Moscon rinuncia al ricorso al Tar e si dimette da consigliere di Municipio. Al suo posto subentra Valtorta

A quasi 8 mesi dalla presentazione del ricorso che chiedeva al Tar di verificare l’esito del voto del giugno scorso, che aveva portato all’elezione di Alessandro Bramati alla presidenza del Municipio 5, il candidato alla

Tar, Moscon rinuncia al ricorso al Tar e si dimette da consigliere di Municipio. Al suo posto subentra Valtorta

mosconA quasi 8 mesi dalla presentazione del ricorso che chiedeva al Tar di verificare l’esito del voto del giugno scorso, che aveva portato all’elezione di Alessandro Bramati alla presidenza del Municipio 5, il candidato alla presidenza del Centrosinistra, Enea Moscon, rinuncia e si dimette da consigliere.

Sono queste le voci sempre più insistenti che girano negli ambienti del Partito democratico cittadino. Il motivo della rinuncia al ricorso è da cercare nell’ordinanza emessa dai giudici amministrativi otto giorni fa, in cui, rimandando l’udienza al prossimo 20 giugno, si dispone il riconteggio del voto della sola sezione 1517 di via Pescarenico, contro le oltre 40 contestate dal ricorso. Un esito che di fatto lascia poco spazio a un ribaltamento del voto, visto che, a fronte dei 121 voti di differenza da Bramati, nella sezione incriminata i votanti furono solo 577, e che il presidente eletto prese 235 voti e Moscon 215, tanti quanti Beppe Sala.

La rinuncia al ricorso porterà con sé anche le dimissioni di Enea Moscon da consigliere. Il candidato del Centrosinistra, che subito dopo le elezioni ha iniziato a lavorare a Roma, aveva legato la sua permanenza in Consiglio solo all’eventualità che il ricorso lo avesse portato alla presidenza del Municipio 5.

Appena Moscon formalizzerà le dimissioni, Michele Valtorta, con 252 preferenze primo dei non eletti nelle liste del Pd, diverrà consigliere di Municipio 5.

Stefano Ferri
(24 febbraio 2017)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di dargli un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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