L’iniziativa promossa da Stefano Boeri. Mi30, la Milano del 2030 immaginata dai giovanissimi

Il 6 giugno, alla Diamond Tower in zona Porta Nuova, è stato un sabato particolare e innovativo. Più di mille ragazzi - c’è chi azzarda fossero 1.500 - la maggior parte dei quali di età

, L’iniziativa promossa da Stefano Boeri. Mi30, la Milano del 2030 immaginata dai giovanissimi

Mi030Il 6 giugno, alla Diamond Tower in zona Porta Nuova, è stato un sabato particolare e innovativo. Più di mille ragazzi – c’è chi azzarda fossero 1.500 – la maggior parte dei quali di età compresa tra i 15 e i 25 anni, si sono riuniti ai piani alti del grattacielo che celebra le forme della preziosa pietra, simbolo del nuovo e di una visione urbanistica contemporanea, per discutere della propria città, di come sarà nel 2030, di come la vorrebbe chi tra 15 anni sarà la classe dirigente e/o parte attiva della metropoli. Mi030 è il nome del progetto, un’iniziativa lanciata da Stefano Boeri. «In cima a Milano per parlare di Milano», dice sorridendo uno dei partecipanti.

Al 20esimo, 22esimo e 24esimo piano della torre si è discusso di Città, Amore, Salute e Corpo, Im- presa, Comunicazione, Educazione. Al piano terra, all’ingresso, un maxi schermo proiettava in streaming le discussioni che si svolgevano su, mentre il 27esimo piano è stato adibito a sala relax e spazio di ritrovo e sintesi conclusiva al termine della giornata.

L’evento ha visto una partecipazione molto ampia anche in rete: oltre 25.000 like e condivisioni su Facebook, più di 1500 tweet, l’hashtag #Mi030 top trend nazionale per l’intera giornata, 530.000 visualizzazioni su Youtube, grazie alla partecipazione di alcuni cosiddetti Vlogger (video-blogger) molto seguiti.

Nei giorni successivi le idee sono state raccolte e sintetizzate in un manifesto che ha delineato i tratti della futura Milano, in prospettiva sempre più verde, partecipata, connessa: 10 visioni di Milano (vedi sotto Il Manifesto: 10 visioni del futuro che vogliamo) e 30 progetti concreti che i ragazzi, ricevuti da Pisapia in sala giunta, hanno presentato a Palazzo Marino.

Mi030_palazzo_marino

Davvero un grande successo. «Non c’è mai stato nulla di simile. Mi030 è un progetto nuovo, innovativo. Per la prima volta la voce di noi ragazzi è stata portata letteralmente in alto. Erano presenti anche persone meno giovani, ma erano lì solo per ascoltare, non per guidarci. Mi030 è la nostra impresa: grazie a Stefano Boeri, che si è mostrato sin da subito molto disponibile, siamo riusciti ad occuparci di tutto autonomamente, una vera soddisfazione», ha raccontato Enis, maturando del gruppo Città. E adesso si andrà avanti, i ragazzi non si fermano. Sono ormai una sessantina i giovani, per lo più delle scuole superiori, che hanno continuato a incontrarsi e che lo faranno anche dopo la pausa estiva, pianificando ritrovi formali e informali: ci si vede al Teatro Parenti – la loro “fissa dimora” – ma ci si vede anche al bar e si organizzano pizzate per discutere.

Il prossimo evento ufficiale, aperto alla città, sarà probabilmente a novembre sulla torre di City Life. Tuttavia Paolo, amico di Enis e suo collega nel gruppo Città, ci svela che all’interno della discussione sui prossimi luoghi di ritrovo si sono già distinti due filoni di pensiero: «C’è chi apprezza una location in stile Diamond Tower perché simbolo di futuro e innovazione, ma eventuali prossime iniziative potrebbero prendere piede – perché no? – in strada, tra la gente, magari sotto un cavalcavia, a rappresentare il degrado delle metropoli che vogliamo combattere».

Federica De Melis

Il Manifesto: 10 visioni del futuro che vogliamo

1. Una città ricca. Perché fondata sulla più abbondante biodiversità: degli abitanti, delle culture, delle specie viventi.

2. Una città dove l’amore, i grandi sentimenti, sono al centro di tutto: non racchiusi nel privato ma considerati come unità di misura per l’intera esistenza.

3. Una città per le famiglie. Capace di proteggere e favorire i valori sentimentali e familiari a prescindere dal genere e dalla provenienza dei cittadini.

4. Una bio-città. Una città che cresce attraverso la fusione fra progetti umani e natura. Dove la natura urbana prolifera attraverso la moltiplicazione delle specie viventi e delle varietà di verde.

5. Una città che ricerca. Che ospita un polo universitario planetario, capace di essere epi- centro e regista per tutti gli atenei milanesi e lombardi.

6. Una città creativa. Che premia i talenti e sa aiutare a creare nuove professioni, a partire da una scuola che mette al centro l’individualità dello studente e il suo percorso di crescita.

7. Una città capitale della comunicazione e delle biotecnologie. Una città policentrica e internazionale, che sappia competere con le altre metropoli del mondo e trasformi il “Made in Mi”in un simbolo della creatività e della sostenibilità.

8. Una città intensa e aperta. Dove – attraverso una comunicazione web sempre più diffusa e semplice – l’informazione circola liberamente e diventa un bene pubblico come l’acqua.

9. Una città sicura. Non perché controllata in ogni punto, ma perché vissuta intensamente in ogni spazio.

10. Una città che protegge la calma. Che ospita un arcipelago di oasi di decompressione dalla frenesia e di temporanea disconnessione dai flussi della comunicazione.

Per interagire e conoscere appuntamenti e progetti: Facebook/Mi030

(luglio 2015)

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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