La deriva neofascista del sindaco di Opera

A Opera Il 25 aprile, in occasione delle celebrazioni della Liberazione, la quasi totalità dei partecipanti ha deciso di boicottare il discorso tenuto dal primo cittadino, Ettore Fusco, al termine del corteo per le vie

25aprileA Opera Il 25 aprile, in occasione delle celebrazioni della Liberazione, la quasi totalità dei partecipanti ha deciso di boicottare il discorso tenuto dal primo cittadino, Ettore Fusco, al termine del corteo per le vie del paese. La forma di protesta, pacifica e “intonata” al coro di Bella Ciao, è stata promossa dalla locale sezione Anpi “Cavedini” a seguito del rifiuto, opposto dall’Amministrazione comunale all’intervento di un Delegato provinciale dell’Associazione Partigiani, con il pretesto di non poter modificare il protocollo, peraltro mai codificato in tanti anni.

Questo è purtroppo solo l’ultimo di una serie di episodi, che definire “scivolate” appare ormai quasi riduttivo, che hanno riguardato nell’ultimo decennio l’attuale sindaco di Opera. Classe 1969, consigliere comunale della Lega Nord fin dai primi anni Novanta, Fusco balza agli “onori delle cronache” locali e nazionali nel dicembre 2006, quando nell’area allora destinata agli Spettacoli Viaggianti all’ingresso di Opera venne installato un campo di accoglienza per ospitare, temporaneamente, un nucleo di famiglie rom appena sgomberate da un accampamento irregolare in via Ripamonti. La vicenda, il cui carattere d’urgenza costrinse l’allora Amministrazione di centro-sinistra a prendere decisioni rapide, fu strumentalizzata dalla Lega Nord e dallo stesso Fusco, che si mise a capo della “rivolta” anti-rom durante la quale, la sera del Consiglio Comunale convocato in via straordinaria a pochi giorni dal Natale per discutere della questione, vennero appiccate le fiamme ad alcune tende che la Protezione Civile stava approntando per ospitare le famiglie rom. Per la stessa vicenda Fusco fu messo sotto inchiesta per istigazione a delinquere insieme ad altri rappresentanti leghisti e dell’allora Alleanza Nazionale, salvo poi vedere archiviata la sua posizione nel merito.

Alle elezioni Comunali dell’aprile 2008 Fusco, candidato Sindaco della coalizione di centro-destra vince le elezioni, con la maggioranza relativa dei voti en il centro destra torna a governare Opera, tredici anni dopo il commissariamento dell’unica Giunta di centro-destra che il paese avesse conosciuto dal Dopoguerra. Forte di un consenso derivato dall’immagine di “paladino della sicurezza” fatto proprio durante la vicenda-rom di un anno e mezzo prima, da sindaco Fusco prosegue, pure se in parte limitato dal ruolo istituzionale, in una serie di “scivolate” su temi sensibili: la soppressione, mai giustificata, della Festa dei Popoli come momento d’incontro tra le comunità etniche presenti a Opera; l’idea, fortunatamente mai applicata, delle “ronde” di cittadini volontari per le strade; l’inasprimento delle norme sull’accattonaggio, poi mediate su pressione della sua maggioranza in Consiglio Comunale.

Nel maggio 2013 Fusco si presenta di nuovo alle Comunali e viene confermato sindaco per un secondo mandato, questa volta con la maggioranza assoluta dei consensi. I due anni fin qui trascorsi, anche in corrispondenza della “virata a destra” che ha caratterizzato la Lega Nord sotto la segreteria-Salvini, hanno visto una serie di sue prese di posizione molto discutibili, come quella dello scorso dicembre, quando da Consigliere della Città Metropolitana – Ente che a parole Fusco stesso non manca mai di contestare ma nel quale non ha esitato a farsi eleggere dai colleghi Sindaci e Consiglieri comunali del proprio partito lo scorso ottobre – ha firmato la richiesta di una sala convegni della Provincia di Milano per ospitare un raduno di movimenti europei di estrema destra, tra cui spiccavano rappresentanti di gruppi apertamente riferibili alla galassia neonazista, salvo poi essere sconfessato dagli stessi vertici della Lega Nord milanese, che bollarono l’iniziativa come “strettamente personale e non concordata”. Di fronte a una serie di precedenti simili, si capisce insomma come l’ultimo episodio avvenuto il 25 aprile non possa affatto essere classificabile come casuale, ma rientri in una casistica ormai molto nutrita.

Mattia Boretti

(giugno 2015)

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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