Municipio 5: il presidente Alessandro Bramati ritira la delega alla Cultura all’assessora Rosa Di Vaia, che rimane però al suo posto

Con decreto del 4 dicembre scorso, il presidente del Municipio 5 Alessandro Bramati ha ritirato la delega alla Cultura all’assessora Rosa Di Vaia, che rimane in giunta con le sole deleghe ai Cag (Centri di aggregazione giovanile) e ia

di vaia, Municipio 5: il presidente Alessandro Bramati ritira la delega alla Cultura all’assessora Rosa Di Vaia, che rimane però al suo posto

Bramati

Con decreto del 4 dicembre scorso, il presidente del Municipio 5 Alessandro Bramati ha ritirato la delega alla Cultura all’assessora Rosa Di Vaia, che rimane in giunta con le sole deleghe ai Cag (Centri di aggregazione giovanile) e ia Cam (centri di aggregazione multifunzionale).

Al momento non sono noti i motivi ufficiali del ritiro della delega alla Di Vaia, né il decreto ne spiega le ragioni. Una situazione di poca trasparenza che ha dell’incredibile e che denota scarso rispetto per i cittadini e per il Consiglio, tenuto all’oscuro di quanto accaduto per oltre due settimane.

Nel merito del decreto, la revoca della delega all’assessora arriva comunque in grande ritardo, dopo mesi di polemiche e sostanziale assenza. L’assessora non è mai parsa integrata con il resto della maggioranza, che d’altronde non ha fatto mancare – sia pure sottovoce e non ufficialmente – critiche, sin dalla sua nomina. Mugugni finora sedati da Bramati, che evidentemente non potevano più essere inascoltati.

A proposito del lavoro di raccordo e promozione culturale tipica del ruolo di assessora alla Cultura, la profonda inadeguatezza della Di Vaia si è palesata sin dalle prima uscite, rivelandosi in questo anno e mezzo, evento dopo evento, sempre più marcata. L’assessora è rimasta sostanzialmente estranea al variegato e difficile mondo dell’associazionismo culturale e, nonostante la Cultura sia uno degli ambiti in cui il decentramento comunale è più generoso, non è riuscita a incidere né a creare un sistema di relazione e coordinamento delle attività. Fatta salvo, forse, il mondo delle parrocchie e degli oratori, ambito in cui, a leggere i suoi post su Facebook, è parsa muoversi a suo agio. Una sorta di principio ad excludendum rispetto tutto il resto del mondo culturale, che è a dire il vero è di tutta la maggioranza, che nella Di Vaia rasentava il parossismo e con il tempo è divenuto un grosso problema.

di-vaiaA questa inadeguatezza di ruolo si sono aggiunti i numerosi scivoloni compiuti in questi mesi. Per citare solo i principali, vengono in mente le lodi al Duce del settembre del 2016 che ebbero un’eco in tutta Italia (leggi qui), il bando per le associazioni pasticciato e uscito in grande ritardo (leggi qui) e infine, il più recente, la grigliata svoltasi al Parco Sud e poi negata (leggi qui).

La delega alla Cultura passa ora al presidente Bramati, che le aggiunge a quelle delle Politiche Sociali, Famiglia, Educazione ed Istruzione, Sicurezza, Urbanistica e Lavori Pubblici. E alla Comunicazione, di fatto mai svolta (vedi principio ad excludendum di cui sopra). A logica la Di Vaia dovrebbe dimettersi o venir dimessa, per lasciare il posto a un altro assessore. Vedremo se Bramati avrà il coraggio di sceglierne uno nuovo tra i pretendenti all’interno del Consiglio.

Se compirà questo passo, dovrà decidere se mantenere il criterio di genere e la divisione tra i partiti di maggioranza. In questo caso, la candidata numero uno alla poltrona di assessore è la vice presidente delle Commissioni Casa e Politiche sociali, Famiglia, Educazione e Istruzione Silvia Soresina, di Forza Italia, come la Di Vaia. Altrimenti il presidente dovrà pescare tra le donne della Lega, Chiara Perazzi e Roberta Perrone, anch’esse con ruoli nelle Commissioni consiliari. Altrimenti dovrà rinunciare alla scelta sulla base del genere e pescare tra i numerosi consiglieri maschi di Forza Italia. In ogni caso si troverà di fronte a un rimpasto, e la difficoltà politiche che questo implica, probabilmente spiega la permanenza della Di Vaia in giunta.

A seguito di questi ultimi avvenimenti, il Municipio 5 si mostra sempre più regno di Bramati, ora più di mai one man show. Ma che dirà il resto della maggioranza di questo accentramento di funzioni e della permanenza in Giunta di un assessorato di fatto ormai svuotato? Ma soprattutto, quali effetti avrà sul governo del Municipio?

Il nostro consiglio è di trovarsi al più presto un bravo assessore alla Cultura a cui cedere anche la delega alla Comunicazione. Ci sono diverse persone in gamba nella sua maggioranza che potrebbero coprire questo ruolo.

 

Stefano Ferri
(21 dicembre 2017)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

Recensioni
1 COMMENTO
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    angelo 21 Dicembre 2017

    la politica locale come espressione di un lavoro di squadra o come manifestazione di capacità dell’unico singolo con un pò di materia grigia ? E’ cosa seria che il presidente abbia tutte quelle deleghe o è una necessità ? In municipio 5 abbiamo superman e non ce ne siamo accorti ? Auguri

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