Officine Edison, con il Politecnico avvia uno studio sui prototipi di monopattini elettrici

All’inaugurazione di Officine Edison anche un dibattito promosso da Corriere Innovazione sulla collaborazione tra pubblico e privato, con, tra gli altri, Patrizia Toia (europarlamentare e vice presidente della Commissione Industria Ricerca ed Energia al Parlamento

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Si è svolta giovedì 12 settembre, in Bovisa, l’inaugurazione di Officine Edison, il nuovo spazio interamente dedicato all’innovazione e alla trasformazione digitale applicate al settore energia che Edison ha lanciato in partnership con il Politecnico di Milano. Edison, ricordiamolo, è uno dei principali e storici (oltre 135 anni di attività) operatori del mercato dell’energia sia in Italia che in Europa, con attività che spaziano dall’approvvigionamento, alla produzione e alla vendita di energia elettrica. Il progetto presentato giovedì rappresenta una conferma della propensione dell’azienda a guardare al futuro; in nuce già dalla sua nascita quando, nel lontano 1882, l’Ingegnere Giuseppe Colombo, Rettore del Politecnico di Milano di allora, acquistando dall’America i brevetti da Thomas Alva Edison, portò per primo l’energia elettrica nell’Europa continentale. Da quel momento Edison ha “giocato” in anticipo molte volte: come nel 1898 quando, costruendo la centrale idroelettrica di Paderno D’Adda, colse le potenzialità dello sfruttamento dell’acqua per la produzione di energia elettrica; o ancora nel 1987 anno dell’inaugurazione di “Vega” la piattaforma Offshore più grande del mediterraneo.

Le Officine Edison sono ospitate all’interno di PoliHub, l’incubatore di imprese d’eccellenza del Politecnico di Milano; qui, in cinque stanze digitali, giovani e talentuosi ricercatori che non hanno paura di sbagliare (l’errore è considerato un elemento importante ed evolutivo del processo di sperimentazione) lavorano allo sviluppo sistemi di intelligenza artificiale al servizio della produzione rinnovabile e all’ideazione di servizi innovativi per i clienti. Due laboratori infine sono dedicati alle batterie d’accumulo per uso domestico e ai sistemi di smarthome.

A questi filoni di attività si affiancherà nei prossimi mesi un nuovo progetto che vedrà Politecnico, PoliHub ed Edison impegnati a sviluppare e testare prototipi innovativi di monopattino elettrico al fine di progettare un nuovo servizio di micro-mobilità da sperimentarsi nel quartiere Bovisa. Le indicazioni e gli esiti dei test forniranno informazioni preziose per supportare il Comune di Milano nella regolamentazione di questo nuovo sistema di mobilità che si è affacciato prepotentemente e con impatti non trascurabili sulla vivibilità e sicurezza delle nostre città.

Cuore dell’inaugurazione è stata l’interessante tavola rotonda coordinata da Massimo Sideri, responsabile editoriale di “Corriere Innovazione” a cui hanno partecipato Nicola Monti e Giovanni Brianza rispettivamente amministratore delegato e vicepresidente esecutivo Strategia, Sviluppo Corporate e Innovazione di Edison, Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano, Stefano Mainetti, amministratore delegato di PoliHub, Roberta Cocco, assessore alla Trasformazione Digitale del Comune di Milano, Patrizia Toia, europarlamentare e vice presidente della Commissione Industria Ricerca ed Energia al Parlamento Europeo, Claudio Tuniz, scienziato e scrittore e, infine, Patrizia Tiberi Vipraio, economista. Ne è uscito un dibattito interessante tra mondo accademico, impresa, e Pubblica Amministrazione sull’importanza strategica della collaborazione tra pubblico e privato per generare valore, non solo economico, ma anche sociale con ricadute positive per tutta la comunità, nonché sulla necessità di affrontare temi delicati ma ormai inderogabili come il rapporto tra etica e progresso tecnologico. L’economista Patrizia Tiberi ha infine illustrato i risultati di un’interessante survey lanciata da Edison in collaborazione con Rcs – Il Tempo delle Donne finalizzata ad indagare come viene immaginato e percepito il futuro rispetto a temi quali salute, energia, tecnologie intelligenti, genetica, ambiente.

Le preoccupazioni maggiori emerse riguardano gli impatti dei cambiamenti climatici sulle nostre vite e, più in generale, la sostenibilità dello sviluppo. Un saggio ammonimento a procedere valutando sempre i rischi e gli effetti di retroazione (gli effetti collaterali dello sviluppo) che si possono generare: il progresso tecnologico spesso ci migliora la vita ma potremmo non goderne se le urgenze ambientali dovessero prendere il sopravvento.

 

Reporting specialist di una multinazionale di giorno, al calar delle prime ombre della sera si dedica alla sua vera passione ed indossati i panni di aspirante giornalista e scrittore si aggira per gli anfratti della Milano Sud in cerca di notizie e spunti per un nuovo racconto…..

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