“Milano com’era una volta”, le fotografie della città scomparsa

Passeggiando lungo l’Alzaia Naviglio Grande, al civico 4, si apre un bellissimo cortile sul quale si affacciano case di ringhiera ricoperte di rampicanti e vasi fioriti. Al piano terra si trovano diversi studi artistici, mostre,

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studiofotoPasseggiando lungo l’Alzaia Naviglio Grande, al civico 4, si apre un bellissimo cortile sul quale si affacciano case di ringhiera ricoperte di rampicanti e vasi fioriti. Al piano terra si trovano diversi studi artistici, mostre, botteghe artigiane, che proseguono nel cortile successivo. Tanti milanesi ci passano e ci ripassano perché ogni tanto c’è qualche novità. E, infatti, ecco un piccolo studio di fotografia dove sono in mostra e in vendita tante cartoline della Milano “sparita”. Abbiamo incontrato il signor Salvatore Mauriello che, assieme un gruppo di persone, ha deciso di impegnarsi in un’assidua ricerca, fatta di contatti a diversi livelli, per rinfrancare, almeno in parte, la memoria storica di questa città.

Come nasce la sua passione per la fotografia?
«Nasco come fotografo pubblicitario nella metà degli anni ‘80. Avevo uno studio a Napoli e, con riferimento al mio lavoro, ho sempre avuto rapporti professionali con la città di Milano. Dal 2008 vivo qui e dal 2012, anno in cui, quasi per caso, da un mio cliente, mi sono imbattuto in alcune foto della Milano di una volta, ho iniziato le mie ricerche sul campo per trovare il materiale che poteva essere di mio interesse».

Come ha costruito la raccolta e l’archivio che si trova sul sito?
«Le foto sono state recuperate, nel tempo, con un lavoro certosino fatto attraverso la frequentazione costante del Mercatone dell’antiquariato sui navigli, quello di Brera, la Fiera di Senigallia e altri eventi del genere. Non ho trascurato il passaparola con il quale ho avuto la possibilità di contattare persone con archivi di vecchie fotografie. Lo scopo era ed è quello di offrire ai milanesi, agli italiani e a tutti coloro che lo vogliono, la visione di un tempo passato che non può e non deve essere dimenticato».

arrotino

carro spazzatura

totò

Chi frequenta il suo studio?
«Una platea molto eterogenea, fatta anche di turisti stranieri. La cosa che più mi piace dei contatti che, sempre più numerosi stabilisco di giorno in giorno, è prendere atto che sono moltissimi i giovani, anche stranieri, letteralmente affascinati dalle foto esposte. La visione della città in un tempo oramai lontano, li stimola a pormi le domande più svariate ed io sono ben felice di dare loro tutte le indicazioni possibili anche quelle relative ai luoghi fotografati e le date di quegli scatti».

Le sue ricerche continuano?
«Sì. In questo spazio, in una zona come i navigli che, fino a poco tempo fa, era quasi nella totalità un ritrovo di artisti e operatori culturali, vorrei riuscire a creare un centro di aggregazione che possa, in qualche modo, contribuire a far sì che i giovani abbiano memoria storica di questa città e che prendano atto che il mondo virtuale in cui li stanno trascinando, è il nulla assoluto». Per vedere la raccolta di foto o contattare il signor Mauriello e aiutarlo nel recupero di foto dell’antica Milano, oltre che presso lo studio in Alzaia Naviglio Grande 4, lo si può “incontrare” su www.milanocomeraunavolta.it

Claudio Calerio
(Aprile 2018)

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

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