Majorino, Bartolo ed Elly Schlein: «Sull’immigrazione, in Italia e in Europa, c’è bisogno di una svolta»

Alla vigilia del rinnovo memorandum con Libia (domenica 2 febbraio se il governo non interverrà sarà rinnovato automaticamente) che consente a dei tagliagola di imprigionare in lager dei disperati in cerca di una vita migliore

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Alla vigilia del rinnovo memorandum con Libia (domenica 2 febbraio se il governo non interverrà sarà rinnovato automaticamente) che consente a dei tagliagola di imprigionare in lager dei disperati in cerca di una vita migliore e all’indomani dello sbarco dei 403 migranti della Ocean Viking, tenuti in mare per “non disturbare” l’appuntamento elettorale di domenica, gli eurodeputati Pierfrancesco Majorino (foto in alto), Pietro Bartolo (il medico di Lampedusa che ha curato migliaia di migranti) e la neo consigliere regionale dell’Emilia Romagna Elly Schlein (la più votata in regione) chiedono più coraggio per cambiare radicalmente le politiche dell’immigrazione, in Italia e in Europa.

“Serve una nuova legge quadro su di una materia che fin qui è stata affrontata attraverso le lenti dell’insicurezza, della paura, della fragilità dei progetti di inclusione e integrazione“ scrivono i tre politici nel loro appello. “E serve una nuova legge sulla cittadinanza che cancelli l’odiosa differenza tra bambini che nascono e crescono in questo Paese e che devono essere sempre riconosciuti come italiani”. Chiedono inoltre al governo e al Pd in particolare di finirla con i tentennamenti e la tattica dilatoria, per agore con decisione, coraggio e umanità. E per far questo è prima indispensabile “La cancellazione dei decreti Salvini, il superamento della Bossi-Fini, il potenziamento dell’accoglienza diffusa, il rilancio di SPRAR, un grande piano nazionale per la piena integrazione, il sostegno al soccorso in mare, la nuova gestione dei flussi contro qualsiasi illegalità, l’annullamento del memorandum con la Libia in cui la situazione non garantisce il rispetto diritti fondamentali e la cancellazione di quella autentica vergogna costituita dai campi di detenzione: tutto ciò deve e può essere il cuore di una nuova pagina da scrivere immediatamente attraverso il nostro Paese. Un Paese che, ovviamente, non va lasciato solo.
Anche per questo è sempre più necessario – concludono l’appello i tre esponenti della “nuova” sinistra – che in sede europea si approvi davvero la riforma di “Dublino” e vinca la logica della comune responsabilità nella gestione dei processi di accoglienza e non quella della continua deresponsabilizzazione che aiuta i trafficanti e tratta i migranti come un nemico da respingere”.

La parola, ora, a Palazzo Chigi.

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Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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