Palazzo Marino (e municipi): candidati cercasi

Come in un Giro dell’oca. Dopo che Gabriele Albertini ha elegantemente declinato l’invito di Salvini a candidarsi a sindaco di Milano – tra l’altro affermando “Se fossi stato eletto avrei voluto Beppe Sala vicesindaco” –,

Come in un Giro dell’oca. Dopo che Gabriele Albertini ha elegantemente declinato l’invito di Salvini a candidarsi a sindaco di Milano – tra l’altro affermando “Se fossi stato eletto avrei voluto Beppe Sala vicesindaco” –, il Centrodestra torna al punto di partenza, senza candidati e senza idee. E con una serie di no, incassati uno dopo l’altro: dal giornalista Paolo Del Debbio, dagli ex sindaci Albertini e Moratti, dall’ex assessore e ministro Maurizio Lupi, che potrebbe, a questo punto, rientrare in gioco.

I motivi impliciti del “gran rifiuto dei quasi candidati” sono diversi, con un doppio comune denominatore: la forza del sindaco uscente Beppe Sala e l’impresentabilità di una coalizione a trazione leghista, che già in Regione ha fatto grandi danni e i milanesi guardano con sospetto. Non a caso la ricerca si è concentrata su personalità della passata stagione politica o nel tentativo di trovare un candidato civico, disposto a mettere la propria faccia accanto a quella di Salvini. Tentativo velleitario, poiché, a parte una rosa di candidati durati giusto il tempo di riempire qualche pagina di giornale, nessuno si è fatto avanti. D’altronde chi si prenderebbe l’onere di governare una città complessa come Milano, con la spada di Damocle di un capopopolo come Salvini, che per dei like su Facebook è disposto a dire tutto e il suo contrario?

Una situazione di stallo che dura da mesi e che sta bloccando tutte le candidature del Centrodestra e che, paradossalmente, provoca effetti più o meno analoghi anche nel Centrosinistra. Qui a parte Beppe Sala, che ha ufficializzato il suo proposito di fare il sindaco per i prossimi cinque anni con una propria lista, manca tutto il resto dello schieramento. Un surplace, che solo il Pd, il principale partito, potrebbe sbloccare presentando liste proprie a sostegno del sindaco uscente e per i Municipi, ma che ancora non ha fatto, per tatticismo o difficoltà a prendere decisioni.

Fanno eccezione in questo scenario, gli schieramenti che si collocano tra il Centrodestra e il Centrosinistra, come la sinistra radicale di Milano in Comune che candida Gabriele Antonio Mariani, ex Pd, architetto e ingegnere; i socialisti che si presentano con Giorgio Goggi, assessore alla Mobilità con Albertini, e Milano Concreta, nata da una costola dei 5 Stelle, che candida il nostro giornalista Simone Sollazzo.

Contiamo in loro per iniziare a parlare dei problemi della città, delle prospettive e delle possibili soluzioni.

 

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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