecipazione alla manifestazione internazionale, bensì tutti quelli che dal 1° maggio al 31 ottobre si troveranno nel capoluogo lombardo e avranno voglia di vivere una nuova esperienza. Ma cosa si intende per “mettere in connessione”?

Su questo punto, la responsabile è molto chiara. Mettere in connessione significa permettere ai cittadini milanesi di rendersi disponibili per un invito a cena a casa propria o per offrirsi ad accompagnare un turista a conoscere Milano , oppure per entrambe le cose, con l’intento di dar vita a una narrazione della città che solo un milanese può fare. Non solo però della Milano conosciuta, quella monumentale e delle guide turistiche, ma anche di quella più intima, personale, segreta di chi la vive quotidianamente. Anche una Milano di quartieri – più o meno periferici – ma ricchi di emozioni nascoste da trasmettere. Infatti, secondo la dott.ssa Volpe e di tutti coloro che stanno partecipando a questo progetto, Milano in questi anni è stata raccontata come una città esclusiva, sia per si il pubblico di turisti e uomini d’affari a cui si rivolge, sia nel modo di proporsi, che esclude una parte di persone e di territori.

Insomma l’idea di Piacere Milano è quella di promuovere una città più umana e fatta di individui ospitali, più aperta, inclusiva, sociale, desiderosa di raccontarsi in modo inedito, rivelando una parte di sé finora nascosta. E per fare questo, è necessario che i suoi cittadini diventino “ambasciatori naturali”. Questa è una vera e propria sfida, un progetto pilota, e un grande impegno che si prefigge l’obiettivo di cambiare il modo in cui la città viene percepita ed è anche il motivo per cui – ci spiega con entusiasmo l’ideatrice – il Comune di Milano ha creduto in questo progetto e lo ha promosso.

A dicembre 2014 è stato avviato un bando dall’assessorato al Turismo e alle Attività Produttive per il rilancio del tema “Brand Milano”. Pochi giorni fa, l’associazione ha ricevuto la comunicazione ufficiale di aver vinto la gara. L’iniziativa è stata accolta con grande disponibilità da parte di una serie stakeholder, che hanno intenzione di appoggiarla. I promotori stanno inoltre pensando di chiedere la partecipazione di altri enti privati.

Il progetto è stato commissionato da La Cordata e Spazio Aperto Servizi che lo promuovono come un atto di social responsability. Queste due cooperative sociali, molto attive in città, volevano intraprendere un lavoro che fosse fortemente ancorato ai contenuti dell’accoglienza e dell’inclusione sociale. Entrambi temi che portano avanti quotidianamente con il loro impegno.

E proprio come queste cooperative, anche gli “ambasciatori”- è questo il vero elemento distintivo di “Piacere Milano”- parteciperanno gratuitamente a quest’esperienza di costruzione e narrazione. Un modo per i milanesi di non vivere l’Expo come un evento distante, calato dalle istituzioni sulla città, ma un’occasione che li renda partecipi, protagonisti e creatori di un’atmosfera di apertura e convivialità. Le tavole dei milanesi potranno proporre mille gusti diversi e molteplici tradizioni. Cosi come i loro partecipanti, che possono essere non solo coloro che vivono in città da generazioni, ma anche quelle persone che, seppur trasferitesi da poco, si sentono parte integrante del tessuto urbano.

Insomma non solo osso buco e parlata meneghina, ma anche cuscus e accento tedesco o calabrese, perché l’essenza di Milano – checché ne dica qualcuno – è sempre stata quella dell’accoglienza e della multiculturalità. E chi accetta questi valori, sotto la Madunina, è milanese doc.

Allora, non resta che iscriversi al sito, cosa che hanno già fatto circa 300 persone. Dopo esser entrati a far parte di questa comunità virtuale, sarà possibile scorrere il calendario e consultare quali ospiti ci saranno in città, valutare a chi rivolgere l’invito e mettersi d’accordo. Qualche giorno dopo la visita, sia ospite che ospitante potranno completare un resoconto che permetterà ai gestori della piattaforma di valutare l’incontro e la natura dei profili, dando loro suggerimenti per i prossimi incontri.

E se il progetto funzionerà in questi sei mesi, le occasioni che Milano offre, potrebbero essere una leva affinché “Piacere Milano”diventi “residente” nella città, proprio come i suoi cittadini.

Oreste Sorace

Elisa Paci, 24 anni, laureata in Comunicazione e Società (Scienze Politiche), blogger e fotografa, ha uno spirito internazionalista, che la porta a viaggare a Milano e nel mondo, in aiuto di chi non ce la fa, siano persone, interi popoli o piccole redazioni digitali. Per lei il reaggae è il massimo.

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