La “lunga mano” della Regione sul Parco Agricolo Sud: i pareri di politici e associazioni

Cambio in vista ai vertici del Parco Agricolo Sud Milano, l’area agricolo naturalistica della cintura milanese che comprende 60 comuni e conta aree agricole e forestali per un totale di 47mila ettari. Dopo 30 anni

Cambio in vista ai vertici del Parco Agricolo Sud Milano, l’area agricolo naturalistica della cintura milanese che comprende 60 comuni e conta aree agricole e forestali per un totale di 47mila ettari. Dopo 30 anni di vita – il parco è stato istituito nel 1990 – a febbraio è stato presentato in Consiglio regionale un progetto di legge di revisione del Testo unico sui parchi a firma del consigliere Franco Lucente, capogruppo di Fratelli d’Italia, e poi, a maggio, approvato un emendamento al Testo unico sulla caccia a firma del consigliere Gianluca Comazzi di Forza Italia che assegna alla Regione un membro nel Cda e dà potere di veto sulla nomina direttore generale.

I due atti, progetto di legge ed emendamento, ridisegnano la governance del più grande parco agricolo d’Europa e di fatto spostano il controllo del parco dalla Città metropolitana alla Regione, senza alcun dibattito e approfondimento pubblico.

«Trovo doveroso – precisa il consigliere Gianluca Comazzi, che con il suo emendamento dà la possibilità al Pirellone di nominare un membro del Cda e di porre veti sul direttore generale – che Regione Lombardia contribuisca in maniera diretta alla gestione dell’Ente con nuove idee, anche alla luce del contributo annuale di 1 milione di euro a suo favore. Il nuovo membro in rappresentanza della Regione entrerà in carica il 26 luglio, sessanta giorni esatti dopo l’approvazione della legge da parte del Consiglio regionale. A oggi il Parco Agricolo di Milano Sud è gestito dalla Città Metropolitana di Milano e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. In alcune zone del Parco si trovano discariche abusive con pneumatici, batterie d’auto, cartoni sfondati, mucchi di stracci. È evidente che il Parco richiede maggiore cura e una manutenzione scrupolosa e accurata. Stiamo già elaborando proposte per rendere il Parco fruibile a tutti, in condizioni di igiene e sicurezza. Sicuramente servono maggiori controlli per arginare il degrado prodotto da chi infrange le regole e non rispetta questo importante polmone verde. Ricordiamoci che si tratta di un’area di grande valore paesaggistico e naturalistico, con un alto potenziale che fino ad ora non è riuscito a esprimere».

Non la pensa così il consigliere Fabio Pizzul del Pd: «Decisioni improvvise e non concordate come quella presa dal Consiglio regionale, con un emendamento a una sorta di legge omnibus, non favoriscono il dialogo e non rappresentano un passo avanti per una migliore gestione del parco. Utilizzare il contributo annuale di Regione come forma di pressione mi pare molto scorretto. La gestione del parco credo debba mantenere il protagonismo dei comuni, che deriva dalla storia di questo ente. Le difficoltà derivano anche dalla fatica di far collaborare comuni che spesso rispondono a logiche localistiche o trasferiscono nella gestione del parco tensioni di carattere politico. Bisogna puntare a valorizzare la vocazione agricola assieme alla tutela ambientale. Faccio un esempio: il grande complesso di fronte all’abbazia di Viboldone, la Cascina Granda, potrebbe trasformarsi in luogo di socialità e attrattività proprio accanto a una delle meraviglie artistiche della nostra terra, da anni però tutto è bloccato. Regione Lombardia, piuttosto che mettere in atto discutibili giochi di potere, potrebbe diventare protagonista con Città Metropolitana della valorizzazione di questi luoghi».

Il punto di vista di importanti associazioni del territorio

Molte sono le associazioni che operano per la tutela e la valorizzazione del territorio del Parco Sud e fanno progetti concreti. Ne abbiamo incontrate due – l’Associazione per il Parco Sud di Milano e l’Associazione Artedamangiare – per conoscere cosa ne pensano della gestione di questi anni e dei cambiamenti che Regione Lombardia intende apportare.

L’Associazione per il Parco Sud Milano dal 1985 lavora alla promozione e tutela del Parco. Attività quest’ultima svolta con centinaia di proprie “sentinelle”, che hanno segnalato alle autorità competenti decine e decine di discariche abusive e di sversamenti nelle acque del reticolo idrografico minore. In qualche caso anche contribuendo in modo determinante a rintracciare anche i responsabili «Non siamo contrari di principio a un maggiore coinvolgimento di Regione Lombardia nella gestione del Parco e il diritto di nominare un membro nel direttivo ci sembra ragionevole – ci spiega il presidente dell’Associazione per il Parco Sud Andrea Bucci –. Tuttavia la proposta di legge più complessiva sul futuro del Parco presentata dal consigliere regionale di maggioranza Lucente di Fratelli d’Italia, mortifica il ruolo degli agricoltori e delle associazioni. È una scelta che rischia di allontanare il Parco dai territori. Certo, va ammesso che con le recenti riforme nazionali le province sono state fortemente ridimensionate e una rimodulazione potrebbe essere necessaria. Il passaggio della gestione in seno alla Regione potrebbe avere un senso qualora il Parco diventasse finalmente un ente autonomo con un bilancio rilevante da gestire.

A distanza di trent’anni dalla nascita del Parco possiamo verificare che il territorio si sia complessivamente conservato rispetto all’urbanizzazione, nonostante siano da evidenziare alcune eccezioni rilevanti. E questo è un risultato che fino a pochi anni fa non era affatto scontato. Tuttavia, solo una piccola parte della popolazione sa che nel Parco Agricolo Sud Milano esiste un’agricoltura fiorente, affiancata da aree naturalistiche di pregio e da architetture uniche. Qualche contesto è certamente più noto, come l’Abbazia di Chiaravalle, il Parco dei fontanili e il Bosco in città, ma viene sempre percepito come entità a sé stante e non come elemento del Parco Agricolo Sud Milano. La conservazione del territorio non è stata affiancata da una vera programmazione e da un forte presidio politico per molti anni. È mancata una chiara strategia che riuscisse a fare sintesi, ha tenuto lontano agricoltori, associazioni ambientaliste, consumatori che oggi si trovano troppo spesso su fronti opposti, quasi fermi agli anni Ottanta».

L’Associazione ArtedamangiareMangiareArte si caratterizza invece per una vocazione culturale e ambientale allo stesso tempo. Da anni organizza visite guidate gratuite nel verde per le scuole e le università, mostre di opere che vengono realizzate con materiali di riciclo e ha creato il Museo Acqua Franca (Maf). Qui, presso gli impianti di Nosedo e San Rocco, realizza ogni anno il Festival Internazionale dei depuratori, promuovendo laboratori artistici aperti al pubblico su progetti di economia circolare, di valorizzazione dell’acqua e di educazione ambientale.

«Vorremmo poter fare di più e avere una sede al Parco Sud – ci dice Ornella Piluso, presidente dell’associazione ArtedamangiareMangiareArte –. Il Parco deve rimanere con una dimensione agricola, bucolica, in armonia con la natura e le marcite che lo caratterizzano, e non ha bisogno di nuove costruzioni o cemento. ma di aiuti per artisti come noi che sappiamo dare rilievo alla bellezza naturalistica, alla cultura, ai valori del Green Deal europeo, tanto è vero che siamo inseriti nella Green week ogni anno organizzata dalla Commissione europea. Recentemente abbiamo vinto un bando della Fondazione Cariplo, coinvolgendo gli studenti delle università: collaborano con noi come curatori delle nostre mostre. Il tema della prossima è Il Talento delle donne. Cultura e ambiente: queste secondo noi sono le strade per la valorizzazione del parco».

Di Fiamma Monti

 

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