Nasce l’Ecomuseo del Naviglio Pavese

I Navigli sono uno dei luoghi più importanti di Milano, ne rappresentano le molte sfaccettature e spesso sono stati fonte di accesi dibattiti; potremmo dire infatti che sono uno dei luoghi dell’anima per ogni milanese

naviglio_paveseI Navigli sono uno dei luoghi più importanti di Milano, ne rappresentano le molte sfaccettature e spesso sono stati fonte di accesi dibattiti; potremmo dire infatti che sono uno dei luoghi dell’anima per ogni milanese e non solo.

Per valorizzare e tutelare quel patrimonio architettonico, ambientale e culturale che i Navigli rappresentano è nata l’idea dell’Ecomuseo Milano Sud. A fare da volàno a questo progetto è stata la vittoria del bando della Fondazione Cariplo “Protagonismo culturale dei cittadini” del 2014, che aveva come criteri fondamentali la partecipazione attiva dei cittadini in tutte le fasi del progetto, l’apertura alle diverse componenti artistico-culturali della società e infine favorire l’incremento del pubblico fruitore delle iniziative. Capofila del progetto è la Fondazione Rete Civica di Milano con l’apporto di due associazioni fortemente radicate e attive nel territorio come Museolab6 Milano Sud Ovest e l’associazione Bei Navigli.

Ma cos’è un ecomuseo? Al contrario di quello che la parola può far supporre, l’ecomuseo non è un contenitore di oggetti, ma è piuttosto «Un patto di una comunità che si prende cura di un territorio» sia nei suoi aspetti materiali che in quelli immateriali come il saper fare, le testimonianze e le tradizioni orali, i mestieri di un tempo ecc.; è un museo diffuso che non si isola dal territorio che lo circonda, bensì cerca una continua integrazione con esso. Nello specifico il progetto dell’Ecomuseo Milano Sud si propone di ricucire il rapporto tra le strade Il Naviglio Pavese e il resto della città. Obiettivo di base è quello di creare una consapevolezza maggiore e diffusa tra i cittadini e lo sviluppo del senso di appartenenza, pietra angolare di ogni progetto culturale legato a un territorio. Quindi stimolare la cittadinanza sulle tematiche che sono di primaria importanza per i Navigli e tutta la zona sud di Milano come l’acqua, l’agricoltura e il paesaggio agricolo, in modo da far rientrare il binomio campagna/agricoltura in un immaginario collettivo condiviso. Fondamentale è la partecipazione dei cittadini e delle associazioni del territorio – Milanosud ha già aderito al progetto – non solo nella definizione degli aspetti formali dell’organismo ecomuseo, ma anche nei momenti decisionali su questioni che riguardano il territorio, tramite incontri pubblici e focus group. Accanto a questa prospettiva di co-partecipazione si inserisce la creazione di una piattaforma digitale, che sin dalla sua fase di progettazione renderà l’ecomuseo anche uno spazio digitale di condivisione delle risorse sociali e culturali. La piattaforma garantirà pertanto l’accesso al patrimonio digitale dell’ecomuseo, la condivisione dei contenuti culturali in possesso dei cittadini diventando inoltre il punto focale nell’ambito della gestione delle attività. È prevista anche la creazione di app e installazioni interattive all’interno dell’Ex-Fornace del Naviglio Pavese e ad ottobre l’organizzazione di un evento pubblico. L’Ecomuseo Milano Sud si configura dunque come un’occasione importante per tenere insieme le fila di un passato talvolta facile preda delle amnesie della società contemporanea, creando le premesse per un futuro in cui i cittadini per primi saranno costruttori e depositari di memorie e identità comuni e condivise.

Salvatore Costantino

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

Recensioni
3 COMMENTI
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    Edo Bricchetti 1 Maggio 2015

    Un’ottima iniziativa. Complimenti.
    A questo proposito perché non pensare a una rete ecomuseale dell’intera rete dei navigli? A Venezia (maggio 2015) parleremo di “Waterscapes” (water + landscape), quindi del paesaggio (e civiltà) dell’acqua con esponenti dell’Unesco. Da tempo si parla d’inserire il sistema-navigli nei beni dell’umanità. La base ecomuseale sarebbe un’ottima base di partenza. Suggerirei di scambiarci buone pratiche per allargare la base ecomuseale a tutta la rete dei navigli milanesi e perché no anche lombardi. Sul fronte nord est Milano stiamo cercando di costituire un Ecomuseo del Naviglio Martesana. Abbiamo già l’adesione della città metropolitana, del Consiglio di Zona 2, del Consorzio Villoresi Est Ticino.
    Sarebbe bello trovare punti di contatto e collaborazione in tal senso.
    Penso che la rete sia un ottimo strumento per far sentire la voce di tutti i navigli nel loro complesso che a Milano e Lombardia vantano, come ben sapete, una lunga tradizione di successi e un bagaglio di memorie formidabile, soprattutto forti potenzialità per la conservazione e la valorizzazione delle risorse territoriali di tutto il sistema.
    Prof. Edo Bricchetti (Inland Waterways International).

    • La redazione
      La redazione 4 Maggio 2015

      Buongiorno, questa la risposta del dottor Giorgio Franchina, che attraverso la redazione le farà avere la documentazione di cui parla:

      “MUMI nasce dalla volontà di raccontare e valorizzare un territorio vasto che abbraccia le zone sud di Milano (dal Giambellino alla zona Solari e Tortona, la Barona, il quartiere Ticinese, la zona di Chiesa Rossa, il Gratosoglio e il Vigentino): le sue storie, le sue testimonianze, il passato fatto di fabbriche e un futuro fatto di un terziario immateriale che le trasforma, la sua agricoltura e … le sue acque, che naturalmente sono sopratutto i Navigli, ma anche le risaie, i parchi e le marcite. E’ un contesto che molte associazioni e istituzioni culturali raccontano e che vorremmo raccogliere perché diventino un patrimonio diffuso.
      I progetti, che saranno promossi, prevedono itinerari alla riscoperta dei luoghi e delle storie uniti a laboratori per le scuole in modo da sviluppare una conoscenza più appropriata della zona in cui si abita, insieme a progetti che affrontano i temi urbani: tra questi la “Riscoperta del Naviglio Pavese” ci è sembrato uno dei più urgenti, visto anche il lavoro che il Politecnico di Milano sta portando avanti per la riapertura dei Navigli.

      Fatta questa premessa ci farebbe molto piacere incontrarla e trovare punti di contatto e collaborazione come da Lei suggerito. Via mail le farò avere i miei recapiti e la presentazione di MUMI

      Grazie ancora e a presto

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    Edo Bricchetti 17 Luglio 2015

    Grazie. Non avendo ricevuto un vostro contatto, rifaccio la mia richiesta per un incontro. Mi preme dirvi che sto curando con la Città Metropolitana di Milano un progetto INTERREG EUROPE 2020 proprio sulla valorizzazione delle vie d’acqua interne e creazione di “green jobs”.
    edo.bricchetti@tin.it
    Edo Bricchetti

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