L’assistenza a migranti e senza tetto arriva nel Parco Sud. Fondazione Fratelli di San Francesco acquista Cascina Selvanesco e si prepara per il bando per la Campazzino, ma anche Cascina Giugno…

I piani di sviluppo della Fondazione Fratelli di San Francesco hanno messo al centro di diversi progetti il Municipio 5, il Parco Sud e il Parco Ticinello. Nei mesi scorsi l’istituzione di via della Moscova,

I piani di sviluppo della Fondazione Fratelli di San Francesco hanno messo al centro di diversi progetti il Municipio 5, il Parco Sud e il Parco Ticinello. Nei mesi scorsi l’istituzione di via della Moscova, che già gestisce il dormitorio della Casa della solidarietà di via Saponaro, ha acquistato Cascina Selvanesco (nella foto sopra, vista dal lato della chiesetta), e ha lanciato una campagna di raccolta fondi per la sua ristrutturazione. Secondo l’annuncio comparso sulla stampa “La cascina diventerà la Città della Carità Misericordiosa” destinata all’accoglienza di nuclei familiari di richiedenti asilo, minori e senza fissa dimora.

Secondo quanto raccontato da Fratel Clemente Moriggi in rappresentanza della Fondazione, “il progetto prevede l’attuazione di una cascina didattica per avviare i giovani ad una professione, all’interno di un progetto educativo personalizzato sulle esigenze e sui desideri di ogni ospite della comunità. Completerà il progetto una palazzina della cultura volta all’insegnamento della lingua italiana, che troverà posto all’interno dell’attuale casa padronale”.

 

Ma i progetti dei Fratelli di San Francesco non si fermano a questo importante intervento. La Fondazione, come risulta dall’intervista che riportiamo sotto al direttore delle opere Fratel Clemente, intende intervenire sulla Cascina Campazzino, per la quale parteciperà al bando del Comune, che si chiuderà tra pochi giorni. Anche per i ruderi della Cascina Giugno, che si trovano a pochi centinaia di metri sia dalla Cascina Campazzino che dalla Selvanesco, si prospetta un importante intervento di riqualificazione.

Cascina Campazzino.

La società cooperativa sociale onlus Arcadia, soggetto vicino alla Fondazione Fratelli di San Francesco al punto da essere inserito nel suo bilancio sociale, ha acquistato dall’immobiliare Visconti srl alla fine dell’anno scorso l’intero immobile via Campazzino 73 e i terreni pertinenti. Per farne cosa la cooperativa non ce l’ha voluto dire, considerata però la ragione sociale della società, è facile pensare ad altri spazi di accoglienza e assistenza per persone in difficoltà.

Se tutti e tre i progetti di recupero andranno in porto avremo, finalmente, tre cascine sistemate, ma anche una concentrazione molto alta di servizi rivolti a persone in difficoltà, in un’area limitata, con vie d’accesso costituite da strade strette e senza marciapiedi, limitrofe a terreni interamente agricoli e aree, come il Parco Ticinello, in cui l’agricoltura convive con attività per il tempo libero. Una situazione che se non valutata attentamente nei servizi, nei numeri e nei rapporti con il territorio potrebbe creare forti disagi e reazioni di rigetto, trasformando un’attività meritoria, come l’assistenza ai più deboli, in un problema di convivenza con gli abitanti del quartiere e i frequentatori del Parco Sud.

I ruderi di Cascina Giugno.

Comune e Municipio devono sin da subito incontrare la Fondazione, per chiarire progetti ed esigenze reciproche. Le vicende della Casa della solidarietà di via Saponaro e i problemi che ha generato nel quartiere in questi anni sono lì a mostrare la strada che non deve essere intrapresa.

INTERVISTA

«Cascina Selvanesco sarà un centro di accoglienza a misura d’uomo»

Fratel Clemente Moriggi, direttore delle opere della Fondazione Fratelli di San Francesco.

Fratel Clemente, come mai avete scelto Cascina Selvanesco per il vostro progetto la “Città della Carità Misericordiosa”?

«Cascina Selvanesco rappresenta un’eccellenza architettonica e storica del territorio milanese, e inoltre rappresenta, per le persone che assistiamo, un’occasione di trovare un’accoglienza e un’assistenza ancora più a misura d’uomo, creando una grande fraternità multiculturale, armonizzando etnie, culture e religioni diverse di coloro che diventeranno futuri cittadini italiani».

Quali servizi offrirete e quali risposte pensate di dare con questo intervento?

«I servizi che verranno offerti saranno quelli che rappresentano la mission della nostra Fondazione: assistenza, accoglienza e accompagnamento al reinserimento sociale abitativo e lavorativo. Gli ospiti potranno imparare un mestiere, lavorare, studiare e ritrovare un ascolto».

Quale ruolo avranno l’agricoltura e la cura del territorio nel vostro progetto?

«La terra rappresenta da sempre e per tutti una scuola per tornare ad adeguarsi ai tempi della vita e della natura, allontanandoci dalla frenesia quotidiana, che lascia poco tempo alla presa di coscienza di sé stessi. Inoltre, può rappresentare anche una soluzione per risolvere i problemi di relazione causati dalla pandemia. Non per nulla la cascina è stata dedicata all’enciclica di papa Francesco Laudato si’».

Quanti ospiti pensate di accogliere?

«Cascina Selvanesco può accogliere, senza fissa dimora, minori stranieri non accompagnati, e nuclei familiari di richiedenti asilo, oltre a laboratori, cascina didattica, orto didattico e scuola di formazione di lingua italiana e altre discipline. Il numero degli ospiti sarà invece legato ai progetti in corso, alle esigenze del territorio, ai percorsi di inserimento».

In che modo la Cascina Selvanesco lavorerà con la Casa della solidarietà di via Saponaro?

«La vicinanza alla cascina aiuterà la struttura di via Saponaro a divenire una struttura di seconda accoglienza con infermeria, come un pensionato sociale, per chi è vicino alla fine del percorso di reinserimento sociale».

Pensate di relazionarvi in qualche modo con il territorio?

«Cascina Selvanesco sarà anche aperta al territorio, perché patrimonio del territorio stesso e all’interno del Parco Ticinello, con visite al parco, vendita di prodotti km0 e diverse iniziative culturali».

Avete acquistato anche l’immobile Cascina Giugno, in via Campazzino 73?

«No, Cascina Giugno non è stata acquistata dalla nostra Fondazione».

Nel giugno del 2020 avete partecipato a una manifestazione di interesse per il recupero della cascina Campazzino, che ora è stata messa a bando: pensate di parteciparvi?

«Parteciperemo, ma ovviamente non abbiamo altre informazioni essendo ancora in corso il bando».

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

Recensioni
1 COMMENTO
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    Lucia Hollstegge 14 Febbraio 2022

    Il comune potrebbe togliere la Cascina Campazzino dal bando senza alcun onere aggiuntivo. Il Comitato Difesa Ambiente Zona 5 lo chiede da tempo. Nella manifestazione d’interesse della fondazione si parla oltretutto di avviamento ai lavori agricoli di persone fragili. Ma la Campazzino non ha terreni. Allora le persone fragile soggiornano magari alla Campazzino e vengono avviati ai lavori alla Selvanesco? Il 24 si aprono le buste del bando. Bisogna intervenire prima!!

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