La discarica dimenticata di via Campazzino 66/5

L’area nelle immagini è la ex Cnc, che si trova in via Campazzino 66/5, all’interno del

, La discarica dimenticata di via Campazzino 66/5
L'area della ex Cnc di via Campazzino 66/5 colma di rifiuti, abbontati da ormai 8 anni.

L’area della ex Cnc di via Campazzino 66/5 colma di rifiuti, abbontati da ormai 8 anni.

L’area nelle immagini è la ex Cnc, che si trova in via Campazzino 66/5, all’interno del Parco Ticinello, nei pressi della Cascina Gandina. All’interno si possono notare cumuli di rifiuti, di cui non è possibile stabilire la natura, e una tettoia in eternit in che appare in pessimo stato, di almeno 4mila mq.

Si tratta dell’ennesimo reato ambientale che ammorba il Parco Sud, che di volta in volta viene a galla. Anche se la discarica della ex Cnc non è una novità, anzi. A quanto sappiamo l’area è stata posta sotto sequestro giudiziario per irregolarità nello smaltimento dei rifiuti nel 2006, dopo un sopralluogo della Polizia Provinciale. Seguirono poi altri sopralluoghi, compiuti da Arpa e Vigili del Fuoco. Quest’ultimi rilevarono infrazioni ancora più gravi, che hanno portato a un procedimento penale a carico della proprietà, di cui al momento non sappiamo niente.

Dopo i sopralluoghi, nel luglio del 2007, la Provincia di Milano approvò un Piano di bonifica, che è rimasto però lettera morta, a parte piccoli interventi di recupero di rifiuti cartacei a inizio 2008. La proprietà da allora non ha fatto più niente e la Provincia altrettanto, non avvalendosi neanche della fidejussione versata a suo tempo dalla Cnc, per intervenire almeno mettendo in sicurezza i cumuli di rifiuti. Fidejussione che adesso, essendo a questo punto scaduta (ha validità 6 anni), non è più utilizzabile.

Anche le due aste giudiziarie dell’area, che sono state fatte in questi anni, non hanno dato alcun risultato. Nessun imprenditore si è arrischiato a prendersi in carico un‘area con tonnellate di rifiuti da smaltire, con il rischio di dover procedere a una bonifica del sottosuolo molto costosa. E così l’area con il suo carico di rifiuti è sempre lì e con ogni probalità, per incuria e inadempienza delle istituzioni, dovrà essere bonificata con i soldi dei cittadini.

Stefano Ferri

(aprile 2014)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di dargli un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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