Paolo Limonta: “Nessuno si sente straniero nella mia classe”

 Appassionato maestro elementare da una vita, coordinatore del Comitato x Giuliano Pisapia Sindaco  nel 2011, Paolo Limonta è consigliere comunale di Milano Progressista, Presidente della Commissione Educazione, Istruzione,Università e Ricerca e Vice-Presidente della Commissione Periferie.  Il

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 Appassionato maestro elementare da una vita, coordinatore del Comitato x Giuliano Pisapia Sindaco  nel 2011, Paolo Limonta è consigliere comunale di Milano Progressista, Presidente della Commissione Educazione, Istruzione,Università e Ricerca e Vice-Presidente della Commissione Periferie.  Il 20 dicembre Beppe Sala gli ha affidato il nuovo assessorato all’Edilizia scolastica per realizzare il piano di ristrutturazione e costruzione delle scuole della città entro la fine del suo mandato. Una scelta che ha suscitato qualche malumore tra i partiti che lo sostengono, come prevedibile, per questa vicinanza ai centri sociali. A cui il sindaco ha ribattuto di aver scelto  di “premiare la competenza e non la presunta rappresentazione di uno spazio politico.”

Certo, Gad Lerner lo aveva  già celebrato come figura straordinaria di maestro elementare,  “regista accorto di una campagna che riportò la sinistra a Palazzo Milano, senza sacrificare neppure un’ora di insegnamento nella sua scuola”. Una sinistra nuova nata da una rete di associazionismo popolare nei quartieri e dai centri sociali, che vinse l’egemonia berlusconian-leghista.

Anche alla consigliera comunale della Lega Sardone Silvia (ex consigliera regionale della Lombardia e neo eletta al Parlamento europeo), quella del “prima gli italiani” e del censimento dei rom, la  nuova carica affidata a Limonta è apparsa del tutto disdicevole: pare abbia scoperto solo ora  che a Milano ci sono scuole  che hanno più alunni stranieri che italiani ( 36 scuole tra elementari e medie secondo i dati dell’assessorato all’Istruzione). E così ha dichiarato alla stampa che:”È assurdo che tra i banchi di scuola gli italiani spesso e volentieri si sentano gli stranieri della classe, nonostante si trovino nella propria città.” Certo,  in periferia “dal momento che tutte le periferie – lo scrive lei stessa – sono a maggioranza extracomunitaria, dove gli italiani per strada o sui mezzi pubblici si contano sulle dita di una mano”.

Alla mediocre argomentazione della Sardone (probabile candidata sindaco di Milano di tanti leghisti e affini) che “inevitabilmente anche le scuole finiscono per ghettizzarsi”, il maestro e  nuovo assessore all’Edilizia scolastica replica con  logica e gentilezza. “Io insegno proprio in una di queste scuole. Nella mia classe ci sono diciassette bambini con genitori stranieri e otto con genitori italiani. E quei diciassette bambini non sono per niente stranieri. Sono nati tutti a Milano, hanno frequentato le scuole a Milano, parlano benissimo l’italiano e, come quelli con genitori italiani, sono bambini felici. Nessuno si sente straniero nella mia classe e, in generale, nella scuola. Perché questi sono pensieri assurdi di adulti molto razzisti che non hanno la più pallida idea delle cose bellissime che succedono ogni giorno nelle nostre classi, dove la diversità è una ricchezza inestimabile che fa crescere, ogni giorno, tutto il gruppo. Quindi continui pure Sardone Silvia a parlare di cose che non conosce a uso e consumo della sua campagna elettorale permanente. Intanto noi, in classe, continuiamo a crescere felici…”

A noi verrebbe da chiedersi  quanti ce ne sono di ‘italiani’ che non parlano o scrivono correttamente in italiano. E quanti non conoscono la Costituzione del nostro Paese.

«Le scuole sono cuore e passione, ma anche tetti, pareti, cortili e giardini. È l’insieme che garantisce il benessere e la felicità di tutti quelli che ci vivono ogni giorno. Prima di tutto quella delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi. Ovviamente continuerò a fare il maestro elementare. Perché i bambini non si abbandonano mai…».  (Paolo Limonta)

Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

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