«La maternità? Non è una questione da donne»

Intervista a Eleonora Mazzola, autrice del libro “I bimbi sono una bomba”  “I bimbi sono una bomba” è un libro che irrompe senza remore in un luogo comune un po’ ipocrita, ovvero che i figli siano

, «La maternità? Non è una questione da donne»

Happy kid playing with toy airplaneIntervista a Eleonora Mazzola, autrice del libro “I bimbi sono una bomba”

 “I bimbi sono una bomba” è un libro che irrompe senza remore in un luogo comune un po’ ipocrita, ovvero che i figli siano sempre e comunque un “dono del Signore”. Come se non si sapesse che, nella loro piena innocenza, il loro venire al mondo è spesso all’origine di una spirale di incombenze pesanti, a volte drammatiche, cui la società non provvede, alle quali deve far fronte soprattutto la parte femminile della coppia. Il dolore del parto, in questo senso, appare all’autrice quasi come un elemento simbolico, per quanto soggettivo: non è che l’inizio!

Attraverso una testimonianza autobiografica in cui molte donne si specchieranno, Eleonora Mazzola racconta non senza ironia il bello di avere una figlia, senza tacere la “prigione” della nuova vita, rivoluzionata con latitanze inaspettate e con un finale a sorpresa in cui si disegnano nuovi scenari per i genitori.

Il libro è impreziosito dalle prefazioni dello psicologo Luca Mazzucchelli e di Marina Cosi, vicepresidente di GIULIA (associazione di giornaliste impegnate sulle tematiche di genere nel mondo dell’informazione, e non solo). In particolare Marina Cosi afferma : “…quel che occorre davvero non è ‘tutelare’ lei (orrido termine paternalistico) nella coppia, né concedere l’attuale micragnosa giornata di congedo obbligatorio di paternità o il voucher condizionato, ma accompagnare con norme identiche e cogenti, per lei e per lui, il dovere di genitorialità. In Italia, subito”. Mazzucchelli, invece, osserva che “I bambini sono una bomba, ed esplodono più volte riuscendo sempre a sorprendere. Talvolta ci si fa male, talvolta si impara a migliorarsi, talvolta ci si pongono domande alle quali non è semplice dare risposta, come molte di quelle sollevate da questo libro”.

Ha accettato volentieri di rispondere alle domande di Milanosud, nell’intervista che pubblichiamo di seguito.

Fra i molti stimoli che la lettura di questo libro può dare, qual è il messaggio più importante che intendi lanciare?

«Mi piacerebbe che si riuscisse a spostare l’attenzione sociale, mediatica e anche culturale dalle madri ai padri, portandoli al centro della questione figli con tutto quello che comporta, onori e oneri. Una sorta di bilanciamento o, in questo Paese, di rivoluzione.  In una parola mettere la genitorialità al centro del dibattito».

Certamente, nella storia che racconti, una grossa rilevanza ha il tema del dolore, proprio il dolore fisico. Se tu avessi avuto un parto più semplice e meno doloroso avresti scritto ugualmente questo libro? E nel caso, sarebbe stato molto diverso?

«Partorire è sempre sinonimo di dolore ma l’intensità è assolutamente soggettiva. Partirei da questo, per evitare di parlare a vuoto di soglie del dolore. Il mio non è certamente un trattato medico! Ci sono diversi motivi per cui ho deciso di iniziare da lì, da quella giornata epocale. Uno tra questi è stato il desiderio di ricercare il punto di distanza più estremo tra un uomo e una donna, nel sentire fisico e psichico ovviamente, per iniziare a raccontare tutto il resto. Perché questo libro parla anche di distanze, le osserva, le mette a fuoco e poi tenta di trovare un cammino comune. Avrei scritto questo libro in ogni caso, indipendentemente dalla quantità di epidurale».

Verrebbe da pensare che, dopo un’esperienza del genere, tu non vorrai mai più ripeterla… o che potendo tornare indietro come in una macchina del tempo non metteresti al mondo una figlia o un figlio. È così?

«Lasciamelo dire in simpatia: questa è una domanda da uomo.  Metterei al mondo mia figliaalmeno un migliaio di volte. E poi ricomincerei. Separiamo le questioni però: l’esperienza maternità è stata ed è tuttora una tappa fondamentale senza la quale non sarei la donna che sono. Nutro una sorta di riconoscenza per quello che ho vissuto e sto vivendo. Mentirei però se dicessi che mettere al mondo e crescere un figlio non sia faticoso. Se dovessi trovare due parole chiave per descrivere questo libro direi che è un libro che racconta la distanza, come detto, e la fatica. Con un pizzico di ironia».

Tra i libri che hai pubblicato ce n’è uno, “Le madri sono bugiarde” che sembra avere una stretta colleganza con “I bimbi sono una bomba”.  Cosa puoi dirci a riguardo?

«“Le madri sono bugiarde” è stato il primo vagito, il cordone ombelicale tagliato tra l’idea della gravidanza, della maternità e la realtà. “I bimbi sono una bomba” è, come dicevo prima, un racconto sul campo, dato dall’esperienza e dall’ascolto di tante madri. Idealmente è il seguito ed è anche una promessa mantenuta. Passaggio chiave ne “Le madri sono bugiarde” era l’aver dichiarato che tra le donne esistesse una sorta di omertà, di silenzio nei riguardi del parto. In questo nuovo libro ho provato a fare io il primo passo, a raccontare il mio, senza che questo diventi in nessun caso un “modello”, ma col solo obiettivo di aggiungere una voce, chissà se stonata o intonata, al coro intorno alla gravidanza, per le future madri».

Non c’è due senza tre…: diventerà una trilogia?

Sì, diventerà una trilogia ma ci sarà una grande sorpresa. Ci sto lavorando. Come dicevo prima la maternità è una fonte di ispirazione continua, in ogni senso!

Sembra che tu, come autrice, ti senta particolarmente a tuo agio in una misura narrativa che sta fra il lungo racconto e il romanzo breve (citiamo ad ulteriore esempio “La montagna in mezzo al mare”, con prefazione di Oreste Pivetta, sempre Edizioni FreeMedia e “Le nuvole” ). Capita per caso o c’è una scelta di qualche tipo? Dobbiamo aspettarci prima o poi un cambio di passo?

Credo che sia una formula magica la questione della brevità o della lunghezza. C’è il respiro che si vuole dare a ciò che si ha da dire, il tempo che si ha per dirlo (ricordo che sono una madre) e un certo ritmo. Elementi che si mescolano ogni volta con l’argomento e creano una certa lunghezza. Un cambio di passo? Non credo.

“I bimbi sono una bomba” esce in  formato digitale. Come autrice cosa pensi degli ebook? Preferiresti essere letta “su carta” o non fa differenza?

«Amo gli ebook e stimo la carta. Il mio è un ottimo rapporto con entrambe le forme».

Cosa ti aspetti che possa capire un uomo leggendo il tuo libro?

«Mi aspetto che capisca la donna che gli sta accanto, quella che è diventata madre. Molto semplice e molto complesso al tempo stesso ma ho molta fiducia negli uomini. Specie in quelli intelligenti. Una rarità, me ne rendo conto, ma anche una realtà vivente, da qualche parte in mezzo a noi. E’ il “dove” che non saprei indicare con certezza… ».

Giovanni Fontana

I bimbi sono una bomba – ebook
Prezzo vendita: 4,49 €
Distribuzione Stealth – disponibile su tutti gli store online
Link: http://www.ultimabooks.it/i-bimbi-sono-una-bomba-124054
Editore: Edizioni FreeMedia
Foto copertina: © Yarruta – Istockphoto.com

L’autrice

IMG_4399Eleonora, classe 1976, è una copywriter pubblicitaria, speaker radiofonica (ha lavorato nella redazione di Caterpillar a Radio2Rai, è stata autrice di diversi programmi di successo su LifeGate Radio (“La Stanza dello Scirocco, il radio romanzo”, “Passenger”, “Destinazioni d’autore”). Scrittrice e interprete, ha pubblicato gli ebook “Le madri sono bugiarde” (presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino 2012), “Nuvole” (2012), “Una montagna in mezzo al mare”, Edizioni FreeMedia (2013), e gli audiolibri “Finestre” (2010), “E poi il mare” (2011), “Doppioclick” (2012). Ha dato la voce alle “Favole di Rosanna Benzi” (ebook, coedizione FreeMedia – Aba Libri, 2013). Molto attiva sui social network, ha un suo blog personale (www.eleonoramazzola.com).

Presentazione al pubblico del libro il 9 maggio al Circolo della Stampa

“I bimbi sono una bomba” sarà presentato per la prima volta ai giornalisti e agli amici venerdì 9 maggio alle 17,30 nella sede del Circolo della Stampa, in corso Venezia 48. L’iniziativa, aperta a tutti, è organizzata sotto l’egida di Nuova Informazione, corrente storica della sinistra democratica del sindacato dei giornalisti, particolarmente sensibile alla cosiddetta “questione femminile” e “alle cose che forse sembrano estranee al sindacato, ma c’entrano molto con la vita (…). A fronte della Grande Crisi, che come giornalisti siamo impegnati a raccontare quotidianamente, ci sono ogni giorno centinaia di piccole crisi che fanno esplodere coppie, rapporti sociali, impegni di lavoro”.

 Venerdì 9 maggio ore 17.30
Raccontare la crisi con ironia. Se i bimbi sono una bomba
Circolo della Stampa – Corso Venezia 48, Milano

 

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di dargli un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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