Majorino dà il via la campagna elettorale del Centrosinistra in un Teatro Elfo stracolmo. Il discorso integrale

Pierfrancesco Majorino è il candidato ufficiale del Centrosinistra per le elezioni regionali della Lombardia che si terranno con ogni probabilità nel febbraio del 2023. Il deputato europeo, (49 anni), assessore ai servizi sociali delle giunte

Pierfrancesco Majorino è il candidato ufficiale del Centrosinistra per le elezioni regionali della Lombardia che si terranno con ogni probabilità nel febbraio del 2023. Il deputato europeo, (49 anni), assessore ai servizi sociali delle giunte Pisapia e Sala è stato incoronato ieri, sabato 3 dicembre, in un Teatro Elfo Puccini stracolmo del “popolo del Centrosinistra”.

Oltre due ore di incontro, in cui si sono susseguiti sul palco, introdotti dall’assessora Martina Riva in veste conduttrice, rappresentanti della società civile, delle istituzioni e sindaci di Lombardia, tra i quali anche i sindaci di Bergamo e Milano Beppe Sala e Giorgio Gori. Ultimo a salire sul palco, per un discorso di circa 40 minuti Pierfrancesco Majorino.

Il candidato del Centrosinistra nel suo discorso non ha mancato di sottolineare la «palese inadeguatezza» della Giunta Fontana dimostrata in questi anni e la “evidente” corresponsabilità politica di questa situazione di Letizia Moratti, candidata ora del Terzo polo, ma prima sindaca di Milano e poi vicepresidente di Regione Lombardia. Dall’altra parte ha invitato la platea a non credere al «tam tam dei sondaggi farlocchi» che gireranno nei prossimi mesi, nella convinzione che mai come in queste elezioni Palazzo Lombardia sia «contendibile» se «andiamo avanti a testa alta, per dire che vogliamo portare il cambiamento: c’è bisogno di una svolta politica che dia un governo regionale all’altezza». Nessun riferimento nel discorso a possibili coalizioni con M5s (un primo incontro dovrebbe svolgere via streaming in questi giorni), se non un elogio veloce al governo Conte 2 per avere ottenuto i fondi del Pnrr, in contrapposizione alla coppia Salvini/Savoini «che tentava di fare affari con Mosca».

La parte del discorso “programmatica” di un programma che, evidentemente, deve essere ancora scritto nei dettagli, è iniziata con una chiara definizione del perimetro valoriale della proposta politica, che porrà al centro «il benessere, l’inclusione sociale, la lotta alle diseguaglianze, a partire dalla prima, quella tra i generi, le politiche per lo sviluppo sostenibile, il valore della difesa dei beni comuni, a cominciare dall’ambiente della terra di Lombardia nella quale viviamo».

Sanità, serve «una poderosa riforma»

Primo fra tutti i temi trattati quello della Sanità, dove c’è bisogno, secondo Majorino, di  «una poderosa riforma fatta con la comunità scientifica, i medici, gli infermieri, le lavoratrici e i lavoratori del settore, gli enti locali, il mondo fondamentale del privato sociale», per sopperire alla mancanza di medici di medicina generale e di pediatri, ai pronto soccorso sempre pieni, alle liste di attesa infinite per esami e visite, a una drammatica mancanza di integrazione tra servizio sociali e sanità, che lascia interi ambiti di salute pubblica scoperti. Una politica sanitaria che metta al centro «merito, qualità, competenza e non logica spartitoria. E c’è bisogno di una svolta politica che dalla Lombardia faccia sentire molto di più la voce di chi ritiene che sulla sanità e sul welfare non si possa fare cassa».

Case, Aler «va rivoltata come un calzino»

La questione delle case popolari e della gestione del patrimonio pubblico è stato il secondo tema toccato. «Ovviamente anche qui il lavoro da fare è tantissimo, ne ho parlato mesi fa proprio con Maran nel suo ufficio: va rivoltato come un calzino il soggetto che gestisce per conto di Regione Lombardia l’edilizia residenziale pubblica. C’è da riprogettare un soggetto che metta le mani nel rilancio delle case popolari, promuovendo mix sociale, efficienza nella manutenzione, relazione con i cittadini, ricostruzione di presidi di legalità». Non si può lasciare un patrimonio pubblico importante come la casa nelle mani di chi «non sa nemmeno più quanti siano i migliaia di appartamenti sfitti e inutilizzati a fronte di migliaia di persone senza casa».

Trasporti pubblici,  valutare l’esempio di Berlino

Insufficienza del sistema aeroportuale, del sistema del trasporto ferroviario con tratte, mancanza di progettualità per intercettare i fondi del Pnrr «Il sistema regionale dei trasporti oggi appare come depauperato, perde punti rispetto a quello nazionale, e le condizioni in diverse tratte con cui devono fare i conti i pendolari sono sinceramente inaccettabili, con ritardi e disservizi non più tollerabili… Abbiamo bisogno di una Regione che si collochi a sostegno dello sviluppo del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile, promuovendo un fondo a sostegno degli enti locali, abbonamenti integrati, politiche tariffarie differenziate per studenti, lavoratori, disoccupati, anziani, famiglie numerose, devo dire che mi interessa molto l’esperimento di Berlino, ne parleremo. Investimenti poi a sostegno della multimodalità e politiche che non lascino soli i comuni, scaricando su di essi l’aumento del costo del biglietto, e poi dobbiamo investire sul rinnovamento del parco mezzi circolanti, ovviamente dando priorità all’elettrico, sulla ciclabilità, affiancando anche in questo caso i Comuni».

Ambiente e qualità dell’aria, Fontana “piccolo Bolsonaro”

Si deve prendere «di petto la questione della qualità dell’aria – nella regione più inquinata d’Europa- come quella ancora più ampia degli effetti della crisi climatica. Fontana è su queste questioni essenziali una sorta di piccolo Bolsonaro, un negazionista. E con noi invece si cambia». Insieme allo sviluppo della mobilità elettrica «promuoverò un piano emergenziale per la riqualificazione degli edifici pubblici a partire proprio dalle case popolari, una misura efficace per abbassare emissioni, creare nuovi posti di lavoro, abbassare i costi energetici. Attraverso scelte che appartengano alla rivoluzione ambientale che dobbiamo proporre e che tenga insieme giustizia sociale e giustizia climatica».

Un piano per il lavoro green e stop a «paghe da fame»

Majorino nel cuore della campagna elettorale proporrà, sul modello di quello cui lavoro Macron, in Francia, «Un grande piano per creare lavoro verde mai fatto in Lombardia, anche cogliendo le opportunità che arrivano dal green deal europeo. Lombardia, poi vuole dire, voglia di fare impresa». A questo piano si accompagneranno processi di semplificazione burocratica, di promozione dell’innovazione e dell’internazionalizzazione delle imprese, con una concertazione costante con il mondo del lavoro, delle imprese e delle università. «Io non ritengo accettabile che le istituzioni incoraggino il lavoro povero – ha concluso a questo proposito Majorino – e questo deve riguardare anche Regione Lombardia che non può determinare appalti con paghe da fame. E poi politiche del lavoro significa pure affrontare parità salariale tra donne e uomini, piani per il sostegno all’occupazione femminile, sostegno alle cooperative di tipo b, per l’inserimento dei fragili. E delle parole che non si possono pronunciare solo nei giorni dei morti: Sicurezza sul lavoro».

«Facciamo una campagna elettorale coraggiosa»

La mattinata si è conclusa con l’invito di Majorino ai presenti di fare una campagna elettorale coraggiosa, che incontri tutti i lombardi, anche e soprattutto coloro che sono diffidenti o distanti dal Centrosinistra «Perché voi non siete qui per applaudire. Voi siete qui per fare la campagna elettorale. Che vorrà dire tam tam sociale, mobilitazione nei territori soprattutto in quelli più lontani e ostili, dove andremo tantissimo, confronto sulle priorità. Aspettatevi tappe di lavoro e confronto comune per affinare programma, parole d’ordine, progetti… Non per inseguire il consenso, ma per crearlo…».

Sfida a Fontana

«E con questo atteggiamento fermo e rispettoso rinnovo al presidente uscente Fontana un invito: scelga il luogo che desidera o la tv che preferisce: lo sfido a un confronto pubblico sulle idee. Non abbia paura né si sottragga. Andiamo avanti allora a testa alta, noi siamo qui per dire che vogliamo portare il cambiamento. Moratti e Fontana e le loro liti sono il passato. Noi siamo qui con un’alleanza di forza politiche e movimenti civici, orgogliosa che può arricchirsi ancora di più per diventare ancora più determinata.
Dunque, lombarde e lombardi, mettiamoci in cammino».

Il discorso integrale di Pierfrancesco Majorino

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

Recensioni
1 COMMENTO
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    Valter Castiglione 5 Dicembre 2022

    È ora che ci sia una svolta radicale su ambiente, lavoro, trasporti, sanità, casa,welfare

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