#laparoladelgiorno: mascherina, un piccolo sacrificio necessario. Ne parlano il sindaco Sala, Burioni e Cartabellotta

Slitterà di una settimana il nuovo Dpcm che proroga lo stato d’emergenza al 31 gennaio, ma le mascherine sono obbligatorie da subito. Ossia si dovrà averle sempre con sé per utilizzarle anche all'aperto qualora ci si trovi

Slitterà di una settimana il nuovo Dpcm che proroga lo stato d’emergenza al 31 gennaio, ma le mascherine sono obbligatorie da subito. Ossia si dovrà averle sempre con sé per utilizzarle anche all’aperto qualora ci si trovi vicino ad altre persone (non conviventi). E le multe saranno pesanti: da 400 a 1.000 euro. Nella  bozza  è previsto che “l’obbligo di avere sempre con sé, al di fuori della propria abitazione, dispositivi di protezione individuale, con possibilità di prevederne l’obbligatorietà dell’utilizzo anche all’aperto allorché si sia in prossimità di altre persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli anti-contagio previsti per specifiche attività economiche e produttive, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande”.  Oggi alla Camera il ministro della Salute Roberto Speranza aveva anticipato le tre regole fondamentali che domani saranno discusse in Consiglio: «Serve uno sforzo in più, valutiamo l’estensione dell’obbligo di utilizzare la mascherina anche all’aperto, in maniera continuativa e in ogni situazione, anche con gli amici». E l’obbligo del distanziamento e  dell’igiene.

• Mascherina: un piccolo sacrificio

Al di là delle multe è bene comprendere il motivo del «piccolo sacrificio che facciamo onorando chi, preso alla sprovvista, non ce l’ha fatta». È il sindaco Beppe Sala a invitare i milanesi a utilizzare la mascherina nel videomessaggio pubblicato lunedì 5 ottobre sui social con l’hashtag #laparoladelgiorno. È l’hastag con cui ha inaugurato il nuovo appuntamento quotidiano dedicato a una parola su cui riflettere perché «le parole sono importanti e lo sono soprattutto nei momenti di incertezza». «La prima domanda che dobbiamo farci è cosa possiamo fare noi sindaci, cittadini e la parola del giorno è mascherina.Io vi prego utilizzate la mascherina, tutti, lo dico in particolare ai giovani cercando di essere sempre vicino e comprensivo, ma utilizzatela perché è assolutamente importante». Parlando del momento storico, Sala ha voluto rimarcare che «questa è una vita, una società anomala, ma è vita e ve lo dice uno che è passato anche in momenti più difficili e forse per questo apprezza di più questa vita anomala. Proteggiamola». Perché «dai dati ufficiali a Milano abbiamo avuto 2.303 decessi collegati al Covid, una parte significativa nelle case di riposo per anziani ed è stato un dramma, ai morti e ai parenti il mio cordoglio. Però poteva essere peggio e lo dico senza voler essere irrispettoso, e il peggio è stato evitato grazie al comportamento dei milanesi. Se Milano fosse crollata, con due focolai molto intensi più o meno a 50 chilometri a sud e a est, sarebbe stato un disastro per Milano, la Lombardia e l’intero Paese». Quindi l’invito, la preghiera nel suo videomessaggio:  «proprio per questo manteniamo il protocollo, una nuova abitudine di vita ovunque, in strada, sui mezzi, sul lavoro, a scuola (…) È una disciplina che deve diventare un abito mentale».

• L’importanza delle mascherine secondo i virologi

L’invito a portarla sempre insieme al rispetto di importanti nuove “regole di vita” proviene dai più noti virologi, tra cui ci piace segnalare Roberto Burioni per il suo stile comunicativo, molto semplice e diretto: “Capisco che le misure profilattiche sono banalimascherina, distanza, evitare luoghi affollati, mani pulite – e potrebbe dirvele anche vostra nonna, ma sono le uniche efficaci ed è mio dovere ricordarvele. Il contenimento del virus dipende in gran parte dai nostri comportamenti”. Pertanto fintanto che non sarà disponibile un vaccino,raccomanda: “Per adesso teniamo duro e continuiamo a portare le mascherine, lavarci le mani ed evitare luoghi affollati”.
Ed ecco due narrazioni del virologo: “Molti di voi nel 1988 erano piccoli (o addirittura non c’erano), io avevo invece 25 anni e guidavo da diverso tempo. Guidavo, anche se adesso sembra incredibile, senza cinture di sicurezza, che proprio allora divennero obbligatorie da indossare. All’inizio fu una tragedia. Ci si sentiva legati, limitati, impacchettati, imprigionati: non erano pochi quelli che se ne fregavano della legge e non le portavano, addirittura qualcuno mise in commercio una maglietta bianca con una cintura disegnata sopra per ingannare i vigili ed evitare la doverosa multa. Fa strano ripensarci adesso, perché se dovessi guidare senza la cintura mi sentirei profondamente a disagio, non protetto, vulnerabile; allacciarla è diventato naturale e mentre guido non mi accorgo neanche di averla. In altre parole, mi sono abituato”.

Ora è vero che non ci sono studi controllati che indichino con certezza che la mascherina protegga dalla diffusione di Covid-19, ma ci sono una serie notevole di aneddoti che sembrano suggerire che le mascherine possono essere molto utili per impedire la trasmissione di questo contagio (il racconto di due esempi dagli Usa lo si legge in Medicalfacts).È bene quindi che la mascherina sia vissuta come un grande aiuto. «Ecco, se tutti ci impegnassimo a portare la mascherina negli ambienti affollati con un mimino disagio potremmo forse dare un colpo decisivo alla diffusione del virus. Magari ci accorgiamo che portando la mascherina possiamo trascorrere questo periodo che ci separa dall’arrivo di farmaci e vaccini in maniera tutto sommato normale, senza troppi danni.Per capire se questo è possibile, però, c’è solo un modo: portare la mascherina e vedere cosa succede, accettando il fatto di non avere una controprova e sapendo che potrebbe essere un comportamento eccessivamente prudente, oppure insufficiente a bloccare la diffusione. Però c’è anche la possibilità che se tutti portiamo la mascherina l’infezione non riparte, e rimane a un livello controllabile. Visto che si tratta di un piccolo disagio, che il costo è minimo e che non ci sono controindicazioni,  io la mascherina la porterei. Anzi, io la porto». conclude Roberto Burioni.

• Mascherina all’aperto, serve davvero?

Nell’intervento di oggi, martedì 6 ottobre, nella trasmissione di La7 l’Aria che Tira, il medico e presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ha parlato anche dell’efficacia delle mascherine nei luoghi pubblici e del distanziamento sociale come forme di prevenzione dal contagio da Covid-19. Secondo l’ultimo monitoraggio, ha detto, al momento solo il 5% dei contagiati viene ospedalizzato e lo 0,5% necessita delle cure in terapia intensiva.La maggior parte delle persone, dunque, a differenza del periodo di marzo-aprile,risulta asintomatica o con sintomi minori. Tuttavia il contagio continua a correre, con le prime spie rosse al Centro-Sud: “Ormai da oltre 9 settimane consecutive – è il commento  all’ultimo monitoraggio Gimbe del 1 ottobre – i numeri confermano la crescita costante della curva epidemica e delle ospedalizzazioni”. Sono i  primi segni di sofferenza del sistema di tracciamento da parte dei servizi territoriali e del sovraccarico ospedaliero, in particolare nelle Regioni del Centro-Sud. 

Qui sotto il grafico che illustra i nuovi casi giornalieri di infezione da #Coronavirus in Italia a partire dal 15 luglio 2020 e aggiornato al 5 ottobre.

Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

Recensioni
NESSUN COMMENTO

SCRIVI UN COMMENTO