La partecipazione fa rinascere via Ovada 38

“Dopo dodici mesi dall’apertura di “spaziOvada” la situazione è migliorata e possiamo dirci soddisfatti”. È questo, in estrema sintesi, il giudizio che è emerso dalla relazione presentata in CdZ6 dall’Associazione Ricerca Sociale (Ars), in merito

via-ovada2

“Dopo dodici mesi dall’apertura di “spaziOvada” la situazione è migliorata e possiamo dirci soddisfatti”. È questo, in estrema sintesi, il giudizio che è emerso dalla relazione presentata in CdZ6 dall’Associazione Ricerca Sociale (Ars), in merito agli interventi sociali svolti presso il complesso di via Ovada 34-38. Obiettivo del progetto “spaziOvada”, finanziato dal Comune e dal CdZ6, da  era creare un presidio pubblico per gli abitanti e aperto al quartiere, con lo scopo di realizzare attività volte a migliorare la convivenza fra le famiglie, di stimolare la solidarietà tra inquilini. Di costruire una comunità capace di relazionarsi negli spazi comuni e nel contesto del quartiere Barona. Di ridurre, con nuove regole, stili di vita e comportamenti, situazioni di conflittualità e di difficile convivenza fra inquilini che, essendo entrati in base alla graduatoria a canone sociale, presentano molte problematiche: anziani, disabili, disoccupati, famiglie in difficoltà economiche. Primi passi condotti da Ars sono stati gli incontri con i residenti delle tre scale e i questionari fatti compilare per conoscerne meglio le problematiche sociali. Sono state quindi fatte le elezioni per nominare i rappresentanti di scala, in carica per un anno, col compito di collaborare tra loro, di indire riunioni e di relazionarsi con MM. Dopo questa prima fase la situazione è via via migliorata.

Sono state fatte, in prima istanza, una serie di piccole manutenzioni da parte di inquilini volontari. È stato fatto un Piano per la segnaletica, con cartelli, che prima non esistevano, con l’indicazione delle scale e delle parti comuni. A seguito di una consultazione sono state definite “Le 10 regole per vivere bene insieme”, che ora fanno bella mostra agli ingressi e ai vari piani dello stabile. Dopo una campagna di comunicazione esterna per la promozione del progetto e delle sue attività attraverso i social network, sono state organizzate, con la collaborazione di associazioni e gruppi presenti nella zona, diverse iniziative socio culturali negli spazi comuni: cinema all’aperto, feste, laboratori, animazione, mostre fotografiche, anche un concerto con il pianista Antonio Ballista, nell’ambito della “Milanesiana”.

spaziOvada_giardino3In un’area verde pubblica, è stato co-progettato, in collaborazione con il Settore Verde e agricoltura di Zona 6 e in accordo con il Comune ed il CDZ 6, un “Giardino di comunità” con fiori e colture, con tanto di cartello che indica le linee guida per la cura e la manutenzione dell’aiuola, da parte degli abitanti. Alla conclusione del progetto, è stata anche pubblicata una Guida all’abitare, volta a promuovere la coesione sociale e una migliore qualità dell’abitare.

Certo i problemi strutturali dell’edificio rimangono da risolvere con nuovi stanziamenti da parte del Comune, ma questa esperienza volta alla costruzione di una comunità coesa, a creare e rafforzare la dimensione di vicinato, a favorire l’autonomia degli abitanti nella gestione delle problematiche dell’abitare e a promuovere l’attivazione degli inquilini, ha dato significativi risultati, tanto che l’amministrazione è intenzionata a dare continuità al progetto e si sta attivando, ripartendo proprio dall’esperienza acquisita sul campo.

Storia di un condominio “difficile”

Il complesso edilizio di via Ovada 34-38, è stato completato nel 2011 e comprende 96 alloggi a canone sociale, 25 a canone convenzionato, spazi commerciali, 3 spazi destinati a servizi alla persona e alla collettività: due assegnati all’Azienda Ospedaliera San Paolo, mentre il terzo spazio è destinato ad associazioni. Fatte le assegnazioni degli alloggi, si sono presto evidenziate, negli edifici a canone sociale del civico 38, gravi problematiche strutturali come infiltrazioni in diversi appartamenti, dovute anche a mancati controlli sui lavori e alla scarsa qualità dei materiali impiegati. Problematiche di gestione e di sicurezza, in quanto gli edifici sono senza recinzioni e con ampi spazi aperti. Perfino il custode è rimasto al freddo in guardiola (solo più tardi un paio di stufette elettriche) nei quattro anni di gestione Aler che, con il bilancio in rosso, ha portato a un vuoto nell’effettuazione delle manutenzioni. Il Comune di Milano ha quindi chiuso la convenzione, passandola a MM dal 1° dicembre 2014, ma solo per sei mesi. MM ha quindi proposto un contratto più lungo, almeno un anno e mezzo, per poter programmare gli interventi a medio termine e prevedere gli investimenti. C. C.

Claudio Calerio

(Maggio 2016)

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

Recensioni
NESSUN COMMENTO

SCRIVI UN COMMENTO