Il pasticcio degli orti comunali, Di Vaia, Bramati (magari anche Gallera) e la grigliata negata

Tornano alla ribalta le avventure dell’assessora Rosa Di Vaia e con esse del presidente Alessandro Bramati, suo tenace difensore. Dopo le uscite pro Duce dell’assessora del settembre scorso, derubricate dalla maggioranza del Municipio a “errore

, Il pasticcio degli orti comunali, Di Vaia, Bramati (magari anche Gallera) e la grigliata negata

grigliataTornano alla ribalta le avventure dell’assessora Rosa Di Vaia e con esse del presidente Alessandro Bramati, suo tenace difensore. Dopo le uscite pro Duce dell’assessora del settembre scorso, derubricate dalla maggioranza del Municipio a “errore di comunicazione” è ora la volta dell’assegnazione di orti comunali. In questo caso non si parla di fasci littori, per fortuna, ma di salamelle e bandi scritti in modo “allegro”. E di una certa propensione alle balle.

Ma partiamo dalla fine, proprio da quest’ultime: le balle. Questa la cronaca nuda e cruda della vicenda. Al marito dell’assessora, tal Vincenzo La Ferrara, già occupante un orto abusivo nel Parco Sud, viene assegnato la primavera scorsa (poi vedremo come), primo in graduatoria tra gli under 60, un orto comunale, Qui il La Ferrara, con moglie e amici, organizza party. Presenti politici di Forza Italia, come Rosa Pozzani, vicepresidente del Municipio 4, e il potentissimo assessore alla Sanità della Regione Lombardia Giulio Gallera. Fin qui niente di male, anzi, giusto socializzare. Se non fosse che assessora e marito deliziano i loro ospiti con gustose grigliate, che sono vietate.

Peccato veniale dato dall’ignoranza dei regolamenti (d’altronde come pretendere che chi non conosce la tragedia del Fascismo sappia di polverose norme da azzeccagarbugli)? Sarebbe bastato ammetterlo e dire un semplice: “scusate, ci siamo sbagliati”. Ma la strategia è diversa ed è quella di negare. Al “Fatto quotidiano” (leggi qui) che per primo tira fuori questa storia, Di Vaia e Gallera dicono categoricamente «Non è stata fatta alcuna grigliata nel parco» e intanto fanno sparire tutte le foto da Facebook. Ma in internet, si sa, non si cancella nulla e così un amico anonimo ci ha fatto avere lo screenshot che pubblichiamo in questa pagina, che dimostra inequivocabilmente che le grigliate ci sono state, eccome, presenti sia Gallera che Di Vaia, che sono, appunto, bugiardi.

A questa vicenda poco edificante si aggiunge quella del bando, che assegna al La Ferrara l’orto. Qui siamo di fronte a un vero e proprio pastrocchio, frutto, nella migliore delle ipotesi, di un mix di incapacità e superficialità. Come viene scritto nell’interrogazione presentata dalla capogruppo Pd in Municipio Luisa Gerosa, le linee guida del bando vengono deliberate dalla giunta il giorno prima la pubblicazione del bando stesso. Presente l’assessora Di Vaia, che pare difficile non sapesse che il marito aveva un orto proprio lì vicino e che potesse, come minimo, partecipare al bando. Ma come un pesce in barile non fa un plissé. Difatti rimane dentro e approva tranquillamente l’atto.

Ma non è tutto. Nel bando compare una voce che recita che chi dichiara “la propria disponibilità a collaborare e partecipare attivamente 
alle operazioni di smantellamento di orti abusivi previste dai programmi“ conquista 12 punti, più di qualsiasi altra caratteristica (un portatore di handicap, per esempio, ne prende 2 di punti). Chi conosce i bandi sa che si tratta di un requisito a dir poco anomalo, perché completamente aleatorio, non essendoci scritto entro quando questa disponibilità debba concretizzarsi, né per fare cosa esattamente né viene specificato, soprattutto, in caso di diniego cosa accade all’ortista recalcitrante.

Fatto sta che a oltre sei mesi dall’assegnazione degli orti le costruzioni abusive sono ancora lì. Una addirittura, dice ancora la consigliera Gerosa, si trova nei pressi o nell’orto in concessione a La Ferrara e viene tranquillamente usata.

Ora, che succederà quando all’interrogazione verrà data risposta in Municipio? Siamo pronti a scommettere che per quanto riguarda il bando e la sua attribuzione di punti sulla base della “disponibilità” il presidente, come è stato per un altro avviso pubblico molto discusso, dirà che è colpa dell’inesperienza, mancanza di personale ecc. L’assessora Di Vaia, cosparsosi il capo di cenere, come fu per la vicenda del Duce, si scuserà e per lei sarà finita lì.

Così Bramati, inflessibile censore quando si tratta di fustigare giornalisti impertinenti o amministratori che sono anche avversari politici (elegantissima l’accusa fatta nei giorni scorsi via Facebook all’assessore Granelli di essere responsabile degli incidenti in via Ferrari), in questo caso, viste le elezioni alle porte e i potenti amici della Di Vaia – Gallera e Gelmini, si dice – volterà il capo dall’altra parte. Come ha fatto e fa di solito quando si tratta di questioni che riguardano la Regione, come il Poliambulatorio di via Ripamonti o lo stato delle case Aler, o la sua assessora.

Ma si sa, il nostro presidente non è certo un fra Cristoforo e come scrisse lo scrittore degli scrittori: “Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”.

Stefano Ferri
(21 novembre 2017)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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2 COMMENTI
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    Giorgio 22 Novembre 2017

    Scusi direttore, a parte il tono poco professionale con cui critica il sig. Bramati, esattamente dalle foto pubblicate dove si evince che si è trattata di una grigliata??? A me sembra un pic-nic, di carne e griglie non ne vedo!

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