L’Atir torna dal 4 al 6 giugno con “Anfiteatro in Piana”: incontri, musica, danza e teatro

Serena Sinigaglia, dalla piazza antistante al Ringhiera, ha presentato oggi via Zoom il festival all’aperto “Anfiteatro in Piana”, la tre giorni di musica, danza, teatro e approfondimenti sulla città e il ruolo del teatro, che

Serena Sinigaglia, dalla piazza antistante al Ringhiera, ha presentato oggi via Zoom il festival all’aperto “Anfiteatro in Piana”, la tre giorni di musica, danza, teatro e approfondimenti sulla città e il ruolo del teatro, che si terrà dal 4 al 6 giugno. A celebrare la ripresa teatrale, i 25 anni di Atir e la Festa della Repubblica di Fabio Chiesa un cartellone composito – «di alta cultura nazional popolare» come ha detto Sinigaglia – che vedrà succedersi Elio di Elio e le storie tese e il regista Francesco Micheli per proporre una rilettura della tradizione lirica, Stefano Boeri e lo scrittore architetto Gianni Biondillo per parlare di piazze da far rivivere, i filosofi Maura Gancitano e Andrea Colamedici per dialogare sull’uomo di oggi e del domani; il grecista Andrea Capra e un relitto di una antica nave greca per celebrare i 25 anni di Atir. E naturalmente gli attori di Atir e della compagnia Kataklò Athletic Dance Theatre (nella foto in alto in un balletto) con i loro spettacoli.

Il festival avrà come palcoscenico la Piana, trasformata in anfiteatro durante il Covid da associazioni e cittadini del quartiere, per fare fronte alle restrizioni della pandemia e alla chiusura del Teatro Ringhiera. Sempre cittadini e associazioni nei tre giorni precedenti al festival si recheranno ancora sulla piana per allestire il foyer e rendere più accoglienti gli spazi.

Fedeli alla concezione di un teatro che si integra con il territorio e svolge un ruolo fortemente sociale, ogni serata di spettacolo sarà preceduta, “da un momento di riflessione e pensiero – si legge nel comunicato diffuso da Atir -, una serie di incontri per “orientarci”, incontri che indicano il cammino fatto e quello ancora da compiere”. Appuntamenti a cui seguiranno gli spettacoli, a cui potranno assistere massimo 200 persone, disposte lungo le linee dell’anfiteatro tracciate sulla Piana.  «I biglietti avranno un costo popolare – ha concluso Serena Sinigaglia – 20 euro per tutta la serata, 35 euro per coloro che ci vorranno sostenere».

“Anfiteatro in piana – si legge infine nel comunicato – è un progetto sostenuto da Comune di Milano, in partnership con Associazione L’Impronta e Post Card, in collaborazione con Associazione culturale Fattoria Vittadini, Checcoro – Coro LGBT Milano e LEM International srl. L’Atir ringrazia il gruppo informale le Pianiste, la cooperativa sociale Progetto Persona, l’associazione X Contemporary, l’Associazione L’Impronta, l’Associazione Alveare e tutti i cittadini che presidiano quotidianamente piazzale Fabio Chiesa e che hanno preso parte attivamente alle diverse fasi del progetto Anfiteatro in Piana”.

Il cartellone

Venerdì 4 giugno 

ore 19Nina Bassoli (architetto), Maria Spazzi (scenografa), Gianni Biondillo (architetto e scrittore) e Stefano Boeri (architetto) dialogano su “La piazza è una casa senza soffitto”.
ore 21ELIO e Francesco Micheli (regista d’opera, direttore del Teatro Donizetti di Bergamo) ci presentano
OPERA HORROR PICTURE SHOW” – L’età dell’oro della lirica italiana secondo Elio e Francesco Micheli

Elio e Francesco Micheli.

L’opera? Perché mai? In questi tempi così assurdi e stracolmi di problemi ci venite a propinare l’opera? Mamma Opera? Nonna opera! Come la tv in bianco e nero. Già datata di suo, agli occhi di oggi un fenomeno antidiluviano. Siamo ancora nel cuore di un’esperienza mondiale che traccia un confine netto rispetto al nostro passato e tutto quello che è al di là di quella linea spesso ci appare ancora più lontano, quasi remoto, eppure…  Stiamo vivendo un lungo, sofferto dopoguerra e abbiamo dannatamente bisogno di riconoscerci come parenti che non si incontrano da tanto tempo. Troppo tempo. Nonna Opera è forse la parente ideale per le grandi adunate di famiglia e tale capacità, come accade sovente, viene apprezzata più all’estero che in Italia.

L’opera lirica è lo spettacolo dal vivo più diffuso al mondo. Molte cose ci paiono polverose e invece, nel caso dell’opera, se polvere è, è polvere da sparo!

L’opera per noi è materia viva, densa, è terra infuocata ma anche acqua frizzante, alleggerita dall’aria. Questo materiale riempie il nostro Paese, l’Italia: così povera di materie prime, detiene un immenso giacimento aureo di musica e teatro. E tali risorse sono tutte lì da sfruttare. Grazie ai grandi compositori dell’età dell’oro. Come sarebbe bello poter tornare a spasso coi padri fondatori…  Come sarebbe bello se potessero scendere dal loro piedistallo. Discutere di politica con Verdi, uscire a far l’alba con Bellini, perdersi in chiacchiere esistenziali e paranoidi con Donizetti, fare la Rivoluzione con Rossini… Conoscere il patrimonio dei nostri padri ci dà consapevolezza di chi siamo e ci aiuta anche a proseguire verso le scelte nostre. Conoscere l’opera è come conoscere i nostri genitori, i nostri nonni: riflessa nei loro occhi c’è la luce dei nostri. (Francesco Micheli)

Sabato 5 giugno

ore 19 – Maura Gancitano e Andrea Colamedici (filosofi) di “Tlon”, autori de “La società della performance”, dialogano sull’uomo di oggi e l’uomo del domani con David Remondini (attore) in un incontro dal titolo “Cosa porti sull’Arca?”.

ore 21 – KATAKLO’ presentano “BACK@HOME” – ideazione e direzione artistica Giulia Staccioli / danzatori: Matteo Battista, Giulio Crocetta, Carolina Cruciani, Eleonora Guerrieri, Sara Palumbo, Erika Ravot

“la felicità non è un posto in cui arrivare ma una casa in cui tornare”.

Dopo un anno di digiuno di spettacoli, palcoscenici, teatri e tournèe, Kataklò Athletic Dance Theatre, la più importante compagnia italiana di physical theatre, torna a Milano, sulla Piana del Teatro Ringhiera, esclamando con gioia: we are Back Home!

A distanza di sedici anni, dopo aver reso il Teatro Ringhiera, dal 2002 a 2005, il proprio quartier generale con il nome di Spazio Studio K, Kataklò dà il via alle danze della ripartenza, calcando un palcoscenico simbolo della sua storia teatrale. Giulia Staccioli firma uno spettacolo che accosta frammenti differenti, inediti e di repertorio, portabandiera di un messaggio di speranza: raccogliamo tutti i pezzi, ricostruiamoci, rigeneriamoci, mostriamoci nuovi, ma sempre fedeli a noi stessi. Ripartiamo dalle origini, tornando a casa. Back@home racconta il ritorno dei danzatori sul palcoscenico dopo aver vissuto un’esperienza universalmente condivisa. Nelle loro gambe c’è la voglia di ricominciare, un istinto continuamente frenato, ostacolato, reso sempre più complesso: non è semplice compiere i soliti passi quotidiani nella realtà sospesa, rarefatta e quasi mitologica in cui ci siamo abituati a vivere, dove regna la diffidenza verso l’altro, la fatica di ritrovare i propri punti fermi, la difficoltà a riconoscere se stessi. La chiave di lettura offerta dallo spettacolo vuole però essere positiva: giocando con l’ironia, l’energia e l’intensità proprie dello stile Kataklò, Back@Home dà voce ai bisogni e ai desideri che ci hanno accomunato nell’ultimo periodo: camminare liberi tra la gente facendosi trasportare dal flusso, sentirsi parte di un tutto che si muove con decisione nella stessa direzione, un abbraccio, delicato o scontroso, purchè sia fisico, ritrovarsi ad una festa e scatenarsi senza pensieri. Tutto quello che eravamo è stato travolto da un vortice per poi essere messo in pausa, come in una vecchia fotografia. Kataklò però decide di schiacciare play e ricominciare con più energia di prima.

Partendo da casa, da Milano e dal Teatro Ringhiera, l’atletismo e la poesia che hanno reso la compagnia ambasciatrice del Made in Italy nel mondo, tornano sulle scene ad ammaliare e a diffondere vitalità. La pandemia ci ha trasformati, segnati ed anche arricchiti, le prospettive sono inevitabilmente cambiate, ma il linguaggio universale del messaggio rimane lo stesso.

Domenica 6 giugno

dalle ore 19 – “UN CORO CHE DURA DA 25 ANNI: BUON COMPLEANNO ATIR!”, una festa a sorpresa che vedrà sul palco tutta la compagnia ATIR in una carrellata di pezzi storici e preview dei nuovi lavori. Andrea Capra (grecista) e Serena Sinigaglia (regista) discuteranno dei valori della classicità e di come di quei valori sia intrisa la cultura della compagnia e il valore della sua durata più che ventennale.

Prevendite e informazioni  https://www.mailticket.it/   –  www.atirteatroringhiera.it

La Piana con l’anfiteatro.

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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