La toccante lettera al ministro Di Maio di un’educatrice che, a causa della legge di bilancio, non è più in graduatoria

Sono decine di migliaia le persone in Italia che, dopo anni di attesa “del loro turno”, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio hanno visto sfumare la possibilità di avere un lavoro

, La toccante lettera al ministro Di Maio di un’educatrice che, a causa della legge di bilancio, non è più in graduatoria

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Sono decine di migliaia le persone in Italia che, dopo anni di attesa “del loro turno”, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio hanno visto sfumare la possibilità di avere un lavoro nel Pubblico Impiego. Il motivo: la mancata proroga delle graduatorie di concorsi pubblici formatisi prima del 2010. Secondo stime si tratterebbe di almeno 100mila persone in tutta Italia. Concorsi che naturalmente dovranno essere rifatti, con perdita di tempo, spreco soldi pubblici, fatica da parte di coloro che cercano lavoro.

Di seguito la toccante testimonianza di una nostra lettrice, che ha scritto al ministro Luigi Di Maio, fino a poco tempo fa in graduatoria per un posto di educatrice al Comune di Milano.

“Buongiorno Ministro Luigi Di Maio,
leggo sulla sua pagina moltissimi interessanti articoli su salario, lavoro e diritti dei lavoratori.
Volevo parlarle qualche istante del mio, se non la distolgo troppo dai suoi impegni.
Sono un’educatrice professionale, laureata con 110 e lode nel lontano 2004.
Lavoro da quando avevo 20 anni (ora ne ho 40) quindi ben prima di laurearmi e sono appassionata da ciò che faccio, malgrado il mio stipendio, da sempre, si aggiri mediamente intorno ai 1.000 euro netti.
Certo, lavorando 12 ore filate, di notte o nelle Feste comandate (ovviamente senza godere della gioia di stare in famiglia) ho provato ad arrivare anche a 1.300. 
La notte, pensi, me la pagavano addirittura 10 euro (e oggi io non faccio più notti, ma ahimè è ancora così).
Nel mio lavoro si rischia ogni giorno: la salute, le aggressioni, le denunce. La pelle.
Alcuni anni fa per cercare di ostacolare la sottrazione di un bambino dalla comunità in cui lavoravo mi sono beccata una bella spruzzata di spray urticante dritto negli occhi: da allora ho una ipersensibilità che mi porterò dietro per sempre. Ovviamente non ho avuto alcun risarcimento, ma solo pochi giorni di infortunio. Del trauma vissuto psicologicamente non parliamone neanche.
Il bimbo però sta bene e questo è il solo risarcimento che volevo! Non l’ho mai più rivisto, ma questo non conta. Gli abbiamo dato la vita migliore che meritava. Certo non lo dimenticherò mai.
Per raccontarle gioie e dolori del mio lavoro ci vorrebbero anni. Spesso penso che scriverò un libro, perché tutti sappiano cosa fa davvero un educatore. Fantascienza mi creda.
Ho sempre lavorato per le Cooperative Sociali e, le assicuro, non è un privilegio. Molti doveri, infinite responsabilità, stipendi miseri da Contratto Collettivo, tanti furbetti che provano a non pagarti nemmeno quel minimo sindacale. Una vitaccia, glielo confesso!
Nel 2016 ho provato a fare un concorso per entrare in Comune a Milano: educatore nei nidi d’infanzia. Mentre preparavo il Concorso facevo 2 lavori… ma studiando anche la sera nei caldi mesi estivi sono entrata in graduatoria!
Una grande gioia, una buona occasione. Certo: non cambia la vita. Ma certamente può migliorarne la qualità! 
Ecco questa graduatoria è in scadenza (ottobre 2019 credo) e io ci sono quasi… manca poco al mio numero ma…. 
Ma qualche giorno fa una decisione del Governo ha stabilito che quella graduatoria non verrà prorogata, come da anni ormai accade naturalmente, perché il bisogno di personale è grande e continuo!
Lasciare i bambini senza personale sufficiente è grave e rischioso per tutti! 
Ora il Comune di Milano (e presumo molti altri) dovrà organizzare un nuovo concorso da qui a qualche mese, con dispendio di tempo, energie e denaro pubblico per creare una nuova graduatoria, quando ha lì pronte e a disposizione quasi 350 persone considerate già idonee a ricoprire il delicato ruolo dell’educatore di nido d’infanzia.
Ecco io le faccio solo una domanda: perché???
Vede io credo che prima di garantire un reddito a chi non lavora (gente onesta e anche tanti furbetti) bisognerebbe garantire uno stipendio dignitoso e proporzionato alla professione che svolge a chi un lavoro lo fa. Da una vita. Con fatica e dedizione. Con la schiena a pezzi e senza più un ritmo del sonno regolare. Con gli acufeni galoppanti e a volte gli attacchi d’ansia.
Modificate quella breve riga della legge che ci migliora un po’ la vita e prorogate la nostra graduatoria Ministro! Dateci il lavoro che ci siamo sudati e guadagnati! È un nostro diritto!
Noi educatori non chiediamo di lavorare a gratis, né di essere pagati senza lavorare!
Noi chiediamo solo che alla nostra professione sia riconosciuta l’importanza che merita! Date dignità alla nostra professione come accade nella maggior parte dei Paesi!!! Datele attenzione! E non solo piazzando delle telecamere! Supportateci seriamente! Ascoltateci! Fateci domande! Fatevi domande!!!
L’educazione è la base della società civile.
ALL WE NEED IS JOB!
Grazie per l’attenzione. Confido nella sua responsabilità.
Cordiali saluti. Un’educatrice”.

(Aprile 2019)

 

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di dargli un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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