Nell’indagine Cariplo-Istat, gli effetti della pandemia sul terzo settore. Fosti: «Accendere un faro per aiutare chi aiuta»

«Capire cosa serve e come andare avanti. Finanziare, in questo momento drammatico, gli enti anziché i progetti». Venerdì 29 gennaio Fondazione Cariplo ha presentato il risultato di un’indagine condotta assieme a Istat e sviluppata sui

«Capire cosa serve e come andare avanti. Finanziare, in questo momento drammatico, gli enti anziché i progetti». Venerdì 29 gennaio Fondazione Cariplo ha presentato il risultato di un’indagine condotta assieme a Istat e sviluppata sui mesi del primo lockdown, quando è stato lanciato il bando Let’s go (realizzato con Fondazione Vismara e con il sistema di fondazioni di comunità), che ha messo 15,5 milioni a disposizione di enti, associazioni e cooperative sociali. È l’esercito della buona volontà che in tempo di pandemia si è trovato alle prese da un lato con le pesantissime conseguenze economiche dello stop imposto dall’emergenza sanitaria e dall’altro con le accresciute esigenze di anziani, famiglie, ragazzi, scuole, oratori.

«Accendere un faro per aiutare chi aiuta»: Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo, ha inquadrato così il senso dello studio presentato in streaming, insieme con il presidente Istat Gian Carlo Blangiardo, ad Alessandro Faramondi (dirigente Istat) e Paolo Canino (Fondazione Cariplo). Elisabetta Soglio – responsabile di Buone Notizie, il settimanale del Corriere della Sera dedicato all’Impresa del Bene – ha moderato una tavola rotonda con rappresentanti del Terzo Settore.

Indagine e tavola rotonda hanno messo a fuoco perdite ingenti ma anche importanti sforzi per adattarsi alla nuova realtà: nel periodo marzo-maggio 2020, gli Enti del Terzo Settore (Ets) hanno registrato un peggioramento medio di oltre 11mila euro nella differenza tra ricavi e costi, con una perdita complessiva di circa un miliardo. Su base annua la riduzione dei proventi rispetto alla media all’attesa pre-crisi è stimabile in circa 3,3 miliardi di euro. In termini percentuali, la riduzione stimata rappresenta all’incirca il 27% del fatturato medio annuo del triennio.

Tuttavia il 42% degli Ets ha modificato o addirittura reinventato il proprio modo di intervenire per far fronte alla pandemia, affiancando a strategie tradizionali (cassa integrazione, donazioni) misure «attive» come nuovi investimenti, riconversione della produzione, rimodulazione dei servizi, accelerazione della trasformazione digitale.

Ma la strada è ancora lunga e, anche in vista del nuovo assetto di governo e degli impegni che aspettano il Paese, vale l’appello del presidente di Fondazione Cariplo Giovanni Fosti: «ll sistema di legami, di attività e di servizi generati dal Terzo Settore per le persone e le comunità ha subito un duro colpo e rischia di non sopravvivere. Le iniziative del Terzo Settore sono cruciali per la tenuta del nostro Paese e il loro indebolimento è una minaccia sociale ed economica per tutti. Per questo dobbiamo reagire insieme».

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