Mia madre di Nanni Moretti

Il film è un viaggio introspettivo attraverso il quale Nanni Moretti vuole raccontarci un po’ di sé affrontando un tema universale: il dolore della perdita di una madre. La trama, evidentemente autobiografica, è tessuta con

, Mia madre di Nanni Moretti

mia_madre_nanni_morettiIl film è un viaggio introspettivo attraverso il quale Nanni Moretti vuole raccontarci un po’ di sé affrontando un tema universale: il dolore della perdita di una madre. La trama, evidentemente autobiografica, è tessuta con un’abilità registica volta alla semplicità, sincerità e all’emozione.

La parte della protagonista (alter ego di Moretti) è affidata alla splendida interpretazione di Margherita Buy. A sostenerla, oltre al regista stesso, che interpreta il ruolo del fratello Giovanni, si distingue la teatrale bravura e tenera recitazione di Giulia Lazzarini.

La pellicola si sviluppa su un piano narrativo duplice. La realtà che invade la nostra vita si alterna continuamente a momenti di visione e ricordo. Elemento che caratterizza tutto il tempo drammaturgico e che coincide perfettamente con quello che avviene in Margherita, la protagonista, regista nel pieno del vortice caotico della vita che si ritrova ad affrontare assieme al pacato e razionale fratello Giovanni le proprie preoccupazioni, stanchezze e il proprio dolore, come un solo personaggio che si sdoppia. Da una parte l’alter ego morettiano saggio e malinconico (Giovanni), dall’altra quello nevrotico, più istintivo (Margherita). Intervento questo del regista affine al concetto brechtiano di distanziazione a cui la protagonista più volte fa appello quando richiama gli attori durante i ciak.

Due fratelli uniti, che a loro modo affrontano il dolore. Molto forte l’alchimia tra i due, merito della sceneggiatura che vanta la collaborazione di Francesco Piccolo. Ecco che in questa tranche de vie, si inserisce presto l’indispensabile personaggio di John Turturro che con la sua eccezionale vitalità e comicità e il suo accento straniero, ci viene offerto quasi come contraltare emotivo, necessario per mettere in scena la vita, quella vera, fatta di momenti gioiosi e altri, meno felici, ma non certo come mezzo di elusione. Il regista infatti arriva ad affrontare direttamente la morte senza paura e senza omissioni e la fa elaborare e vivere pienamente ai suoi personaggi, a Margherita.

È un film sul dopo, sul “domani” su ciò che ci viene lasciato e che rimane delle persone care.

Un film in cui non mancano critiche sociali (come nella scena d’apertura) e riflessioni sulla funzione del cinema. Mia madre è il film che ha fatto ricredere Goffredo Fofi, scrittore, intellettuale e noto critico italiano, sulle capacità dell’autore, considerato un eterno narciso adolescente. Scrive Fofi di Nanni Moretti, sull’Internazionale: «Il suo ultimo film dimostra che è cresciuto[…] Mia madre ne rende onestamente e onorevolmente atto, è un film sincero e intelligente[…]».

E se lo dice Fofi.

Anita Rubagotti

Elisa Paci, 24 anni, laureata in Comunicazione e Società (Scienze Politiche), blogger e fotografa, ha uno spirito internazionalista, che la porta a viaggare a Milano e nel mondo, in aiuto di chi non ce la fa, siano persone, interi popoli o piccole redazioni digitali. Per lei il reaggae è il massimo.

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