Manifestazione di protesta con fiaccolata: giovedì 2 dicembre ore 17.30 davanti all’ospedale San Paolo

Un fallimento annunciato quello sulla riforma della sanità lombarda. Il consiglio regionale lombardo ha varato ieri 30 novembre con il centro destra unito - Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia -  la pseudo-riforma, firmata Moratti, della legge  23/2015  voluta

Un fallimento annunciato quello sulla riforma della sanità lombarda. Il consiglio regionale lombardo ha varato ieri 30 novembre con il centro destra unito – Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia –  la pseudo-riforma, firmata Moratti, della legge  23/2015  voluta sperimentalmente da Roberto Maroni, senza modificare quanto richiesto dal Governo a dicembre dello scorso anno: riorganizzare la medicina territoriale, sanare il disequilibrio  tra sanità pubblica e privata,  adeguare i servizi di prevenzione, ridurre le liste d’attesa. La riforma avrebbe dovuto porre rimedio ai disastri sociosanitari  dovuti a 20 anni di politiche basate su logiche di profitto/guadagno, resi ancora più evidenti dalla pandemia. Ieri il Consiglio regionale della Lombardia  ha votato invece per una “non riforma” del sistema sociosanitario lombardo, dopo 16 sedute e tre settimane  di interventi delle opposizioni, finiti nel nulla. Bocciati tutti gli emendamenti della minoranza,  inascoltati gli ordini del giorno. Non ascoltati i medici di medicina generale e il personale medico e paramedico degli ospedali, tantomeno le esigenze  dei cittadini.

In conclusione: appare come una smaccata operazione gattopardesca. I servizi sanitari territoriali continueranno a essere  insufficienti, poiché nulla è previsto per risolvere la gravissima carenza dei medici di base soprattutto nelle periferie  dove  si investirà poco e male sulla medicina territoriale, non essendoci margini economici. Grazie ai soldi europei previsti dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza),  sorgeranno  203 case della comunità (una ogni 50mila abitanti, ma ne servirebbe ogni 20-30mila abitanti), in pratica dei poliambulatori territoriali sempre aperti in cui operano medici di famiglia, pediatri e specialisti, infermieri di famiglia e assistenti sociali, e 60 ospedali di comunità per cure primarie, pazienti cronici, ambulatori specialistici e servizi sociali con 20-40 posti letto per degenze brevi.

Il futuro dell’Ospedale San Paolo

Secondo il Comitato Sud Ovest Milano – Cittadini a sostegno della Sanità Pubblica, organizzatore della manifestazione di protesta, la spinta accentratrice dei grandi hub ospedalieri andrà a scapito anche dell‘ospedale San Paolo per il suo possibile  ridimensionamento. Infatti la Giunta di centro-destra  non ha modificato la delibera del 6 settembre scorso che riguarda l’ASST Santi Paolo e Carlo, nella parte in cui propone  di “concentrare le alte specialità all’Ospedale San Carlo e di convertire il San Paolo in un polo di degenza a bassa intensità e cure intermedie“. Il San Paolo diventerebbe  così una Casa e un Ospedale di Comunità con soli 30/40 posti letto, a gestione prevalentemente infermieristica.
Nonostante la smentita della giunta, persiste il timore di un ridimensionamento drastico delle attività specialistiche dell’Ospedale San Paolo che costituisce un punto di riferimento importante per oltre 500.000 abitanti dei municipi 5 – 6 e dell’hinterland Sud-Ovest Milano. Anche il Pronto Soccorso, che nel 2020 ha gestito qualcosa come 100.000 accessi, verrebbe fortemente ridimensionato.

Obiettivo del Comitato è quello di bloccare sul nascere il progetto, procedendo invece velocemente alla messa in sicurezza, al potenziamento e al miglioramento dell’efficacia clinica dell’Ospedale San Paolo.

Da qui la manifestazione di protesta  con fiaccolata  davanti al San Paolo, domani 2 dicembre, alle ore 17.30. In diretta streaming su @comitatomilano.sanitàpubblica

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Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

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