MM, i lavoratori del servizio idrico contestano il nuovo contratto

Dopo lo sciopero di quattro ore del 20 gennaio scorso, i dipendenti di MM Servizio Idrico (il ramo d’azienda di Metropolitana Milanese Spa che si occupa della gestione della rete idrica cittadina) hanno nuovamente incrociato

Dopo lo sciopero di quattro ore del 20 gennaio scorso, i dipendenti di MM Servizio Idrico (il ramo d’azienda di Metropolitana Milanese Spa che si occupa della gestione della rete idrica cittadina) hanno nuovamente incrociato le braccia per chiedere la riapertura della trattativa sul rinnovo del contratto di lavoro. Venerdì 29 gennaio, quindi, nuovo sciopero di quattro ore, con manifestazione davanti a Palazzo Marino, sede dell’amministrazione comunale, con l’obiettivo di ottenere una presa di posizione da parte del Comune di Milano nel braccio di ferro tra lavoratori e azienda.

Dal primo novembre scorso, infatti, MM ha attuato la conversione del contratto di lavoro dei propri dipendenti, che dal pubblico impiego sono passati al contratto nazionale del settore gas-acqua (sotto Federutility). Conversione ritenuta peggiorativa dai dipendenti dell’azienda, soprattutto per quanto riguarda i diritti dei lavoratori. «Il passaggio al nuovo contratto di lavoro significa meno ferie, meno giorni di riposo, meno permessi per visite ed esami medici, oltre a diversi tagli di importanti accordi che garantivano, ad esempio, permessi speciali per i dipendenti con familiari disabili – spiega Raffaele Bello, responsabile delle Rsu -. Abbiamo cercato di intavolare una trattativa per armonizzare il passaggio al nuovo contratto e cercar di tutelare alcuni accordi interni, ma da parte della direzione aziendale non c’è stata nessuna disponibilità. Hanno proceduto in maniera unilaterale, togliendoci molti dei diritti acquisiti in tutti questi anni». Quello per cui i dipendenti di MM Servizio Idrico si stanno battendo è proprio l’apertura di una trattativa con l’azienda, nell’auspicio che si possa arrivare a siglare nuovi accordi interni soprattutto in fatto di diritti e tutele. «Chiediamo all’amministrazione comunale milanese, che è proprietaria della rete idrica, di intervenire presso i vertici di MM affinché possa esserci una vera trattativa sul contratto in cui anche noi, come rappresentanze sindacali, possiamo avere voce in capitolo – dice Bello -. Credo sia un meritato riconoscimento, anche per tutto quello che abbiamo fatto nei sei mesi di Expo, quando ci siamo impegnati per soddisfare le richieste dell’azienda e garantire il miglior servizio possibile».

Lo sciopero di venerdì 29 gennaio ha avuto esito positivo. Non solo per l’alta adesione – circa 350 dipendenti (280 quelli presenti alla manifestazione) su un totale di 500, secondo quanto dichiarato dalle Rsu – ma anche e soprattutto in virtù del fatto che una delegazione di rappresentanti sindacali è stata ricevuta a Palazzo Marino dal presidente del Consiglio comunale Rizzo, dall’assessore Pierfrancesco Maran e dal city manager Confalonieri. L’incontro s’è concluso con l’impegno da parte dell’amministrazione comunale milanese a scrivere al direttivo di MM. per chiedere di accogliere la richiesta di lavoratori e sindacati ed aprire ufficialmente una trattativa. «Ci aspettiamo ora un’apertura nei nostri confronti da parte dell’azienda, in particolare dal direttore generale Cetti, che ha sempre dichiarato di avere a cuore le condizioni di lavoro e il benessere dei suoi dipendenti. È il momento di dimostrarlo – conclude il rappresentante della Rsu – non solo con le belle parole, ma attraverso i fatti».

Roberto Caravaggi

(Febbraio 2016)

 

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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