“La Belva”  –  Dramma e adrenalina nell’action movie dell’accoppiata Di Martino/Gifuni su Netflix

Partiamo subito considerando che certe pellicole non sono da Oscar. Non hanno la pretesa di rivoluzionare i canoni del cinema moderno in stile tarantiniano, e molto probabilmente rischiano di rimanere archiviate presto nella memoria a

Partiamo subito considerando che certe pellicole non sono da Oscar. Non hanno la pretesa di rivoluzionare i canoni del cinema moderno in stile tarantiniano, e molto probabilmente rischiano di rimanere archiviate presto nella memoria a breve termine dello spettatore comune.  Ma il coraggio de “La belva” va apprezzato. La voglia di osare va sempre e comunque premiata. 

Perché nell’epoca della piattezza italica della premiata ditta reality e talent show come della cultura del mordi e fuggi dei social networks, si cerca di percorrere ancora i sentieri dell’action, senza la prepotenza di voler avere ragione a priori, ma regalando momenti di intensità accompagnata a quella giusta dose di minima effettistica speciale. Forti anche dell’esperienza di quei maestri d’armi” e “stuntmen” italiani che non sono mai stati menzionati abbastanza nel corso degli anni.

“La Belva” è un capitolo piacevole e inaspettato che viene riproposto in questo autunno da Netflix per allietare le nostre serate di coprifuoco, presentando uno schema di “caccia all’uomo”, con due personalità che reggono da sole un progetto di tutto rispetto, che ci ricorda comunque la lezione principale del cinema, quella dell’intrattenimento. In regia c’è la mano giovanile di Ludovico Di Martino, già avvezzo al passo del videoclip e con un primo lungometraggio all’attivo. 
In prima fila come protagonista assoluto, una sorpresa che irrompe con la durezza di un pugno in faccia, che supera il suo passato attoriale con estrema disinvoltura. Un Fabrizio Gifuni come non l’abbiamo e non l’avete mai visto. Lontano da quei ruoli mediamente drammatici e fatti di semitoni, silenzi carichi di significato ed espressioni fredde del dramma generazionale a cui ci siamo abituati negli ultimi due decenni.

Qua siamo piacevolmente spiazzati di fronte ad una specie di robocop moderno o di un vendicatore alla Liam Neeson ma con tratti decisamente più umani e non infallibili, nella veste di reduce dai corpi militari fra una missione in Kosovo e i Balcani, con ricordi dolorosi da allontanare e una famiglia da ricostruire. Una sfida ardua ma assolutamente credibile grazie ad un Gifuni totalmente rinnovato nel look e nella predisposizione ad un diverso impiego fisico e dispendio senza dubbio atletico. Piacevole inoltre la presenza del partenopeo Lino Musella, volto già conosciuto nella banda spericolata della serie di “Gomorra”, quindi un altro volto di esperienza del thriller made in Italy. 

Voto positivo per un progetto che può allietare una serata senza fronzoli né pretese di gloria eterna. Come una piacevole partita di calcio in un triangolare estivo. Un segnale positivo per un genere di racconto cinematografico che in Italia può (e deve) fare sempre di più.

La belva

  • Paese di produzione Italia
  • Anno 2020
  • Durata 97 min
  • Genere azione, drammatico, thriller
  • Regia Ludovico Di Martino
  • Soggetto Claudia De Angelis, Ludovico Di Martino, Andrea Paris, Nicola Ravera Rafele
  • Sceneggiatura Claudia De Angelis, Ludovico Di Martino, Nicola Ravera Rafele
  • Produttore Matteo Rovere
  • Produttore esecutivo Paolo Lucarini (line producer)
  • Casa di produzione Warner Bros Italia, Groenlandia
  • Distribuzione in italiano Coming Soon (cinema), Netflix
  • Fotografia Luca Esposito
  • Montaggio Francesco Loffredo
  • Musiche Andrea Manusso, Matteo Nesi
  • Scenografia Fabrizio D’Arpino
  • Costumi Andrea Cavalletto

Interpreti e personaggi

  • Fabrizio Gifuni: Leonida Riva
  • Lino Musella: Antonio Simonetti
  • Monica Piseddu: Angela
  • Andrea Pennacchi: Mozart
  • Emanuele Linfatti: Mattia Riva
  • Giada Gagliardi: Teresa Riva
  • Andrei Nova: Ivan

Laureatosi nel 2001 al Dams è attualmente impegnato nel settore commerciale e logistico Italia / Estero. Teamplayer e rivendicatore della libertà di espressione fra Politica, Musica e Spettacolo. Sogna una nuova Nouvelle Vague da ricreare a Milano ascoltando una vecchia canzone anni '80 e un goal del... Milan! Citazione preferita: "Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica faranno la mia felicità fino alla mia morte" (F. Truffaut).

Recensioni
1 COMMENTO
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    Loukent 7 Dicembre 2020

    Bravo Simone, bella recensione. Dovresti cercare di sfruttare anche professionalmente questa tua qualità.

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