Padri e figlie di Gabriele Muccino

Dopo Sette anime, La ricerca della felicità e Quello che so sull’amore, Muccino firma la sua quarta pellicola hollywoodiana schierando un cast americano. Fathers and Daughters rivela ancora una volta la naturale propensione alla tragedia

padri_e_figlie_muccinoDopo Sette anime, La ricerca della felicità e Quello che so sull’amore, Muccino firma la sua quarta pellicola hollywoodiana schierando un cast americano. Fathers and Daughters rivela ancora una volta la naturale propensione alla tragedia del regista, che solletica nuovamente il nostro pathos, affrontando un dramma familiare.

L’amore incondizionato di un padre nei confronti della figlia è motore del film. Non una scelta prima per il regista e sicuramente non casuale in una società dove la figura paterna si ritrova al centro di svariati dibattiti.

Il film gode di due differenti registri dovuti alla scelta fatta dall’autore, di sviluppare la storia sull’alternarsi di due distinti tempi narrativi: l’infanzia di Katie, interpretata da una giovanissima Kylie Rogers e l’età adulta (25 anni dopo), come a voler sottolineare e a rendere immediato il concetto chiave che sta alla base del film e che il regista stesso ha dichiarato, ovvero che quel che diventiamo è strettamente legato alle nostre infanzie.

Se il padre (Russel Crowe) dovrà fare i conti con le complicazioni della vita, Katie (alias Amanda Seyfried) si porterà dietro un vuoto incolmabile che rischierà di mettere in discussione la sua capacità di amare. Tra gli attori anche Diane Kruger, Jane Fonda e il promettente Aaron Paul (il noto Jessie della pluripremiata serie Breaking Bad).

Anita Rubagotti

(Novembre 2015)

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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