“Le periferie al centro”, per discutere le potenzialità di Gratosoglio con i ragazzi di Mi030

Nel tardo pomeriggio di lunedì 14 settembre, i ragazzi di Mi030 – l’iniziativa lanciata da Stefano Boeri e finalizzata alla promozione (e realizzazione, viene già da dire) di idee “giovani” per la Milano del 2030

Mi030_gratosoglioNel tardo pomeriggio di lunedì 14 settembre, i ragazzi di Mi030 – l’iniziativa lanciata da Stefano Boeri e finalizzata alla promozione (e realizzazione, viene già da dire) di idee “giovani” per la Milano del 2030 – hanno incontrato il Gratosoglio. Appuntamento alle 18.30 davanti al Laboratorio di Quartiere di via Baroni, per poi proseguire passeggiando e discutendo, alla scoperta di pregi e difetti della zona. Presente in prima linea l’associazione Gratosoul, organizzatrice dell’evento, e lo stesso architetto ex assessore alla Cultura del Comune di Milano. Non è stato il primo incontro di questo tipo: i futuri trentenni avevano già visitato, nel Sud Milano, Calvairate e, successivamente, la zona di via Gola. Dopo il primo grande evento alla Diamond Tower, in zona Porta Nuova, hanno ben pensato che, per arrivare a progettare la città che hanno immaginato quel 6 giugno, insieme in più di mille, fosse bene partire da qualcosa di più prossimo e realizzabile… «Concentriamoci sulle periferie!», e così nasce “Le periferie al centro”, una serie di camminate per conoscere da vicino quei quartieri ai margini di Milano.

Si parte. Una breve sosta lungo il passaggio tra l’Istituto Kandinsky e l’asilo comunale di via Baroni. Spesso discarica a cielo aperto, il sabato precedente, grazie all’impegno delle associazioni Lo Scrigno e Oklahoma, la strada è stata ripulita col contributo di tanti giovani volontari.

La prima vera tappa è lo Skatepark prossimo all’inaugurazione (vedi articolo a fianco). «In zona non esistevano punti di aggregazione per i giovani, finalmente c’è – esordisce Michele di Gratosoul – un esempio di un progetto, portato avanti in collaborazione col Comune, che ha funzionato». È un peccato che la struttura presenti già alcune complicazioni: la recinzione, per esempio, traballava appena dopo la sua costruzione, illuminazione e allacciamento idraulico mancano. Ma gli abitanti sono fiduciosi. Dopo la nota diatriba tra Aler e Amministrazione, iniziata nel 2008 e conclusasi quest’anno, il Comune ha preso possesso di gran parte delle aree, per le quali si occuperà del diserbo e dell’illuminazione, appunto, importanti per fare in modo che lo Skatepark diventi non solo ritrovo per gli appassionati della disciplina, ma luogo di aggregazione dove organizzare iniziative culturali, spettacoli teatrali, feste.

Si prosegue poi in via Saponaro, si arriva alle “torri bianche” e quasi si riconoscono a occhi chiusi i palazzi di Aler, abbandonati a se stessi, sporchi. Sotto le torri, tanti spazi che potrebbero essere negozi o posti dedicati alla socialità – un tempo lo erano – e invece sono vuoti.

C’è il Cam, ma gli abitanti del quartiere non si dicono soddisfatti: «Ci vorrebbe un wi-fi che permetta di connettersi, una biblioteca… una volta gli anziani si riunivano qui e ballavano, c’era una sala prove, si suonava. Leggenda vuole che anche Fedez sia passato di qua».

Il giro è proseguito per la casa di accoglienza, detta “casa gialla”, la scuola elementare, i condomini, mentre i ragazzi di Mi030 e i ragazzi di Gratosoglio chiacchieravano e si scambiavano i contatti.

Boeri, dal canto suo, ha detto: «Questi sono spazi potenzialmente bellissimi. E qui vicino avete anche lo spazio davanti al Teatro Ringhiera (la Piana, di cui parliamo qui), la cascina Chiesa Rossa. Si deve ripensare la vivibilità del quartiere. Perché non prendete esempio dal caso della biblioteca condominiale di via Rembrandt? La gente porta i libri già letti e, così facendo, si è creata una grande, bellissima biblioteca (vedi articolo su Milanosud di settembre). Magari estendere l’esperienza del bookcrossing di Gratosoul?».

Intanto, Mi030 continua su più fronti, i giovani si stanno preparando per l’iniziativa “ai piani alti”. Infatti, se la data è slittata a febbraio 2016, sembra invece confermata l’ipotesi della Torre di City Life come sede del prossimo evento ufficiale.

Sulla Pagina Facebook si legge che: «Nel cielo di Milano, proveremo a immaginare cosa faremo nel 2030 a Milano per alzarsi, connettersi, muoversi, studiare, lavorare, mangiare, incontrarsi, comprare, spostarsi, ascoltare, presentare, tornare, riuscire, ballare, correre, volare, pensare, fare all’amore, studiare, pregare, dormire, alzarsi… E raccoglieremo, da subito, girando per gli istituti, i licei, le università, immagini, suoni, racconti del futuro che vogliamo. Di una giornata tipo, ma fra 15 anni».

Federica De Melis

(Ottobre 2015)

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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