Mai dire mai

Che un pregiudicato come Silvio Berlusconi possa legittimamente candidarsi alla presidenza della Repubblica è un evidente "baco", come si direbbe in gergo informatico, della nostra Costituzione. È giusto che chi ha commesso un reato e

Che un pregiudicato come Silvio Berlusconi possa legittimamente candidarsi alla presidenza della Repubblica è un evidente “baco”, come si direbbe in gergo informatico, della nostra Costituzione. È giusto che chi ha commesso un reato e ne abbia scontato la pena abbia il diritto ad una piena reintegrazione sociale, ma da qui a diventare presidente della Repubblica il passo mi sembra un po’ troppo lungo.

In Italia se si è avuta una condanna penale non si può accedere all’Arma e si può diventare presidente della Repubblica e quindi capo supremo della medesima Arma? Mi sembra quanto meno bizzarro. Intendiamoci, in questa specifica situazione Berlusconi non ha alcuna “colpa”. Al di là della faccia di tolla che ha sempre avuto, ma che non è “reato” avere, lui, esperto di discese in campo, ha solo impeccabilmente sfruttato uno spazio incredibilmente lasciato aperto dalla difesa “avversaria” ed è partito in contropiede.

C’è da augurarsi che in questo deprimente Parlamento di cambiacasacche ci sia un manipolo sufficiente di “difensori” in grado di non fargli fare goal. Ma al di là di come andrà a finire questa imbarazzante vicenda (pensiamo solo all’irrisione a livello planetario), quello che ci si chiede è come sia possibile che i nostri padri costituenti, che hanno redatto una straordinaria Costituzione che giustamente celebriamo e difendiamo, abbiamo potuto commettere una “leggerezza” simile non scrivendo a chiare lettere che tra i requisiti per accedere alla presidenza della Repubblica ci debba essere la fedina penale pulita.

Una spiegazione può arrivare, forse. dalla considerazione che anche la nostra Costituzione, per quanto mantenga ancora una apprezzabile modernità di visione, è pur sempre figlia del suo tempo. E a quei tempi probabilmente si riteneva talmente ovvio che un pregiudicato non si sarebbe mai candidato a diventare presidente della Repubblica e, soprattutto, che un Parlamento potesse prendere seriamente in considerazione una eventualità del genere, che si è omesso di scriverlo esplicitamente.

Quale errore. I tempi cambiano e… mai dire mai.

Maurizio Tucci è nato a Potenza si è laureato in Ingegneria presso l’Università di Bologna e vive a Milano dal 1992. Lavora nel campo della comunicazione e della ricerca sociale. Ideatore e curatore dell'indagine "Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani" realizzata annualmente dalla Associazione no-profit “Laboratorio Adolescenza”, di cui è fondatore, e dall’Istituto di Ricerca IARD. È Presidente della Associazione “Laboratorio Adolescenza” e membro del Consiglio Direttivo della dalla Società Italiana di Medicina dell'Adolescenza. Giornalista e scrittore, collabora dal 1995 con il Corriere della Sera. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche e saggi e ha scritto tre romanzi.

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