Discarica abusiva di Vaiano Valle, avviate le indagini per risalire ai colpevoli. Subito però gli interventi per fermare il degrado

I forti sospetti che hanno suscitato le foto che abbiamo pubblicato la mattina del 5 gennaio su questo giornale, che mostravano due camion, uno dei quali con il logo di una nota azienda, la Divani

I forti sospetti che hanno suscitato le foto che abbiamo pubblicato la mattina del 5 gennaio su questo giornale, che mostravano due camion, uno dei quali con il logo di una nota azienda, la Divani & Divani, che entravano nella cascina di proprietà della Visconti Srl in via Vaiano Valle, dove da tempo cresce una grande discarica, hanno trovato un’ulteriore conferma.

Il giornalista del Corriere della Sera Cesare Giuzzi (sue le foto e il video pubblicati su questa pagina) si è recato il 6 gennaio nella cascina diroccata all’altezza del civico 41 e ha ripreso la discarica. Da video e foto appare chiaramente che i mucchi di divani sono enormemente aumentati rispetto al video che avevamo pubblicato noi e che, al contrario degli altri rifiuti presenti, sono asciutti, segno inequivocabile di un deposito recentissimo.

Insomma, non c’è la pistola fumante, ma ci sono tutti gli elementi per avviare indagini serie, prima di tutto chiedendo a Divani e Divani in piano di lavoro di consegne e di divani nuovi e ritiri dei vecchi del 5 gennaio e interrogando dipendenti e padroncini al servizio della nota azienda. C’è una responsabilità penale che deve essere accertata e oggetto di indagini approfondite (l’articolo 256 del Decreto L.gs. 152/2006 per il reato di deposito incontrollato di rifiuti commesso da enti o imprese prevede arresto da 3 mesi a 1 anno oppure sanzione pecuniaria da 2.600 euro a 26.000 euro).

E poi, a nostro parere, c’è una responsabilità morale da parte dell’azienda che produce i divani (la precisazione a questo proposito inviataci dall’azienda), se, come sembra, non si accerta di come i propri incaricati smaltiscono i vecchi divani. Responsabilità che è da ricondurre anche alla proprietà delle cascine che si trovano ai civici 32 e 41, la Visconti Srl del gruppo Unicredit (la richiesta di comunicazione/rettifica inviataci dai legali dell’azienda), che in tutti questi mesi non ha fatto niente per impedire gli scarichi, non recintando l’area, in modo da non permettere l’ingresso.

Infine c’è una responsabilità politica. Nonostante gli interventi recenti di chiusura parziale al traffico di via Vaiano Valle, le piantumazioni, la sistemazione del parco della Vettabbia, del Boschetto della droga e l’inserimento di Chiaravalle nel circuito di AbbracciaMI c’è ancora moltissimo da fare. Cittadini, associazioni e Municipio 5, maggioranza e opposizione, da tempo chiedono interventi più incisivi per tutelare questo pezzo della città dal grande valore storico e ambientale. Ci sono delle nuove attività economiche che si stanno sviluppando, anche con obiettivi di carattere sociale, che possono contribuire a rilanciare e valorizzare quest’area. Ma tutto questo rischia di essere inghiottito dal degrado, seppellito da mucchi di rifiuti, lasciando spazio solo alla disillusione e al cinismo, se non ci sarà una svolta radicale.

Bisogna agire. Subito.

E se è vero che lo sgombero degli zingari – fortemente iniziati di gestire la discarica – che occupano abusivamente l’altra cascina della Visconti Srl, è stato chiesto dall’immobiliare e ottenuto dal tribunale, ma che l’emergenza Covid ha fermato tutto, è comunque tempo che dalle parole si passi ai fatti.

Si istallino subito telecamere per individuare i colpevoli degli abbandoni dei rifiuti, non solo in via Vaiano valle, ma anche lungo le vie Sant’Arialdo e San Bernardo, anch’esse martoriate dagli abbandoni, e si chiuda, come già stabilito, con pilomat l’accesso a via Vaiano Valle ai non residenti.

Sarebbero interventi che, in attesa di inviduare e sanzionare i colpevoli degli abbandoni, darebbero fiducia agli abitanti e di sicuro migliorebbero la qualità ambientale e di questi borghi unici e preziosi.

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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