Pene alternative, da settembre sul territorio del Municipio detenuti al lavoro negli spazi pubblici

Il 24 giugno le Commissioni Carceri e Politiche sociali del Municipio 5 si sono riunite per discutere un ordine del giorno sui lavori di pubblica utilità. Ospite la dottoressa Monica Gasparini del settore Politiche sociali

Il 24 giugno le Commissioni Carceri e Politiche sociali del Municipio 5 si sono riunite per discutere un ordine del giorno sui lavori di pubblica utilità. Ospite la dottoressa Monica Gasparini del settore Politiche sociali – Area diritti, inclusioni e progetti del Comune di Milano, che si occupa dell’attuazione di una convenzione che il Comune ha stipulato con il Tribunale ordinario di Milano (rinnovata nel 2018 e reperibile sul sito del Tribunale di Milano nell’area Lavori di Pubblica utilità). La nostra città, come ha attestato “La Repubblica” il 24 gennaio 2020, è la “capofila delle pene alternative” in tutta Italia, dato l’ampio numero di condannati che svolgono questo tipo di attività sociale per sanare la pena.

Durante il dibattito in Commissione è emerso l’apprezzamento per l’impiego di detenuti per lavori di pubblica utilità, sia per il Comune che per chi deve scontare una pena di meno di tre anni. Inoltre è stato sottolineato che nel Municipio 5 ci sono numerosi posti dove si possono svolgere questo tipo di lavori, come per esempio il Cimitero di Chiaravalle.  Il Municipio si è quindi impegnato a segnalare i luoghi in cui accogliere le persone che verranno avviate a tali tipi di lavoro, indicando già da ora prioritariamente gli spazi comunali per lo sport.

Presente in Commissione anche il direttore del Municipio Ing. Porretti che ha concordato le modalità per avviare l’iter burocratico con il settore presieduto dalla dottoressa Gasparini e rendere operativa la convenzione anche nel Municipio 5 già da settembre prossimo.

Così, sull’esempio virtuoso del Municipio 8 dove la convenzione opera a pieno regime, anche altri municipi si affiancano alle associazioni private nel dare ospitalità e godere dell’attività prestata gratuitamente al fine di evitare la pena interdittiva o l’ammenda per reati di lieve entità come ad esempio la guida in stato di ebbrezza da cui non siano derivate conseguenze a terzi.

Studentessa di Filosofia all'Università Cattolica del Sacro Cuore.

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