L’arte italiana nell’ora più buia

 Il 19 aprile scorso la Fondazione Prada ha inaugurato la Torre di Koolhaas. Il nuovo edificio, che segna il completamento della sede di Milano di largo Isarco 2 ed è aperto al pubblico dal

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Il 19 aprile scorso la Fondazione Prada ha inaugurato la Torre di Koolhaas. Il nuovo edificio, che segna il completamento della sede di Milano di largo Isarco 2 ed è aperto al pubblico dal 20 aprile, è stato progettato dall’architetto olandese Rem Koolhaas, con Chris van Duijn e Federico Pompignoli dello studio OMA. Molto spettacolare, include nove piani di sorprese in uno spazio di rara bellezza, sei dei quali con sale espositive per una superficie di più di 2.000 mq, mentre gli altri tre accolgono un ristorante e servizi per il visitatore. La struttura è completata da una terrazza panoramica di 160 mq, dotata di un rooftop bar. Gli spazi espositivi sono concepiti per proporre opere e grandi installazioni della Co
llezione Prada, che include lavori del XX e XXI secolo di artisti italiani e internazionali, ma che diventerà potenziale spazio per futuri progetti e nuovi artisti. Grazie alla variazione di tre parametri, pianta, altezza e orientazione, ogni piano della Torre si configura come uno spazio unico. L’altezza dei soffitti è crescente, dal basso all’alto: si va dai 2,7 m del primo piano agli 8 dell’ultimo livello. Le facciate esterne sono caratterizzate da una successione di superfici di vetro e cemento, che attribuiscono ai diversi piani esposizioni differenti. Il lato sud della Torre presenta un’imponente struttura che la unisce al Deposito, innestandosi all’interno del secondo edificio. Questo elemento diagonale in acciaio e cemento è contraddistinto da un’ampia apertura interna, dentro la quale si inserisce un ascensore panoramico in onice rosa.
Intanto continua, fino al 25 giugno, il progetto espositivo “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943”. La mostra, a cura di Germano Celant, è l’occasione di esplorare il sistema dell’arte e della cultura in Italia tra le due guerre mondiali, partendo dalla ricerca e dallo studio di documenti e fotografie storiche che rivelano il contesto spaziale, temporale, sociale e politico in cui le opere d’arte sono state create, messe in scena, nonché vissute e interpretate dal pubblico dell’epoca. Manca dunque circa un mese e mezzo alla chiusura: non perdetevela! L’allestimento pone in risalto, attraverso documenti, libri, schizzi, arredi e opere d’arte, l’intima connessione tra forme artistiche, arte e industria, che hanno caratterizzato il periodo storico tra il 1918 e il 1943. Di grande interesse la riproduzione di venti sale di mostre, atelier ed esposizioni, pubbliche e private, con opere originali di artisti come Giacomo Balla, Carlo Carrà, Felice Casorati, Giorgio de Chirico, Fortunato Depero, Filippo de Pisis, Arturo Martini, Fausto Melotti, Giorgio Morandi, Scipione, Gino Severini, Mario Sironi, Arturo Tosi e Adolfo Wildt. L’intero percorso espositivo, che si snoda tra galleria Sud, Deposito, galleria Nord e Podium, è scandito da focus tematici dedicati a figure di politici, intellettuali, scrittori e pensatori, del calibro di Giuseppe Bottai, Piero Gobetti, Antonio Gramsci, Carlo Levi, Alberto Moravia, Luigi Pirandello, Margherita Sarfatti e Lionello Venturi, in cui si analizzano le loro diverse posizioni in un momento di forte radicalizzazione delle idee, di scambio tra le arti e di dialogo o scontro aperto tra le persone.

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Un frame dal film “Gli uomini che mascalzoni”

Infine, il 3 maggio è partita la rassegna cinematografica. L’intensa programmazione in lingua originale, trasforma il Cinema della sede di Milano in una vera sala, che sarà attiva a maggio e giugno, dal giovedì alla domenica, con dieci proiezioni settimanali, per arrivare a un programma più esteso nei mesi successivi. La nuova programmazione presenta un’estrema varietà di formati e linguaggi visivi in cui convivono i classici, i lavori sperimentali, le prime visioni, i blockbuster, le opere d’avanguardia, i prodotti televisivi, i film rari e i restauri. Il Cinema assume l’identità ideale di un “multisala compresso” che, senza imporre rigide gerarchie interpretative, dà l’opportunità a un pubblico plurale di spettatori, appassionati, curiosi, esperti di cinema e studenti di esplorare liberamente geografie, storie e generi cinematografici sempre diversi. Il cinema è inteso come

 

 un fondamentale luogo di formazione personale e culturale. Qualche titolo della rassegna, che è suddivisa in diverse sezioni. La prima integra e completa la mostra Post Zang Tumb Tuuum, proponendo pellicole che ben rappresentano l’estetica e il costume dell’epoca. Dopo il film muto Addio giovinezza (Italia, 1918) di Augusto Genina con accompagnamento musicale dal vivo eseguito dall’arpista Valeria Delmastro (3 maggio) saranno proiettati Gli uomini che mascalzoni (Italia, 1932) di Mario Camerini, La contessa di Parma (Italia, 1937) di Alessandro Blasetti, Ossessione (Italia, 1943) di Luchino Visconti. La prima parte della sezione”soggettiva”, inaugurata da Damien Hirst, include: Willy Wonka, la fabbrica del cioccolato, L’esorcista (director’s cut). La sezione “Indagine” invece sarà animata a maggio da due prime visioni: L’isola dei cani (Isle of Dogs), l’ultimo film di Wes Anderson, vincitore al Festival di Berlino 2018 dell’Orso d’argento per il migliore regista e A Beautiful Day (You Were Never Really Here) di Lynne Ramsay, premiato al Festival di Cannes nel 2017 per la migliore sceneggiatura e la migliore interpretazione maschile dell’attore protagonista Joaquin Phoenix. “Origine”, la sezione dedicata ai classici, è iniziata con un vero e proprio evento. Il 6 maggio è stato presentato in anteprima, alla presenza del regista Bernardo Bertolucci e di Felice Laudadio, presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, la versione restaurata di Ultimo tango a Parigi (1972)nelle sale a partire dal 21 maggio. Nella programmazione Ultimo tango a Parigi è stato accostato a Bella di giorno (Belle de jour, 1967) di Luis Buñuel, in modo da creare un dialogo ideale tra le due opere. La sezione sarà completata in maggio da altri due film italiani La classe operaia va in paradiso (1971) e Todo Modo (1976) di Elio Petri, recentemente restaurati. Il calendario completo delle proiezioni del mese di maggio su: fondazioneprada.org

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Tutte le info più importanti

Anzitutto, un consiglio: prima di andare in visita, entrate nel sito www.fondazioneprada.org e controllate che nella giornata da voi prescelta la Fondazione sia aperta. Negli ultimi tempi, con i “lavori in corso”, è infatti capitato di arrivare davanti all’ingresso e trovare il cancello sbarrato. O, magari (come ieri 7 maggio), la nuova Torre momentaneamente non accessibile. Gli ingressi sono gratuiti per i ragazzi sotto i 18 anni e per gli over 65. Per saperne di più sulla rassegna cinematografica: tel. 02 56662674 info.cinema@fondazioneprada.org, Fondazione Prada, largo Isarco 2 /tel 02 56662611 mail: info@fondazioneprada.org

Giovanna Tettamanzi

(Maggio 2018)

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

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