MM Casa, Benelli: «C’è ancora molto da fare, ma siamo soddisfatti di questi primi mesi di attività»

A 3 mesi dal passaggio di oltre 28mila alloggi da Aler a MM Casa , a poche settimane dalla pubblicazione dei dati sulla popolazione che vive nelle case del Comune e all’indomani del provvedimento del governo che per 4 mesi

benelliA 3 mesi dal passaggio di oltre 28mila alloggi da Aler a MM Casa , a poche settimane dalla pubblicazione dei dati sulla popolazione che vive nelle case del Comune e all’indomani del provvedimento del governo che per 4 mesi ha bloccato gli sfratti, abbiamo incontrato Daniela Benelli, assessore alla Casa e Demanio del Comune di Milano.
Con l’esponente della Giunta di Palazzo Marino abbiamo fatto il punto sulla situazione delle case popolari, sui lavori e sulla questione morosità, e sulle fortissime ricadute sulla qualità della vita in città e in particolare nelle periferie, che questa questioni ancora irrisolte rivestono.

Assessore, MM Casa ha recentemente compiuto indagine sui milanesi che vivono negli alloggi Erp, quali sono i dati più importanti emersi?

«La ricerca fatta da MM traccia un primo ‘spaccato’ dei nostri inquilini: dati che verranno completati nel corso dei prossimi mesi e che saranno molto utili a questa Amministrazione per rispondere meglio ai bisogni dei quartieri, anche in ragione della loro composizione demografica (sotto i principali dati della ricerca). L’ampia presenza di anziani, spesso soli, dimostra quanto sia importante attivare presidi territoriali e servizi di prossimità in grado di fornire sostegno e risposte ai problemi degli inquilini. In questo senso, il Comune di Milano ha promosso l’apertura di spazi dedicati all’ascolto e al confronto: si tratta degli Spazi Abitare e dei Laboratori di Quartiere (in Zona 5 a Gratosoglio in via Saponaro) che oggi sono presenti in 12 quartieri popolari e che svolgono un’azione preziosa. A questi ora si aggiungono anche le nuove sedi territoriali di MM (nella zona Sud della città in via Meda 44). Senza dimenticare l’importante lavoro già consolidato dei custodi sociali».

MM ha istituito un Numero verde per i rapporti con i cittadini, quante telefonate avete ricevuto in questi primi mesi?

«Nei primi due mesi di attività, il Contact center di MM Casa, attivo 24 ore su 24 (800.013.191 NdR.), ha ricevuto più di 30mila chiamate, quasi 6mila solo nei primi 3 giorni di dicembre.
Le richieste principali avanzate dai cittadini sono di interventi di manutenzione e di informazioni sulle pratiche amministrative. Abbiamo chiesto al nuovo gestore di prestare grande attenzione e cura nei rapporti con gli inquilini e così è stato, finora. Troppo spesso, negli anni scorsi, ci siamo sentiti ripetere dai cittadini che non riuscivano ad avere un contatto con Aler».

Come procede la verifica amministrativa delle posizioni degli inquilini?

«È stata completata l’apertura dei famigerati scatoloni che fanno riferimento alla gestione dei privati ante 2009. Erano conservati in un magazzino e Aler, durante la sua gestione, non ha mai provveduto al controllo di tutte quelle pratiche. MM in due mesi ha messo al lavoro una vera e propria squadra che, insieme ai tecnici del Comune, ha aperto i faldoni e li ha catalogati. Un passaggio importante e propedeutico alla verifiche delle singole posizioni amministrative. È questa la parte più lunga e complessa. E non mi riferisco solo alle eventuali morosità, ma anche alle pratiche relative alla posizione degli inquilini che in moltissimi casi, nel corso degli anni, sono cambiate e purtroppo non sono state aggiornate».

Cosa fare quando viene accertato un debito consistente?

«Come dicevo, la parte più complessa di questo lavoro è la ricostruzione di ogni singola posizione. E per farlo MM dovrà avere il tempo di incontrare le famiglie per fare ordine e chiarezza, a tutela degli inquilini stessi. E lo sta già facendo, dando appuntamento agli inquilini presso gli sportelli. Se ci saranno morosità, abbiamo previsto piani di rientro, che saranno concordati con le famiglie affinché siano sostenibili e compatibili con i loro redditi. Ripeto, non sarà facile. Soprattutto perché per anni il precedente gestore non ha voluto fare ordine e chiarezza e oggi ci troviamo a dover recuperare».

Passiamo ora alla delicata questione della gestione delle case, qual è la disponibilità economica in dotazione a MM per rimettere in sesto un patrimonio così ampio e complesso?

«Per ora, nell’affidamento provvisorio, abbiamo corrisposto a MM Spa lo stesso compenso che davamo ad Aler. Tradotto in cifre, si tratta di circa 1 milione di euro al mese per la sola gestione, cui si aggiungono i fondi per le manutenzioni degli stabili, le pulizie e la cura del verde. La cifra dovrà essere aggiornata, perché la convenzione con Aler era del 2009. Gli importi
effettivi saranno definiti a breve poiché stiamo preparando la delibera per il passaggio alla gestione definitiva; delibera che dovrà essere approvata dal Consiglio comunale nelle prossime settimane. Ricordo poi che il Comune di Milano si è impegnato ad investire almeno 20 milioni di euro ogni anno per il proprio patrimonio Erp; investimenti che consentiranno al gestore, insieme alla Direzione Lavori pubblici, di intervenire per la manutenzione ordinaria, la riqualificazione degli alloggi sfitti e la manutenzione straordinaria di interi stabili».

Quanti appartamenti contate di sistemare e rimettere a disposizione della città?

«La ristrutturazione degli alloggi sfitti è una priorità per questa Amministrazione, non solo perché ci consente di dare risposte a chi è da tempo in lista d’attesa, ma anche perché sottrae spazi alle occupazioni abusive. Dobbiamo tenere presente che, oltre alla sistemazione degli alloggi che ogni anno si liberano e devono essere assegnati ad un’altra famiglia, abbiamo ereditato un patrimonio di sfitti ingente, su cui non si è mai intervenuto.
Questo ha causato un degrado progressivo che oggi richiede risorse importanti. Le stiamo investendo e continueremo a farlo. Lo dimostra il fatto che tra il 2013 e il 2014, il Comune di Milano ha ristrutturato più alloggi di Aler, che ha il doppio del nostro patrimonio. È soprattutto grazie a questa Amministrazione che è stato possibile continuare ad assegnare case popolari alle graduatorie e agli sfrattati».

Visto il grande numero di appartamenti da sistemare, state pensando a soluzioni particolari per favorire e velocizzare il processo di ristrutturazione e assegnazione?

«Il Comune di Milano è stato il primo a sperimentare l’assegnazione degli alloggi nello stato di fatto, consentendo alle famiglie di anticipare i fondi delle ristrutturazioni e scalando poi gli importi dal canone d’affitto. Abbiamo applicato questa procedura a 50 alloggi e li abbiamo già tutti assegnati. Andremo avanti, man mano che troveremo alloggi idonei a questa soluzione.
Stiamo poi studiando altre possibili soluzioni, sempre nell’ottica di consegnare alloggi alle famiglie che ne hanno bisogno, coinvolgendo il privato sociale e le cooperative. Ma non è semplice, si tratta di progetti del tutto nuovi e sperimentali e le procedure ad oggi non ci aiutano. Speriamo che la Regione trovi il modo per consentire al Comune di Milano di attivarsi in modo più rapido e autonomo».

Giovanni Fontana

Cosa chiedono e chi sono gli inquilini delle case popolari

In base ha uno studio commissionato da MM Casa su un campione di 500 abitanti (su 50mila abitanti effettivi) è emerso che le priorità degli inquilini delle case del Comune sono le manutenzioni, seguite≠ dalla videosorveglianza e dai controlli amministrativi. Solo quarto il tema dell’allontanamento degli abusivi. L’identikit degli abitanti ha rivelato che i nuclei familiari sono composti in media di due persone (anche se c’è un 37,7% che vive solo), con un capofamiglia over 65 nel 67,5% dei casi (il doppio rispetto alla media cittadina), pensionato e con un’anzianità abitativa molto elevata (34,1 anni). Questa popolazione anziana vive spesso sola: delle 9.400 ‘famiglie mononucleari’, infatti, 2.300 sono formate da un anziano tra i 64 e i 74 anni e 5 mila da ultra 75enni. Altri elementi che emergono dalla ricerca sono che solo uno ogni cinque capifamiglia lavora (il 18,7%), contro un 66,3% di pensionati, un 9,6% di casalinghe e un 5,4% di disoccupati o studenti.

Elisa Paci, 24 anni, laureata in Comunicazione e Società (Scienze Politiche), blogger e fotografa, ha uno spirito internazionalista, che la porta a viaggare a Milano e nel mondo, in aiuto di chi non ce la fa, siano persone, interi popoli o piccole redazioni digitali. Per lei il reaggae è il massimo.

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