La maratoneta Valeria Straneo conquista il titolo di vicecampione europeo: “Il mio segreto? Non mollare mai”

Zurigo, 16 agosto 2014, Campionati Europei, maratona femminile. Valeria Straneo, dopo una corsa condotta sempre in testa, che ha stroncato una dopo l’altra le principali avversarie, è insieme alla francese Christelle Daunay. A 2 chilometri dall’arrivo la

ValeriaStraneoZurigo, 16 agosto 2014, Campionati Europei, maratona femminile. Valeria Straneo, dopo una corsa condotta sempre in testa, che ha stroncato una dopo l’altra le principali avversarie, è insieme alla francese Christelle Daunay. A 2 chilometri dall’arrivo la transalpina allunga e Valeria, complice un piccolo dolore alla gamba, la perde di vista. All’arrivo sarà medaglia d’argento, ma la soddisfazione è tantissima, anche perché la maratoneta alessandrina migliora il tempo di Mosca 2013, che le consentì la medaglia d’argento ai mondiali.

La gara di Zurigo è la metafora del modo di intendere lo sport e la vita di Valeria. Una corsa mai subita, in cui ha deciso ritmi e strategia, giocandosela fino in fondo, bruciando ogni energia per raggiungere l’obiettivo prefissato,

con la sana spavalderia di chi se la vuole sempre giocare fino in fondo, da protagonista «Questo è un argento che vale tanto – ha dichiarato Valeria ai giornalisti che l’aspettavano all’arrivo – non si deve mai dare nulla per scontato. Non ho da rammaricarmi di nulla sulla mia condotta di gara. L’ho vissuta come piace a me, sempre nelle posizioni di testa». Questa, d’altronde, è la sua filosofia. Per questo l’abbiamo intervistata nella nostra rubrica “Donne e talento”.

Quando hai iniziato a correre?

«Dai Giochi della Gioventù nelle elementari e alle medie, poi ho conosciuto la mia attuale allenatrice Beatrice Brossa nel 2002 e da lì ho cominciato a correre più seriamente, seguendo programmi di allenamento specifici e facendo gare sia su pista che su strada».

Come concili l’attività agonistica con la tua vita privata?

«Basta organizzarsi al meglio, ho la fortuna di avere un marito che mi aiuta tantissimo prendendosi cura dei bambini, così come i miei genitori e i miei suoceri».

Essere donna e svolgere un’attività agonistica a così alto livello è un ostacolo in più?

«Penso che l’ostacolo maggiore arrivi quando un’atleta desidera un figlio. Bisogna fermarsi per forza! Nel 2006 e nel 2007 sono nati i miei bimbi Leonardo e Arianna e quindi sono stata ferma praticamente fino al 2009 ».

Come e quanto ti alleni?

«La preparazione di una maratona comincia circa 3 mesi prima dell’evento, faccio 13 allenamenti settimanali e il chilometraggio a settimana è di circa 180/190 km. Il mantenimento viene fatto tra una gara e l’altra, si tratta di fare allenamenti blandi di corsa o palestra per favorire il recupero!».

Puoi descrivermi qual è lo stato d’animo con il quale affronti una competizione?

«Sono molto sempre concentrata. La gara che più mi ha stressato è stata la maratona di Rotterdam del 2012, perché era l’unica chance che avevo per andare alle Olimpiadi. Mi sono resa conto che mi giocavo tutto lì, quindi i giorni precedenti all’evento ero tutt’altro che rilassata… in quella gara ho fatto però il mio record personale, che ancora resiste».

Nel 2010 hai subito l’asportazione della milza, cosa è cambiato nella vita?

«Da un punto di vista atletico mi ha stravolto la vita! I risultati che ho ottenuto negli ultimi 3 anni li devo proprio all’operazione, al fatto che ho finalmente risolto grossi problemi di anemia che non mi permettevano di allenarmi e di esprimermi al meglio».

Qual è il tuo rapporto da allora verso la vita e i suoi ostacoli?

«Li affronto semplicemente, passo dopo passo, come in una maratona».

Se ti avessero detto: da grande sarai una maratoneta, ci avresti creduto? Era il tuo sogno nel cassetto?

«No, non ci avrei creduto e non era specificatamente il mio sogno nel cassetto, anche se l’idea di vivere di sport, di fare l’atleta, mi è sempre piaciuta».

A una ragazza che fa sport ad alto livello e vuole, diventare una professionista quali consigli ti senti di darle?

«Di avere costanza, pazienza e determinazione, di non mollare mai perché poi i risultati arrivano».

Dopo la medaglia d’argento di Zurigo, qual è la prossima sfida sportiva e umana che ti aspetta?

«Intanto devo smaltire la fatica dei Campionati Europei, poi mi piacerebbe tornare a New York. L’anno prossimo non penso di correre i Mondiali di Pechino, vorrei scegliere io stessa le gare, e non correre quelle imposte dalla federazione».

E noi non possiamo che ringraziarla e augurarle un corale “In bocca al lupo, Valeria!”.

Daniela Vasarri

Scheda di Valeria Straneo

Nata ad Alessandria il 5/4/1976, 1,60 di altezza per 45 kg, madre di due bambini, ex insegnante di asilo, laureata in Lingue e Letterature Moderne e Contemporanee, professionista dal 2011. I successi (dal 2012) Rotterdam 2012 – 2ª classificata – 2h.23’44’ (record personale) Londra 2012 Olimpiadi – 8ª classificata – 2h25’27’ Torino 2012- 3ª classificata – 2h27’04’4 Mosca Mondiali 2013 – 2ª classificata – 2h,25,58’ New York 2013 – 5ª classificata – 2h.28’ 22’ Zurigo 2014 – 2ª classificata – 2h25’27”

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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