Municipio 5, più risorse ma i finanziamenti vanno fuori zona e i bandi sono in ritardo

Tempo di bilanci e pagelle anche per il Municipio 5. A un anno dal suo insediamento, nelle settimane scorse la giunta ha presentato nel consiglio e nelle commissioni il lavoro svolto dal giugno 2016 a fine

municipio, Municipio 5, più risorse ma i finanziamenti vanno fuori zona e i bandi sono in ritardo

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Tempo di bilanci e pagelle anche per il Municipio 5. A un anno dal suo insediamento, nelle settimane scorse la giunta ha presentato nel consiglio e nelle commissioni il lavoro svolto dal giugno 2016 a fine anno. E la sufficienza appare lontana. Certo, la nascita dei municipi con i nuovi regolamenti e un periodo di naturale rodaggio sono un motivo valido per giustificare ritardi, ma, allo stesso tempo, la novità dell’istituzione di una giunta di municipio nei pieni poteri e risorse significativamente superiori, avrebbero dovuto produrre un’accelerazione dell’attività amministrativa e, soprattutto, un’azione più incisiva sul territorio. Ma così non è stato, anzi. L’“andamento lento” della giunta è stato anche la cifra dei primi mesi del 2017.

Ma procediamo con ordine, dati di bilancio alla mano, vediamo il secondo semestre del 2016 e i primi sei mesi del 2017, insieme alla presidente della Commissione Bilancio Michela Fiore (SinistraXMilano) e alla vicepresidente Flavia Ferri (Pd). Partiamo dai due dati, forse i più eclatanti. Nelle linee di mandato con le quali la coalizione di Centrodestra si era presentata ai cittadini e al Consiglio di Municipio, i cavalli di battaglia furono la valorizzazione del territorio, delle realtà e delle eccellenze, al fine di promuovere la libera espressione culturale, oltre che l’ambizione di favorire una discontinuità rispetto al Consiglio di zona precedente. Obiettivi che i numeri indicano come non raggiunti.

2016, il 70% delle delibere approvate sono quelle della passata amministrazione

Come detto, la discontinuità tra la passata e la presente consiliatura, nonostante i proclami, non c’è stata. Come ha infatti sottolineato il 29 giugno scorso la ex capogruppo del Pd Angela Lanzi nelle osservazioni alla relazione sulle attività del 2016 fatta dal presidente Bramati in consiglio di Municipio 5: «Nel complesso sulle 79 delibere con relative attività, ben 55 sono in continuità con i lavori della passata gestione: ci riferiamo in particolare ai progetti come Bella estate, estate anziani, Università terza età, sostegno ai lavori socialmente utili, incentivi scuole oltre il diritto allo studio, tutela e impulso del verde, sicurezza degli anziani, contrasto alle dipendenze, promozione della legalità. Una continuità positiva – ha concluso la Lanzi – che è un vantaggio per i cittadini, e fa solo bene ai bisogni del territorio che certamente non scadono nel passaggio da una maggioranza all’altra». Una continuità tale che, vista una coincidenza dei provvedimenti che si attesta sul 70%, la relazione di Bramati è stata votata all’unanimità da tutto il consiglio, compresi il M5S. Tutto bene? Forse, ma la discontinuità dov’è?

2017, il 44% dei finanziamenti va fuori zona

«Nel secondo semestre del 2017 la giunta del Municipio 5 ha concesso numerosi patrocini e contributi– ci spiega Michela Fiore, presidente della Commissione Bilancio – i beneficiari sono stati però per il 45% soggetti non residenti nel Municipio 5,  alcuni provenienti anche da fuori Milano, e questo è successo soprattutto per i settori dello Sport e della Cultura. Dove sta quindi la promozione del territorio?». La giustificazione addotta della giunta in Commissione Bilancio è stata: “Abbiamo finanziato quelli che si sono fatti avanti”. Affermazione a dir poco sconcertante, poiché denota una sostanziale mancanza di progetto e un’idea del governo del territorio come erogazione liberale di “mance”. In campagna elettorale il presidente Bramati e la Lista Parisi di cui fa parte hanno sostenuto più volte il concetto di “sussidiarietà”, inteso come modello che delega al terzo settore e alle associazioni lo svolgimento di servizi e attività, ma se questo è il risultato, a noi sembra più un’abdicazione del ruolo per il quale si è stati eletti dai cittadini. Anche perché, in questo modo, interi settori rimangono esclusi. Scorrendo le delibere del 2017, per esempio, manca completamente il coinvolgimento dei teatri del nostro territorio, eccellenze riconosciute da tutta la città, così come sono praticamente nulle le iniziative rivolte agli adolescenti o alle donne. «E nel nostro territorio non si può certo dire che non esistano soggetti culturali e sportivi di grande interesse, in grado di organizzare attività ed eventi per queste fette di popolazione – continua Fiore – il problema è che questa giunta non li conosce e non sa relazionarsi con loro». Se a questo si aggiunge che diversi soggetti del terzo settore hanno evidenziato che i finanziamenti vengono spesso erogati senza entrare nel merito delle attività svolte, il bilancio non può che essere negativo.

Per il 2017 ci sono 170mila euro, ma la progettazione latita

Il Municipio 5 ha avuto dal Comune un budget di 170mila euro per il 2017. Tanti, pochi? Difficile dirlo, di certo si tratta di una cifra, soprattutto per la cultura, significativamente superiore rispetto alle minori risorse destinate al vecchio CdZ5, che, inoltre, aveva una capacità di intervento praticamente nulla. Le cose sono cambiate, ma se le risorse verranno utilizzate fuori zona o addirittura rimarranno in cassa, a fine anno torneranno nelle casse di Palazzo Marino, a questo punto quel poco di decentrameno concesso sarà sprecato. «Sappiamo poco di come la giunta sta utilizzando queste risorse, in Consiglio e nelle Commissioni prendiamo sostanzialmente visione delle delibere approvate, molte settimane dopo. Spesso, e questa è una critica che abbiamo rivolto più volte alla maggioranza, ci arrivano documenti poco dettagliati – spiega Flavia Ferri, vicepresidente della Commissione Bilancio -. Altrettanto spesso veniamo a conoscenza delle iniziative via mail, quasi fosse una concessione e in ritardo anche per promuoverle attraverso i nostri canali».

30mila euro di bandi ancora da fare

I 170mila euro a disposizione del Municipio 5 per il 2017 sono divisi a loro volta nei seguenti “capitoli”: 112 mila euro di fondi per gli ambiti di intervento del Municipio (con una delibera di Municipio queste sono state assegnate il 20% allo Sport, il 20% alla Cultura; il 50% alle Politiche sociali, il 6% all’Educazione, il 6% a Verde e mobilità e il 4% alla Comunicazione); 35mila euro di ex Maap, ovvero le risorse per la promozione di attività del territorio; mille euro per le imprese; 11mila euro specificatamente per la Cultura. Quest’ultime risorse ancora non utilizzate. E poi ci sono i bandi. «In Consiglio di Municipio c’è preoccupazione per quanto riguarda i bandi – commenta Flavia Ferri – si tratta di risorse per 30mila euro suddivisi in 8mila euro per Sport e Salute, 4mila euro per la Cultura, 13mila per l’Educazione, 1.500 euro per il Verde, 3.500 euro per comunicazione. Abbiamo ricevuto il 5 luglio le delibere di indirizzo, datate 12 e 19 giugno. Solo oggi (7 luglio 2017 NdR) sono state pubblicate sul sito, ma i bandi non sono ancora online. Quindi, al momento, non ne sanno nulla né le associazioni né le scuole che si dovrebbero proporre. Va ricordato che anche questi soldi, se non saranno attribuiti e spesi entro il 2017, non potranno più essere utilizzati». Insomma il tempo è poco, vista anche la pausa estiva. Gli avvisi devono essere pubblicati prima possibile e non solo su internet. Il rischio è che i vincitori, tra bando, valutazione e assegnazione abbiano poco tempo per organizzare e realizzare le attività».

Comunicazione e informazione: non pervenute

Tra i problemi dei Municipi vi sono indubbiamente la comunicazione e l’informazione ai cittadini. Con le nuove funzioni e il progressivo auspicabile decentramento, informare i cittadini sulle proprie attività e su come si spendono i soldi pubblici diventa un obbligo. A maggior ragione ora che le principali decisioni vengono prese in giunta e non in sedute pubbliche. Ne va della trasparenza e quindi, in ultima istanza, della democrazia.
L’attuale sezione del sito del Comune dedicata ai municipi è chiaramente insufficiente. Da Palazzo Marino fanno sapere che stanno studiando nuove forme di comunicazione, anche social, che coinvolgeranno i Municipi, ma per adesso non c’è niente. La quota di 3.500 euro all’anno stanziata dal Municipio 5 per il 2017 servirà al massimo per fare un opuscolo. Al momento l’unico atto compiuto per la comunicazione risale a fine maggio, quando la Giunta ha deliberato l’apertura di una pagina Facebook istituzionale, di cui dovrebbero occuparsi in qualche misura i consiglieri della maggioranza Chiara Perazzi ed Erminio Galluzzi, insieme agli uffici. È una buona idea, ma non può essere certo l’unica, soprattutto se, come è scritto in delibera “non è prevista la possibilità di attivare la funzione commenti ai post pubblicati”. Ammesso che sia tecnicamente possibile impedire i commenti, navigando in rete non abbiamo trovato nessuna pagina di enti pubblici con impedita questa funzione. Sarà un caso?

Stefano Ferri

(Luglio 2017)

 

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di dargli un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

Recensioni
1 COMMENTO
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    Massimiliano Toscano 12 Luglio 2017

    Ciao ,

    non c’è ancora la volontà politica per creare un piccolo comune indipendente, come dovrebbero diventare i Municipi, come lo erano un tempo le belle periferie della vecchia Milano che avevano la loro dignità ed economia- non si fa con 100mila euro o 170mila euro, ma assai di più, e si fanno con strutture, più personale, più uffici, organizzazione, valori culturali, e di fatto un aumento della Sovranità politica e amministrativa per altro prevista dallo Statuto comunale-
    Sovranità di cui è carente sui grandi temi anche il Comune e lo stesso Stato, non abbiamo neanche una moneta complementare locale, ma solo una moneta privata schiavista,come l’euro, che appartiene a banche private, non abbiamo una valorizzazione dell’economica locale e dell’artigianato che era il primo elemento che caratterizzava le nostre realtà locali a Milano e dappertutto .. figuriamoci ….. Ciao Massimiliano Toscano

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