Ospedali San Carlo e San Paolo: l’assessore Maran rilancia alla Moratti la loro ristrutturazione al posto di un nuovo ospedale

"Ospedali San Carlo e San Paolo: è ora di abbandonare l'idea di chiuderli per fare un nuovo ospedale e di concentrarsi sull'obiettivo di una ristrutturazione profonda delle due strutture".Ieri l'assessore  all'urbanistica del Comune di Milano,

“Ospedali San Carlo e San Paolo: è ora di abbandonare l’idea di chiuderli per fare un nuovo ospedale e di concentrarsi sull’obiettivo di una ristrutturazione profonda delle due strutture”.Ieri l’assessore  all’urbanistica del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran ha scritto una lettera alla Vice Presidente di Regione Lombardia Letizia Moratti per chiedere di sbloccare una situazione che da tempo è ferma in un limbo.
L’obiettivo della Regione di sostituire i due ospedali con uno nuovo baricentrico è “stato travolto dalle nuove necessità post covid che impongono, finalmente, una maggiore attenzione al territorio“. Lo denuncia Maran nella sua lettera specificando che “oltre ad avere diverse criticità tecniche nell’individuazione di un luogo adatto con il rischio di scoprire dal servizio alcuni quartieri, è a nostro giudizio da archiviare”.
Ma fino a che non viene abbandonata l’idea di fare un nuovo ospedale restano bloccati anche i progetti alternativi di ristrutturazione che sono invece in fase più avanzata.
La lettera chiede quindi un confronto tra Comune e Regione con questi obiettivi:
archiviare l’idea di sostituire i due ospedali con uno nuovo;
ristrutturare il San Paolo mantenendo lì il fondamentale presidio di pronto soccorso;
•  ristrutturare il San Carlo in piena sinergia con l’Università degli Studi che può recuperarne una parte a Campus per la facoltà di Medicina.
Quindi è fondamentale sbloccare la situazione e “far partire gli investimenti necessari a rilanciare queste due strutture così importanti per i cittadini dell’ovest della città e su questo siamo pronti a un rapido confronto con Regione Lombardia” conclude l’assessore.
Anche la consigliera regionale del Pd, Carmela Rozza, denuncia che “La pandemia  nella sua drammaticità, ha evidenziato la necessità di riqualificare al più presto questi due ospedali per metterli nelle condizioni di garantire ai cittadini della zona sud-ovest del milanese servizi efficienti, anche in caso di nuove emergenze sanitarie”.

Entrambi gli ospedali, costruiti negli anni ’60 per un bacino di utenza certamente minore, oggi continuano a rappresentare due poli logisticamente strategici (il S. Paolo è prossimo agli svincoli autostradali) e possono essere profondamente ristrutturati come il Niguarda e il Policlinico, preservando i posti letto e i Pronto Soccorso e implementando tutti i servizi.

Inglobandoli in nuovo ospedale nell’area San Cristoforo (priva di accessi autostradali) si ridurrebbero ulteriormente i servizi, i posti letto e i Pronto Soccorso.  Il rischio concreto è quello di impoverire ulteriormente i quartieri periferici del sud ovest di Milano di servizi assistenziali essenziali, che già oggi soffrono per la carenza  dei medici di base. I presidi del Giambellino e  degli altri quartieri promossi dal Municipio 6 raccolgono la voce dei cittadini affinché Ats e Regione provvedano urgentemente a coprire i posti ancora vacanti.

Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

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