Orti urbani privati in via Chiodi

All’interno del Parco Teramo “Andrea Campagna”, sono stati realizzati 180 orti urbani. L’area è di ben 25mila mq, di cui 10mila liberi a prato: il più vasto insediamento esistente a Milano. Possono essere affittati appezzamenti

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All’interno del Parco Teramo “Andrea Campagna”, sono stati realizzati 180 orti urbani. L’area è di ben 25mila mq, di cui 10mila liberi a prato: il più vasto insediamento esistente a Milano. Possono essere affittati appezzamenti di diversa tipologia e metratura (da 75 a 100 mq), con possibilità di impiantare un gazebo tessile, barbecue e cassa per attrezzi.

Abbiamo incontrato il proprietario, presidente dell’Associazione “Angoliditerra”, l’architetto Claudio Cristofani che, nel 2001, quando capitò che la sua famiglia disponesse di quest’area a prato, vincolata a verde agricolo nel Parco Teramo, decise di provare a creare un primo gruppo di orti giardini regolamentati e non abusivi. Gli ortisti spesso sono famiglie che si alternano secondo gli orari. Al mattino gli anziani, nel pomeriggio le mamme con i bambini usciti da scuola, verso sera i papà dopo il lavoro. Il sabato e la domenica, diversi ortisti accolgono amici e parenti, anche per picnic, e gli spazi verdi diventano una “piazza”.

Ci sono studenti e giovani che imparano a coltivare e a socializzare con gli altri ortisti, e in tutti cresce una sensibilità ecologica, attraverso il rispetto per la terra, la cura, la pulizia e l’ordine all’interno dell’area. Due volte l’anno, vengono organizzate iniziative aperte al quartiere, musica e teatro, con la Compagnia Alma Rosè che opera anche in zona Barona. Qualche volta, in estate ci sono state proteste per il rumore notturno, ma i disturbatori sono stati duramente redarguiti.

Da due anni sono state installate delle telecamere, con controllo diretto permanente, anche per garantire la sicurezza contro intrusioni e furti. L’Associazione ha anche progettato nuovi complessi di orti urbani, in altre località e città come: Arese, Valpolicella, Firenze, Palermo. Il modello è quello degli orti-giardini nordici, che mette giovani e famiglie in relazione con la natura. Purtroppo l’arretratezza della legislazione italiana, ostacola il diffondersi dell’iniziativa del privato, che vuole investire in orti e giardini condivisi, cioè nel commerciale a servizio del sociale.

I comuni, ci dice il presidente, sembrano poco interessati, invece potrebbero vendere, a proprietà indivisa, in comproprietà cooperativa, piccole aree agricole a gruppi di famiglie o a piccole aggregazioni, ma è complicato anche a causa delle procedure esistenti inadeguate. Manca poi una normativa regionale tipo. L’Associazione “Angoliditerra” ne ha proposto una prima bozza alla Regione Lombardia, che sviluppi quella fatta per gli agriturismo. Ma occorrerebbero anche incentivi, una defiscalizzazione mirata, e un adeguamento delle normative edilizie e dei piani regolatori.

Per informazioni: www.angoliditerra.org

Claudio Calerio

(Marzo 2016)

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

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