Lombardia in area rossa: cosa si può fare, i negozi aperti, misure restrittive Dpcm. Autodichiarazione editabile. I primi commenti

È stato come "il gioco del cerino in mano". Lo ha detto mercoledì  sera Carlo De Benedetti da Lilly Gruber, dopo la conferenza stampa di Giuseppe Conte sulle nuove misure per fronteggiare l'emergenza da Covid-19. In

È stato come “il gioco del cerino in mano”. Lo ha detto mercoledì  sera Carlo De Benedetti da Lilly Gruber, dopo la conferenza stampa di Giuseppe Conte sulle nuove misure per fronteggiare l’emergenza da Covid-19. In una giornata totalmente assorbita dalle votazioni negli Stati Uniti, Otto e mezzo è stato  forse l’unico talk show a parlare delle nuove fasce di rischio in Italia. L’epidemia in Italia, secondo l’ultimo monitoraggio settimanale Covid-19  del Ministero della Salute “è in rapido peggioramento e ancora complessivamente compatibile con uno scenario di tipo 3 ma in evoluzione verso uno scenario di tipo 4”.  Ciononostante la negoziazione è stata difficile,  ha commentato  il prof. Rainero Guerra, Direttore generale della prevenzione sanitaria, a causa di forti contrasti e resistenze portati avanti dalle regioni.

I medici ospedalieri avevano già lanciato numerosi  appelli drammatici affinchè si raggiungessero le misure adottate dal nuovo Pdcm. La velocità del virus, ha tenuto a ribadire il prof. Guerrasta galoppando, “ma da  piccoli indizi  si nota la possibilità di rallentamento della duplicazione”. Beppe Severgnini, intervenuto nella trasmissione, ha portato il caso Lombardia, dove ospedali come quello di Lodi e Crema hanno aperto reparti in aiuto degli ospedali di Milano, mentre il crematorio di Milano ha avvertito che potrà accettare solo salme dei residenti di Milano.

Meglio tardi che mai, si potrebbe dire. Ora “ci sono timide risposte di collaborazione” ha aggiunto il prof. Guerra. Le regioni devono accettare e gestire le soluzioni adottate attraverso quegli automatismi  da loro stessi richiesti all’inizio, i cui dati provengono principalmente da loro. L’alternativa sarebbe stata la chiusura dell’intera nazione poiché le proiezioni danno in costante crescita il trend dei contagi dall’inizio di ottobre, duplicando i casi di settimana in settimana.

Le tre aree di rischio in vigore da venerdì 6 novembre

Area gialla: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto.
Area arancione: Puglia, Sicilia.
Area rossa: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta.

Area rossa: cosa si può fare, chi rimane aperto

•  È vietato ogni spostamento, anche all’interno del proprio Comune, in qualsiasi orario,  salvo che per «comprovate esigenze di lavoro, studio, salute». Vietati gli spostamenti da una Regione all’altra e da un Comune all’altro. Sono «consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita».
•  Scuole e università: restano aperti i nidi, le scuole per l’infanzia, le elementari e le prime medie. Didattica a distanza per scuola secondaria secondo grado e classi seconda e terza media. Chiuse le università.
•  Negozi:  chiusi tutti,  ad eccezione di supermercati, beni alimentari, farmacie, parafarmacie, tabaccai, edicole, lavanderie e librerie.
• Parrucchiere e barbieri sono aperti. Centri estetici chiusi.
• Bar e ristoranti. Tutti chiusi, 7 giorni su 7: «sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo». Cibo a domicilio è sempre consentito. Cibo da asporto consentito fino alle 22 ,con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. «Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro».
• Mercati:  chiusi «salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari».
• Attività sportiva. È consentita «esclusivamente all’aperto e in forma individuale». Le palestre sono chiuseNei centri sportivi le attività sono sospese anche all’aperto.  È consentito svolgere «individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione e attività sportiva solo all’aperto purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie». Obbligo mascherina.  Sospese tutte le competizioni sportive salvo quelle nazionali riconosciute da Coni e Cip.
•Mezzi trasporto publico.  consentito il riempimento solo fino al 50%, fatta eccezione per i mezzi di trasporto pubblico.
• Chiusi museo e mostre, teatri, cinema.
• Chiusi sale gioco, sale scommesse, bingo anche nei bar e nelle tabaccherie

Tabella fasce Dpcm

• Autodichiarazione editabile ottobre 2020 

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• Qui puoi scaricare nostro articolo su il Nuovo Dpcm 

Dpcm 3 novembre 2020, conferenza stampa del Presidente Conte

Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

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