Migranti, nuove vie per la solidarietà: tassiamo dello 0,05 le transazioni finanziarie

Lunedì 1° aprile, alla presenza dell’ex Ministro degli Interni Marco Minniti, nel Salone della Parrocchia Santa Maria di Caravaggio, in via Borromini 5, Aldo Ugliano, consigliere comunale di Milano, ha presentato in questa prima uscita

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Lunedì 1° aprile, alla presenza dell’ex Ministro degli Interni Marco Minniti, nel Salone della Parrocchia Santa Maria di Caravaggio, in via Borromini 5, Aldo Ugliano, consigliere comunale di Milano, ha presentato in questa prima uscita pubblica, il Gruppo di lavoro “Nuove Vie per la Solidarietà”, costituito alcuni mesi fa, al quale hanno già aderito 35 associazioni cittadine, di cui alcune della zona 5. Scopo del Gruppo di lavoro promuovere l’apposizione della Tassa sulle Transazioni Finanziarie (Ttf), cioè sulla compravendita di azioni e derivati (Bot, Cct e Btp esclusi).

I Consigli Comunali di Milano e di Roma hanno recentemente approvato la proposta. Tra i primi firmatari: per Milano Aldo Ugliano e, per Roma, il Consigliere Stefano Fassina.  L’intento è quello di dare un appoggio alla trattativa in sede europea, che vede già impegnato sulla Ttf un gruppo di 10 paesi europei, compresa l’Italia.

Nel nostro Paese la TTF è sostenuta dalla campagna di ZeroZeroCinque, una coalizione di 60 organizzazioni della società civile, tra cui le maggiori sigle sindacali, Ong, associazioni ambientaliste e dei consumatori. Scopo di questa iniziativa – ha detto Ugliano, durante l’incontro – contribuire alla costruzione di una proposta capace di andare oltre l’attuale contrapposizione sui migranti presente nel nostro paese, che comprenda, oltre l’introduzione della Ttf, il nuovo trattato di Dublino, approvato recentemente dal Parlamento Europeo, per la riforma del cosiddetto primo approdo e della presa in carico dei migranti da parte dei paesi europei. Ma anche spingere i governi ad approvare lo Jus soli e convincere i Paesi del G7 che avevano promesso di destinare lo 0,7% dei rispettivi Pil per gli aiuti ai paesi del sud del mondo e ancora non l’hanno fatto.

A seguire, l’intervento della vicesindaca della Città Metropolitana, Arianna Censi, che ha informato dell’odg presentato ai 134 sindaci “metropolitani”, e che riprende quanto già approvato dal Consiglio Comunale di Milano e Roma. Laura Vezzosi, della Comunità Papa Giovanni XXIII e membro del Coordinamento ZeroZeroCinque, ha illustrato, con tabelle e video, il meccanismo di tassazione proposto. Don Alberto Vitali, responsabile Pastorale Migranti della Diocesi di Milano, ha parlato delle cause delle migrazioni, dovute alla povertà, alla violenza e alle guerre. Dei mutamenti avvenuti nelle società occidentali, dove nascono sempre meno bambini e aumentano i vecchi, mentre nel sud del mondo è esattamente il contrario.

Infine, anche alla luce di questo progetto, l’ex ministro degli Interni Marco Minniti, ha confermato la necessità di saper governare i flussi migratori, costruendo nuovi corridoi umanitari assieme all’Europa, alle Ong e alla Conferenza Episcopale, ma anche canali legali e corridoi economici con le ambasciate dei paesi africani in Italia. Investire in Africa vuol dire investire sul futuro dell’Italia – ha detto Minniti – ma occorre un impegno comune, con risorse dal Bilancio europeo, anche con una Ttf europea. Nei mercati delle città africane le armi costano come patate e pomodori: vanno fermate le guerre, i trafficanti di esseri umani e la spoliazione delle materie prime. Bisogna ascoltare la gente che ha paura, le istituzioni devono sostenerla, non speculare a fini politici. L’Italia non è razzista. Bisogna garantire libertà e sicurezza nella democrazia senza ridurre i diritti dei cittadini.

Per info: nuoveviemigranti@gmail.com

Claudio Calerio

(aprile 2019)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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