L’8 maggio Milanosud organizza, pranzo e spettacolo con raccolta fondi a favore delle famiglie ucraine: iscrizioni aperte – Articolo: Dopo le bombe arriva la pace nella parrocchia Tre Ronchetti

Arrivo alla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo ai Tre Ronchetti in via Manduria, con ancora l’eco come sottofondo dei miei pensieri del frastuono di coloro che a tutte le ore sbraitano nei talk show

Arrivo alla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo ai Tre Ronchetti in via Manduria, con ancora l’eco come sottofondo dei miei pensieri del frastuono di coloro che a tutte le ore sbraitano nei talk show di casa nostra, per disquisire su aggressori e aggrediti, frammisto all’eco sordo della guerra-in-videoclip e la disperazione della povera gente in fuga dalle bombe in Ucraina.

Attraverso il giardino curato della chiesa e il cortile della canonica, come intimorita dal senso di pace che vi regna. Qui l’8 maggio si svolgeranno pranzo e spettacolo organizzato da Milanosud, a favore delle ospiti ucraine (vedi manifesto in fonto alla pagina). Anna Longo mi riceve nella parte del complesso dove da alcune settimane sono ospitate circa venti persone, provenienti dall’Ucraina.

L’ufficio piccolo e la scrivania piena di carte danno subito l’impressione di mille pratiche da sbrigare, da quelle burocratiche per la registrazione degli ospiti e dei bambini nelle scuole a quelle per la conduzione giornaliera di una grande famiglia: l’arrivo e smistamento di pacchi di pasta, scatolame vario, bevande, prodotti per l’igiene e la pulizia.

Anna, la responsabile dell’organizzazione di questa “grande famiglia”, aveva rimandato di un giorno l’incontro per l’arrivo imminente di un nuovo gruppo di profughi inviato dalla Caritas. Tra loro una donna, in evidente stato di shock e forse depressione, con due figli e un neonato di tre mesi talmente scossa dai bombardamenti subiti da non riuscire a dire da dove provenisse.

Sbrigati gli ultimi accordi con una volontaria, Anna mi conduce fuori per delinearmi dall’esterno, indicandomi le finestre, la disposizione dei primi nuclei famigliari ospitati (sei mamme, un papà e undici ragazzi di età diverse) tra camere di varie dimensioni, le cucine, la grande sala, i bagni rimessi perfettamente in ordine e funzionali dai volontari della parrocchia in brevissimo tempo. Esito a chiedere di visitarle, ma Anna mi anticipa dicendo che gli ospiti la sentono già “casa loro”.

Mentre parliamo del trasloco di ieri sera di una famiglia (padre, madre e tre figli) dalla canonica nel vicino Podere Ronchetto, per dare maggiore agio alla profuga appena arrivata, mi conduce nell’ampio giardino dietro la canonica: un sole ancora caldo illumina due giovani sedute su una panchina con dei quadernoni sulle gambe.

Sono tra le prime arrivate, due cugine di Odessa, parrucchiera l’una e maestra di inglese l’altra. Mentre attendono il ritorno dei figli dal campo sportivo, ripassano insieme le prime lezioni di italiano. Proviamo a scambiarci qualche parola, tra sorrisi e qualche risata per la difficoltà a comprenderci. Nell’area giochi un gruppetto di bambini di varie età si riprendono un po’ della vita che gli spetta, in un angolo separato del giardino la nuova arrivata quasi ritirata in sé, in attesa che si risvegli il bimbo di tre mesi. Quelli più grandicelli non sono ancora tornati, domenica faranno la loro prima uscita per una partita di calcio con la squadra locale. Non vanno ancora a scuola, l’inserimento avverrà con calma, in base all’apprendimento della lingua e alla loro integrazione facilitata da attività aggiuntive organizzate dalle scuole della zona, secondo quanto prospettato dalla vicesindaca Anna Scavuzzo.

L’unico uomo di questa ampia e dolorosa “famiglia” ci avvicina, chiede informazioni ad Anna su dove andare a comprare urgentemente un pezzo elettrico, il negozio è ovviamente lontano e lei gli offre la sua macchina. È in Italia da tempo e parla abbastanza bene la nostra lingua.

Arrivano altre volontarie per controllare in magazzino cosa inizi a scarseggiare. A questo punto provo a chiedere di quale aiuto necessitino, e se arrivano già le sovvenzioni. No, non ancora, occorre tutto quello che serve nello scorrere quotidiano di una famiglia: risorse alimentari, igieniche, per la pulizia…

Finora hanno fatto riferimento a Milano Sospesa per cibo, suppellettili, vestiario. Di fondi non ne sono arrivati, per cui per forza di cose fanno affidamento ai volontari e ai generosi contributi che arrivano dalla comunità, da alcune associazioni come L’Alveare.

Stiamo per lasciarci quando arriva una giovane ucraina. Lei era già in Italia, allo scoppio della guerra è riuscita ad andare in Ucraina per prendere i figli e la madre e condurli in Italia, ospiti della famiglia in cui accudisce una persona anziana. L’ho conosciuta la scorsa settimana all’incontro, per organizzare il menù dell’8 maggio, per la festa di amicizia a base di sopraffine pietanze ucraine organizzata da Milanosud insieme a don Paolo Steffano, con il patrocinio del Municipio 5. Dopo il pranzo, la lettura scenica “La Luna di Kiev” con Sandra Zoccolan, attrice e cantante dell’Atir.

L’intero ricavato della giornata sarà devoluto alla parrocchia, per il sostentamento delle famiglie ucraine.

Per prenotare il pranzo (25 euro) scrivere a segreteria@milanosud.it. Per altri contributi www.parrocchiatreronchettimadreteresa.it

Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

Recensioni
NESSUN COMMENTO

SCRIVI UN COMMENTO