Netflix – “L’incredibile storia dell’Isola delle rose” Voglia di evasione e (pacifica) rivoluzione

Si cerca di cambiare il mondo, o quantomeno ci si prova. E se la realtà non si può cambiare, la si ricostruisce altrove, in un contesto magari più ristretto, come su un’isola, dove diamo spazio

Si cerca di cambiare il mondo, o quantomeno ci si prova. E se la realtà non si può cambiare, la si ricostruisce altrove, in un contesto magari più ristretto, come su un’isola, dove diamo spazio al nostro concetto di democrazia, applichiamo le nostre regole e ci diamo addirittura una forma di governo autonomo. Basta solo uscire di qualche metro in più dalle acque demaniali.

Questo è lo scopo di una generazione come quella raccontata nella pellicola nostalgica ma decisamente realistica di Sydney Sibilia. Ispirata a fatti realmente accaduti, “L’incredibile storia dell’isola delle rose”, è quella sorpresa che non ti saresti aspettato in questo finale di 2020, dove torna sicuramente attuale la voglia di “evadere” e ricostruire un contesto lontano da pandemie, forme di governo indigeste e magari trovare nuove possibilità per riscattarsi professionalmente come succede al protagonista Elio Germano, più simpatico del solito, con un accento emiliano marcato e la voglia di fuggire dagli atenei bolognesi di via Zamboni, per avviare con 4 sopravvissuti una “piattaforma” al largo di Rimini. Delirante e fantasioso e provocatorio quanto basta.

Sembrerebbe solo una discoteca all’aperto come viene rinfacciato ai protagonisti a metà del racconto. Ma in realtà è molto di più. Un’isola come forma di governo giovanile che per una volta mette a dura prova la pazienza del governo e delle forze dell’ordine, senza ricorrere a molotov e scontri di piazza, che per il ‘68 erano all’ordine del giorno.

È la rivincita degli idealisti, dei viaggiatori dispersi nell’Adriatico, di obiettori di coscienza come degli hippie che predicano pace e amore. Una sceneggiatura scorrevole e semplice, che non si limita a raccontare la dinamica dei fatti ma aggiunge anche un tocco disimpegnato di poesia, complice una fotografia elegante che ridà spessore ad una Rimini non solo fatta di balere. Menzione speciale per l’accoppiata Zingaretti/Bentivoglio, che offre quel tocco in più di esperienza e di macchiettismo per la controparte governativa che non ci mette troppo tempo ad avviare una controffensiva abbastanza scontata, ma pur sempre piacevole con le gag di due veterani stavolta fuori dai normali canoni recitativi. Prova superata per una sana e sacrosanta voglia di evasione e di pacifica rivoluzione.

Netflix – Anno 2020 – Durata 117 min
Genere: commedia, drammatico, storico
Regia: Sydney Sibilia
Sceneggiatura: Sydney Sibilia, Francesca Manieri
Produttore: Matteo Rovere
Casa di produzione: Groenlandia
Fotografia: Valerio Azzali

Interpreti e personaggi
Elio Germano: Giorgio Rosa
Matilda De Angelis: Gabriella
Fabrizio Bentivoglio: Franco Restivo
Luca Zingaretti: Giovanni Leone

Laureatosi nel 2001 al Dams è attualmente impegnato nel settore commerciale e logistico Italia / Estero. Teamplayer e rivendicatore della libertà di espressione fra Politica, Musica e Spettacolo. Sogna una nuova Nouvelle Vague da ricreare a Milano ascoltando una vecchia canzone anni '80 e un goal del... Milan! Citazione preferita: "Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica faranno la mia felicità fino alla mia morte" (F. Truffaut).

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