M5S entra nella coalizione che sostiene Majorino alle elezioni regionali, ma si sfila + Europa. Intanto la Lega perde i pezzi

L’alleanza elettorale tra Pd e M5S per le elezioni regionali del 12 e 13 febbraio alla fine è arrivata. Ieri, con un annuncio atteso da giorni, il candidato del Centrosinistra Pierfrancesco Majorino, lo ha reso

L’alleanza elettorale tra Pd e M5S per le elezioni regionali del 12 e 13 febbraio alla fine è arrivata. Ieri, con un annuncio atteso da giorni, il candidato del Centrosinistra Pierfrancesco Majorino, lo ha reso noto in un circolo Acli di Lambrate. «Sono pronto a lavorare ad un programma condiviso con il Movimento 5 Stelle – ha scritto poi su Facebook Majorino -. La sfida in Lombardia è assolutamente aperta e possiamo vincere. La coalizione che stiamo costruendo è forte e si sta arricchendo di numerose esperienze del mondo civico. Sono pronto a presentare presto un programma che accolga il contributo delle forze di centrosinistra elaborato nei mesi scorsi, il punto di vista dei sindaci lombardi con cui sto dialogando spesso in questi giorni e i punti condivisi al tavolo di confronto, assai proficuo, tenutosi tra le forze di centrosinistra e il Movimento 5 stelle».

Un accordo che ha avuto come primo contraccolpo quello di perdere l’appoggio di +Europa che ha annunciato di uscire dalla coalizione di Centrosinistra e che potrebbe andare a ingrossare le fila del Terzo Polo o presentare un proprio candidato. Scelte che, in ogni caso, spaccheranno il partito, a cui si è rivolto Majorino con un appello: «Spero che tutti, non solo +Europa, capiscano che la sfida è aperta e giochiamo per vincere, mandare a casa Fontana ed aprire una fase nuova in Lombardia. Sono molto fiducioso che questo prevarrà».

Prossimi passi

L’intesa sui 5 punti “irrinunciabili” del Movimento 5 Stelle, sottoscritti da Majorino e dal coordinatore lombardo dei M5S Dario Violi (dopo il placet di Conte), dovranno essere sottoposti oggi al voto degli iscritti del M5S lombardi. Il giorno dopo, sabato 16 dicembre, il Pd lombardo renderà note le proprie proposte, emerse dai tavoli programmatici svoltisi in queste settimane. Dopo questi passaggi toccherà a Majorino mettere insieme in un unico programma le sollecitazioni dei partiti della sua coalizione e presentarlo ai partiti e poi ai cittadini. Passaggi che a questo punto, non dovrebbero presentare problemi.

“Punti per la Lombardia 2023”

I cinque “Punti per la Lombardia 2023” su cui è stato trovato l’accordo sono in realtà cinque temi, piuttosto generici, fatti di parole d’ordine più “romane” che lombarde. I due più problematici erano quelli relativi ai termovalorizzatori ed alle infrastrutture. Sui primi viene auspicato una progressiva riconversione dei termovalorizzatori più obsoleti, in impianti meno inquinanti e coerenti con un’idea di economia circolare in grado di produrre “rifiuti zero”. Sul capitolo infrastrutture, nessun blocco dei progetti, ma la ricerca di soluzioni più sostenibili da un punto di vista “economico-finanziarie e ambientali”, uniti a un sostegno più forte alla mobilità pubblica.

Sul tema del lavoro viene richiesta l’introduzione di un reddito di cittadinanza regionale, se verrà tolto quello statale, e incentivi per le aziende alle imprese che investono su sicurezza e prevenzione. Il capitolo sanità con l’“Obiettivo 50”, che prevede la riduzione dei tempi di attesa per esami e visite del 50% e l’aumento dei finanziamenti per la sanità pubblica del 50% – è quello che definisce gli impegni più stringenti.

La Lega perde i pezzi

Cresce intanto l’insofferenza di una parte importante della Lega nei conifronti della linea politica di Salvini. Dopo l’uscita dei consiglieri regionali Antonello Formenti, Roberto Mura e Federico Lena dal gruppo della Lega per costituire il gruppo consiliare Comitato Nord, la corrente autonomista fondata da Umberto Bossi, Massimiliano Bastoni compie lo stesso percorso e come gli altri è stato espulso dal Carroccio.

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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