La scuola è finita!

Anche quest’anno la scuola è finita e, come sempre, molti genitori si sentono dire le solite parole: “È intelligente, ma non s’impegna

Anche quest’anno la scuola è finita e, come sempre, molti genitori si sentono dire le solite parole: “È intelligente, ma non s’impegna … avrebbe potuto fare di più …”. Li abbiamo sentiti tutti, dall’infanzia in poi, questi rimproveri inutili camuffati da mezzi elogi. E da grandi ce li rivolgiamo assai spesso, con sconforto, da soli. Perché queste osservazioni diventino positive, bisogna riconoscerne la verità nascosta: il successo è solo in parte determinato dalle capacità, mentre è fortemente determinato dal desiderio di raggiungere un risultato e deve essere attivato da un piacere immediato o dall’immaginare un piacere futuro, oltre che dalla percezione di essere in grado di farcela. Il veicolo più forte del desiderio, il primo, è affettivo. Se chi si ama e stima, maestri o genitori, partner o amici, ci trasmettono di noi stessi un’immagine buona e sono felici dei nostri progressi senza mostrarsi distrutti da un errore, se comprendono il nostro percorso con entusiasmo sentito, la volontà si attiva con più forza. Viceversa l’incomprensione, la prepotenza, l’umiliazione, l’indifferenza bloccano o diminuiscono lo slancio e con esso la capacità di immaginarsi un obiettivo e raggiungerlo desiderandolo.

La stima di sé, la fiducia nel futuro, la fede nell’esistenza di aiuti, la ricerca del bene, restano impressi nella personalità e sono i costituenti principali della capacità di progetti positivi. Molti credono di poter comprare la volontà dei figli: motorino e videogiochi, dati o tolti a seconda dei risultati. Questo misero utilitarismo non può favorire nessuna ricchezza interiore, umilia l’intelligenza e la cultura. Altro è il premio finale, che segna invece il riconoscimento del valore e riempie di soddisfazione per il lavoro compiuto, aumentando l’autostima. Oggi la scuola non riconosce le doti individuali sviluppandole secondo i ritmi personali. È affidata a insegnanti che a loro volta provengono da una situazione poco motivante e di rado sono entusiasti di ciò che insegnano. Propone un futuro che tutti dichiarano poco esaltante. Sovente frustra i migliori castigandone l’entusiasmo e la voglia di andare oltre i banali e riduttivi schemi proposti.

Quanto alle famiglie, troppo spesso si preoccupano più di non ricevere rimostranze dalla maestra che di esultare a ogni scoperta dei figli e di frequente puntano più su punizioni e controllo che su entusiasmo e incoraggiamento. Spesso si occupano più dei muscoli che dei neuroni, di sorvegliare che di educare alla libertà. Eppure, è sempre nella libertà che noi desideriamo e progettiamo: nulla ci può costringere a provare un’emozione o a prefigurarsi la gioia di raggiungere un obiettivo. E a proposito di doti individuali e meritate gratificazioni, vorrei premiare, condividendola con voi, una composizione realizzata da una piccola amica di 12 anni, Martina (illustrazione in basso). Sicuramente i suoi pensieri le regaleranno un futuro radioso e pieno di speranza.

disegno martina

PS – Buone vacanze a tutti. E che siano vacanze di vera serenità, di vera conoscenza degli altri e di noi stessi.
E, vi raccomando, leggete buoni libri!

Anna Muzzana

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

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